Prey: la de-evoluzione di Predator spiegata dai leggendari Alec Gillis e Tom Woodruff

prey predator
Prey
di Dan Trachtenberg
5 agosto 2022 al cinema

Nel dietro le quinte di Prey hanno lavorato due maestri degli effetti speciali prostetici e del make-up come Alec Gillis e Tom Woodruff, due vere e proprie leggende del settore che, fra l’altro, hanno a che fare da qualche decennio sia con la saga di Predator che con quella di Alien.

Due professionisti che, come mentore, hanno avuto un certo Stan Winston, pluripremiato truccatore ed effettista (TerminatorAliensJurassic Park, per citarne solo alcuni). Noi di BadTaste li abbiamo incontrati in più di un’occasione. Abbiamo parlato con loro del prequel di La cosa e li abbiamo incontrati sul set di The Predator, la pellicola di Shane Black datata ottobre 2018.

In un’intervista rilasciata per la promozione di Prey i due hanno spiegato come si sono approcciati alla “de-evoluzione” dello Yautja interpretato da Dane DiLiegro (ECCO TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SU DILIEGRO).

Tom Woodruff dice:

Ha tutto a che fare con l’evoluzione, anzi, la de-evoluzione dello stesso Predator. E ha a che fare con l’evoluzione dello stato dell’arte della recitazione con effetti prostetici che danno vita a queste creature. Per certe componenti abbiamo impiegato lo stesso tipo di materiali che avevamo usato per il Predator originale, come pelle in schiuma di lattice e un supporto di spandex.

Poi aggiunge:

Le cose differenti sono quelle che hanno a che fare con la maggiore precisione dei motori digitali che possono essere adoperati per articolare i movimenti della faccia. Espedienti che, all’epoca, non avevamo. Ci hanno permesso di assottigliare la faccia del Predator cosa, questa, che era anche un desiderio del regista del film. Si adattava perfettamente alla testa di Dane. Poi una cosa che è davvero una figata e che all’epoca era impossibile è la possibilità di fare delle scansioni digitali di Dane e creare in 3D la testa del Predator partendo dagli artwork. Potevamo fare tutte le pre-visualizzazioni del caso e poi fare le stampe.

Gillis, dal canto suo, puntualizza che nonostante si tratti del primo film di Predator fatto dai 20Th Century Studios da quando la 20Th Century Fox è stata acquisita dalla Disney, tutto si è svolto come negli anni – e negli episodi – precedenti:

Tutto si è svolto in partership con i filmmaker. E, in questo caso, pareva più un film fatto alla maniera old school, nonostante fosse la creatura di un grande studio. Sembrava un film della Fox, un caro, vecchio film della Fox. Dan Trachtenberg ha portato avanti la sua visione, senza ingerenze particolari da parte dello studio.

Trovate tutte le informazioni su Prey nella nostra scheda del film.

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FONTE: Comic Book

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