La recensione di Samad, il film di Marco Santarelli al cinema dal 13 maggio.

Qualcuno ha scritto che Samad è un film dalle intenzioni nobili che si perde nelle ingenuità tipiche di un’opera prima. Per citare Seven, siamo d’accordo con la seconda parte. Non ci sarebbe motivo di dubitare che Marco Santarelli (esordiente nel cinema di finzione ma già documentarista e autore televisivo) abbia il cuore al posto giusto nel raccontare questa storia di crimine e integrazione etnica, che riprende le fila del suo documentario sulle carceri Dustur (2015). Riesce però veramente difficile conciliare l’idea espressa di uno sguardo equidistante sulla criminalità marocchina in Italia con modalità rappresentative che a tratti sembrano scivolare (inconsapevolmente?) nella macchietta etnica e nella demonizzazione religiosa.

La contraddizione di Samad il film è al 100% sovrapponibile a quella di Samad il personaggio (Mehdi Meskar), un ex spacciatore uscito di prigione che si è trovato u...