Mentre in alcuni paesi e regioni del mondo timidamente iniziano ad attenuarsi le misure del lockdown, in Corea del Sud riaprono i primi cinema. Uno dei primi titoli che verranno proposti in quello che è il quinto mercato cinematografico del mondo è Trolls World Tour, che verrà proiettato nel circuito Megabox (la terza catena del paese). Da un paio di giorni il film è disponibile in 120 dei 250 schermi della catena.

In Corea del Sud vi è stato un lockdown parziale, e le principali catene hanno chiuso i cinema soprattutto nelle zone più colpite, come la capitale Seul, dove ora le sale riapriranno adottando una serie di misure di sicurezza e applicando il distanziamento sociale. Durante il mese di marzo gli incassi sono crollati a 1.8 milioni di biglietti staccati contro i 14.6 milioni dell’anno precedente, e il primo trimestre ha visto un calo del 56%.

Intanto mercoledì, durante la conferenza stampa che si è svolta a Pechino per annunciare l’allentamento delle misure in Cina, è stato confermato che musei e luoghi d’intrattenimento al chiuso – inclusi i cinema – riapriranno all’inizio di giugno. È la prima volta che si parla ufficialmente di riaprire gli oltre 70,000 schermi cinematografici del paese. La Cina rappresenta il secondo mercato cinematografico mondiale, un mercato paralizzato dalla fine di gennaio e che si stima abbia perso oltre 4 miliardi di dollari in mancati incassi. Il governo cinese ha affermato che verranno varate una serie di politiche di sostegno per l’industria cinematografica, proposte che verranno introdotte dai vari uffici cinematografici regionali. Si stima che oltre 5.000 case di produzione cinematografiche e televisive cinesi siano andate in bancarotta negli ultimi due mesi.

Il capo del Film Bureau cinese ha rassicurato gli esercenti, fortemente penalizzati dalla situazione, spiegando che lo stato potrebbe regolamentare ufficialmente il sistema di finestre distributive: potrebbero insomma essere introdotte delle regole che impediscono che i film escano sia al cinema che online. Wang Xiaohui, vice ministro del dipartimento della propaganda e direttore dell’amministrazione nazionale del cinema, ha spiegato che le finestre violate durante l’emergenza verranno riapplicate. Fino ad ora, in Cina le finestre distributive non sono mai state regolamentate ufficialmente: solitamente si decide caso per caso, a seconda degli incassi dei film e di accordi preesistenti. In media, comunque, le finestre sono di circa 28 giorni.

All’inizio della pandemia, Huanxi Media aveva deciso di proporre il blockbuster Lost in Russia direttamente in streaming, scatenando le ire degli esercenti che erano stati costretti a chiudere le sale.

Fonte: THR | Deadline | Deadline