La recensione di Megalopolis, il film di Francis Ford Coppola in concorso al Festival di Cannes

C’erano due cose ampiamente note riguardo Megalopolis: che Francis Ford Coppola lo ha preparato in un modo o nell’altro per almeno 25 anni e che lo ha finanziato con i suoi soldi, per poterlo fare senza condizionamenti, vendendo i suoi vigneti. Il risultato, in un certo senso, rispecchia queste premesse: è un film che palesemente non ha avuto un produttore a irreggimentare il desiderio e le ambizioni del regista, ed è un film che non ha risorse sufficienti per le proprie ambizioni (o le ha spese male). La sorpresa è che è anche un film che sembra poco preparato, scritto in maniera molto confusa (quindi una sceneggiatura non rivista a sufficienza) e girato in fretta, senza lavorare quanto servirebbe sulla recitazione.

Paradossalmente questi problemi sono però il meno. A rendere Megalopolis un disastro è l’ambizione senza senso di rivoluzionare il linguaggio cinematografico senza fare bene ne...