Nel 1980 Kevin Bacon è stata una delle prime vittime Jason Vorhees in Venerdì 13, il film di Sean S. Cunningham divenuto un cult.

C’è, però, un aspetto che l’attore odia particolarmente quando viene collegato al ruolo in questione, come raccontato a Entertainment Weekly parlando nello specifico della scena della sua morte:

Costruirono un collo finto poi applicato sulla mia faccia. Ero in ginocchio al di sotto del letto con la testa che spuntava su un collo e un petto finti. Mi misi sotto al letto, piazzarono le luci, cominciarono ad applicare il trucco e a un tratto mi ritrovai a dover trascorrere un mucchio di tempo in una posizione scomodissima.

Mi dissero anche: “Sappi solo che abbiamo solo un collo finto”. Quindi doveva essere un buona la prima. C’era anche una persona addetti agli effetti nascosta sotto al letto che doveva pompare il sangue una volta che la freccia mi colpiva.

Io stavo recitando – non sapevo cosa succedesse nel sentirsi trafitto da una freccia, stavo facendo il meglio che potevo – quando a un tratto la pompa si ruppe e la persona incaricata fu costretta a pompare il sangue soffiando nel tubo, visto che avevamo un solo ciak. Il risultato fu che il sangue iniziò a scorrere con una traiettoria molto strana.

La cosa terribile è che i cacciatori di autografi mi chiedono quasi sempre di firmare quella foto, uno scatto di me con il sangue che mi esce dalla bocca e una freccia conficcata nel collo. Sapete, sono una persona tranquilla, ma dopo un po’ la cosa ha iniziato a infastidirmi. Inizi a pensare: “Davvero devo firmare l’ennesima foto di me da morto?”.

 

kevin bacon venerdì 13