Ridley Scott non si pente dei film che realizza, mai. È cosa ben nota, ed è tornato a ribadirlo in una intervista durante il podcast di Marc Maron in occasione dell’uscita del suo nuovo film, House of Gucci. Il comico ha chiesto al regista un commento sul fallimento al botteghino del suo film precedente, The Last Duel, presentato a Venezia e uscito al cinema incassando solo 27 milioni di dollari in tutto il mondo contro un budget da oltre 100 milioni di dollari.

Il regista ha imputato la responsabilità dell’insuccesso principalmente alla scarsa attenzione da parte dei Millenial:

In realtà la Disney ha fatto un ottimo lavoro promozionale. Ai capi il film è piaciuto molto – io temevo non fosse adatto a loro – gli è proprio piaciuto, e il loro marketing e la promozione sono stati eccellenti.

Credo che il tutto vada ricondotto al fatto che il pubblico ormai sta attaccato al cellulare. I millennial non vogliono che gli venga insegnato nulla se non viene detto tramite i loro cellulari. È un problema molto ampio, ma penso che sia qualcosa che sta capitando in questo momento, a causa di Facebook. Abbiamo preso la strada sbagliata quando abbiamo dato il livello sbagliato di fiducia a quest’ultima generazione, credo.

Sono d’accordo [sul fatto che l’ambientazione e l’azione avrebbero potuto attirare il pubblico giovane]. In particolare con attori come Matt Damon, Ben Affleck, Adam Driver e questa nuova attrice di nome Jodie Comer. È il tipo di cast che uno vorrebbe, è il cast che voleva anche la Fox. Pensavamo che la sceneggiatura fosse fantastica, e abbiamo fatto il film. Non si può vincere sempre. Per quanto mi riguarda, non mi sono mai pentito di un mio film. Mai. Ho imparato molto presto a essere il primo critico di me stesso. L’unica cosa su cui si dovrebbe avere realmente un’opinione è su ciò che abbiamo appena fatto. Passa al prossimo progetto, sii felice, non guardare indietro. Io faccio così.

Nel 1982, diressi il mio terzo film, Blade Runner. Un film decisamente buono. Mi uccisero. Mi uccise la critica cinematografica Pauline Kael, che non mi aveva neanche mai incontrato. Non mi aveva mai incontrato e improvvisamente lessi un articolo sul New Yorker, un magazine di gran classe. Lo lessi, quattro pagine di insulti. Le incorniciai. Sono ancora nel mio ufficio. Non leggo mai le critiche, non ho mai più letto una recensione da allora. Aveva torto marcio, ero semplicemente molto più avanti di lei.

Siete d’accordo con Ridley Scott? Ditecelo nei commenti!

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