La recensione di Il mio amico robot, il film animato di Pablo Berger in sala dal 4 aprile

Sarà tutto chiaro alla fine, sarà cioè evidente perché Il mio amico robot racconti la storia di un cane antropomorfo e di un robot da lui acquistato e assemblato per essere un suo compagno, anzi un suo amico, e poi per un errore lasciato un anno sulla spiaggia (dopo averlo lasciato solo pochi minuti lì, al ritorno la spiaggia viene chiusa fino all’anno successivo, non è chiaro però perché, se ci tiene tanto, non possa passare dal mare). Il vero argomento di cui Pablo Berger vuole parlare tuttavia lo si capirà nelle ultime scene, potendo così rileggere il resto del film alla luce di una grande morale che mette l’ultimo pezzo su una torre di dolcezze e sentimenti piccoli e teneri difficile da sostenere.

Per arrivare al punto ci vorranno un po’ meno di due ore di smielate delicatezze senza dialoghi (i danni che ha fatto Sylvain Chomet…), ambientate a Manhattan più o meno negli anni ‘80 senza nessuna...