Neil Marshall: “La realizzazione di Dog Soldiers 2 potrebbe finalmente essere vicina” | EXCL

Neil Marshall

Neil Marshall ha ricevuto al Trieste Science+Fiction Festival 2022 il Premio Asteroide, per celebrare la carriera dell’acclamato regista di Dog Soldiers, diventato nel corso degli anni un vero e proprio cult e di cui è stata presentata all’evento cinematografico la versione restaurata in 4K (oltre a The Lair, il suo progetto più recente).

La nuova opera, con protagonista Charlotte Kirk (coinvolta anche come co-sceneggiatrice), è un horror dalle tinte sci-fi da lui stesso definito come “La Cosa che incontra Quella sporca dozzina”, in cui un gruppo di soldati mutanti assediano un piccolo avamposto americano in Afghanistan costringendo una sgangherata pattuglia a una lotta all’ultimo sangue.

Marshall, che a Trieste è impegnato anche come presidente della giuria, durante la nostra intervista ha aggiornato i fan sulla situazione dei sequel di Dog Soldiers e Doomsday, oltre a rivelare qualche retroscena della realizzazione del suo più recente progetto.

Dog Soldiers è uscito nelle sale 20 anni fa, ma ci sono tuttora spettatori che lo vedono per la prima volta. C’è qualcosa che la sorprende di questa situazione?

Ho presentato recentemente il film in Norvegia, in un altro festival e ho chiesto al pubblico chi l’avesse già visto tra di loro. Metà delle persone hanno ammesso che era la prima volta, per me è stato affascinante perché mi sono chiesto cosa le avesse portate a vederlo solo venti anni dopo l’uscita. Penso sia però affascinante che trovi ora un nuovo pubblico, amo questo aspetto. Credo sia molto legato al fatto che non “invecchi”: non c’è nessun elemento realmente specifico legato al periodo in cui l’abbiamo girato, anche se visivamente si nota questo aspetto un po’ “vintage” perché l’abbiamo girato in pellicola, potrebbe essere stato realizzato anche oggi.

Una domanda ricorrente è quella legata alla produzione di un sequel e, dopo aver ritirato il premio alla carriera qui al festival, ha ammesso che “forse” verrà realizzato. Quale è la situazione attuale del progetto?

La domanda che mi chiedono più spesso è proprio se verrà mai realizzato un sequel. In questi venti anni tantissime persone mi hanno chiesto se verrà girato Dog Soldiers 2. Negli ultimi sei anni ci abbiamo lavorato molto duramente e con grande attenzione per provare a realizzarlo. Per la prima volta sembra che potrebbe accadere. Si tratta però di una cosa incredibilmente complicata. Per i fan è più facile dirlo, chiedono ‘Perché semplicemente non puoi farlo?’. Ma non posso perché non ho i diritti del film, all’epoca ho dovuto rinunciarci per poterlo realizzarlo. Abbiamo dovuto affrontare tutta una serie di questioni legali per poter arrivare a una situazione in cui potrebbe essere realizzato, ma non ci siamo ancora arrivati.

Quando si hanno dei progetti così amati come Dog Soldiers e Doomsday, come gestisce la pressione legata alle aspettative dei fan?

Lo fai, ma devi comunque mettere quei pensieri da parte. Se provi a immaginare quello che vorrebbero gli spettatori non riesci a lavorare bene. Devi realizzare il film che vuoi personalmente vedere e per ora ci sono riuscito e so che le persone con cui sto lavorando condividono la mia stessa opinione e visione. Cerco di allontanare dalla mia mente il pensiero di ciò che le persone vorrebbero. Per me è interessante la questione di Doomsday perché ora ci sono sempre più persone che mi chiedono se verrà mai realizzato un sequel, ma quando è uscito non ha ottenuto la stessa popolarità di Dog Soldiers. Ai box office è stato un mezzo disastro, nessuno era andato a vederlo e le recensioni erano davvero negative. Poi nel corso degli ultimi 15 anni ha iniziato a costruirsi un suo seguito e sempre più persone arrivano da me per dirmi che l’hanno amato e vorrebbero vedere un seguito. E vorrei farlo, ma sarebbe più costoso da realizzare, c’è uno studio coinvolto… Però sarebbe divertente da esplorare come idee.
Poi c’è un altro tipo di pressione, quello a cui hai accennato: c’è così tanto amore e passione nei confronti di Dog Soldiers. Questo vuol dire che se realizzerò il sequel non deve essere altrettanto buono, ma persino migliore. Ed è una cosa complicata da riuscire a realizzare. I fan dicono di volerlo, ma se poi dai quello che chiedono e non è come vorrebbero ti dicono ‘Perché l’hai fatto?’. Una parte di me vuole quindi realizzare il sequel e l’altra è terrorizzata dall’idea di farlo realmente pensando che potrebbe essere un disastro.

The Lair propone una storia ricca di personaggi, in cui le origini della creatura suggeriscono una possibile backstory molto ampia. Ha mai pensato di espandere quella storia in qualche modo, magari anche con una serie tv?

Vedremo che tipo di risultati avrà e poi c’è sempre la possibilità di espandere il progetto, visto che c’è un finale che rimane per certi aspetti aperto. C’è una questione che accomuna Dog Soldiers, Doomsday e The Lair: ora si possono adattare i film in serie tv e penso sarebbe davvero interessante farlo. Chi lo sa? Potrebbe essere una buona idea. Sto sviluppando un paio di idee per serie tv. Potrebbe essere davvero divertente riprendere le idee dei miei film precedenti e adattarle per la televisione.

Il film è particolarmente impegnativo, con molte sequenze d’azione e scene complicate da girare. Quale aspetto della produzione ha causato più difficoltà?

Realizzare l’intero film è stato estremamente difficile. Era un action movie quindi c’erano tante scene complicate da girare e avevamo solo una ventina di giorni a disposizione per le riprese. Dovevamo realizzare le creature e coreografare i combattimenti… E poi giravamo a Budapest e doveva sembrare l’Afghanistan, quindi dovevamo scegliere le location giuste. Abbiamo usato molti effetti speciali per far funzionare le immagini, ma dovevamo trovare i luoghi giusti. In più c’era la questione del meteo: stavamo girando in estate e molte scene si svolgono all’esterno in notte e in quel periodo dell’anno ci sono solo 6 ore di oscurità, non 12 come in altri luoghi, quindi era metà del tempo abituale per girare quelle scene. Non ci avevamo pensato prima di iniziare la produzione!

Il design della creatura ha dei chiari riferimenti a film cult del passato, come Alien, ma è al tempo stesso originale. Come lo avete sviluppato?

Non avevo mai girato un film che coinvolge un alieno, ho realizzato storie con licantropi, vampiri… Quindi ho deciso che dovesse avere i tentacoli, perché quello è una delle caratteristiche che per me deve avere un alieno: tentacoli viscidi e disgustosi! E poi doveva avere dei denti aguzzi, quindi abbiamo ideato queste due fila di denti simili a uno squalo. Il resto della faccia è in parte ispirata a una fobia particolare, la tripofobia, che causa nausea e disgusto in certe persone se vedono un pattern di un certo tipo, come quello che appare nella pelle di alcuni animali. Abbiamo quindi creato questo volto pieno di buchi, con una struttura specifica che a certe persone causa repulsione.

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