Per scoprire e capire gli Stati Uniti d'America non occorre leggere dei noiosi tomi di storia: basta essere amanti della settima arte. Attraverso le opere cinematografiche che arrivano d'Oltreoceano, il paese dello Zio Sam può essere capito fin negli aspetti più intimi, nascosti, sentimentali quando non addirittura inquietanti.

Gli ultimi quarant'anni storia americana sono stati raccontati da un gruppo di “ragazzacci” ormai diventati dei maestri riconosciuti ed ammirati dal mondo intero, che hanno filtrato e riletto il Nuovo Mondo attraverso le loro diverse sensibilità. Se, da una parte, registi come Francis Ford Coppola e Martin Scorsese si sono soffermati maggiormente sui lati oscuri e drammatici, delle domeniche passate in chiesa e dei lunedì all'inferno e delle discese nel cuore di tenebra del conflitto del Vietman, altri, come Steven Spielberg e George Lucas, hanno battuto dei sentieri apparentemente votati all'escapismo ma, in realtà, profondi tanto quanto quelli più esplicitamente drammatici dei loro amici e colleghi citati poc'anzi.

Forse, anzi sicuramente, è tutta una questione di vicende personali. Per il newyorkese Scorsese era impossibile non parlare di religione e mafia, così come per il californiano Lucas era sostanzialmente inevitabile narrare l'ottimismo e la fascinazione per le roboanti automobili dell'America pre-Vietnam. In un certo qual modo, rivista col senno di poi, quella di American Graffiti è fantascienza come quella di Star Wars. La storia di Curt, Steve, John e Terry e della loro notte prima di partire per il college è l'allegorica fine di un'epoca d'oro in cui un'intera nazione esorcizzava le sue paure con gli insetti giganti dei film di fantascienza e i brividi di duelli automobilistici che nel film di Lucas sembrano anticipare quelle fra le astronavi di Guerre Stellari. D'altronde il filmmaker di Modesto, prima di voler diventare l'Imperatore della Galassia Lontana Lontana, desiderava diventare un corridore automobilistico e se non fosse stato per l'incidente quasi fatale avuto a bordo di un italianissima Bianchina il 12 giugno del 1962 forse ci sarebbe anche riuscito. Chissà. Quello che è certo, è che American Graffiti è un sogno ad occhi aperti che dura per l'arco di una sola nottata fatta d'incontri con bellissime donne a bordo di Thunderbird Ford, di messaggi d'amore lanciati dalla stazione radio di un carismatico Dj come Lupo Solitario (Wolfman Jack) e di macchine della polizia legate a dei pali. Niente più che un interludio, o forse sarebbe meglio dire un preludio, ad un finale in cui la durezza della realtà andrà a chiedere il conto ai quattro protagonisti. E ad un'intera nazione.

Prodotto da Francis Ford Coppola, American Graffiti è un film di estrema importanza nella carriera di George Lucas tanto da un punto di vista artistico quanto da uno meramente pratico. Dopo l'insuccesso commerciale del suo film d'esordio, il cult THX 1138, lungometraggio basato sul suo corto Electronic Labyrinth: THX 1138 4EB, realizzato mentre era studente alla University of Southern California (è contenuto nell'edizione home video del dvd del film edito da Warner Bros), l'affermazione critica ed economica di American Graffiti gli avrebbe poi consentito di avere la liquidità necessaria a blindare il marchio di Guerre Stellari dopo il via libera della 20Th Century Fox alla produzione del film (maggiori dettagli circa l'avventura produttiva che ha portato alla nascita della saga cinematografica per eccellenza possono essere trovati nel documentario “L'Impero dei Sogni” contenuto nel cofanetto in dvd della Trilogia classica di Star Wars).

 

 

Ad un paio di mesi di distanza dall'arrivo in alta definizione dell'epopea della famiglia Skywalker, Universal distribuisce American Graffiti in Blu-Ray Disc.

Sul fronte del packaging non c'è nulla di particolare da segnalare: la confezione è quella classica in amaray. Il transfer video è di buon livello e non abbiamo riscontrato la presenza di artefatti digitali di sorta. L'unico lato negativo che mina parzialmente la presentazione in HD del film è la presenza di alcuni aloni nelle immagini, ma ciononostante il miglioramento rispetto all'uscita del film in dvd di cinque anni fa è sostanziale.

L'audio non ha subito alcun trattamento di rimasterizzazione in 5.1, pertanto il tutto è limitato ad un classicismo 2.0.

Gli extra comprendono:

  • Il making of del film (78'). Il pezzo forte dei contributi extra: un corposo viaggio in sette capitoli nell'avventura produttiva ed artistica che ha dato vita al film
  • Il Casting (23'). Una collezione dei provini del cast (Ron Howard, Richard Dreyfuss, Paul Le Mat, Cindy Williams, Mackenzie Phillips e Charles Martin Smith).
  • Funzioni Interattive U-Control dedicate al commento video del regista e alle musiche del film
  • Trailer Cinematografico