Glass Onion: Knives Out esce su Netflix il 23 dicembre

Nella conoscenza comune il giallo, al cinema, è il film in cui c’è un assassino da scoprire, cinema classico e in un certo senso fuori moda. In realtà il giallo, all’estero, identifica un genere estremamente preciso, quello canonizzato da Dario Argento nel 1970 con L’uccello dalle piume di cristallo (che contiene a sua volta elementi già inventati, creati e sperimentati da Mario Bava in film come La ragazza che sapeva troppo) e che è stato esportato moltissimo in tutto il mondo. Così tanto da generare nei registi americani più giovani e attenti (ma soprattutto quelli di una generazione successiva), che si sono potuti formare con i gialli italiani (anche quelli di Fulci e altri), il desiderio di imitare quei film e i loro elementi caratteristici. Nasce così l’American Giallo.

Dal nostro punto di vista quindi Glass Onion e il suo predecessore Knives Out (già disponibile sul catalogo Netflix) potrebbero essere definiti gialli (per come intendiamo quel termine), tuttavia cinematograficamente parlando e dal punto di vista della definizione ufficiale, non lo sono, perché non hanno quasi nessun elemento di quello che in un film, specialmente se straniero, identifica il giallo. E questo nonostante sia i film di Rian Johnson che i gialli italiani abbiamo un’ispirazione abbastanza evidente in comune: Agatha Christie e la struttura di Dieci piccoli indiani, con i molti omicidi intorno ai personaggi e un colpevole che potrebbe essere effettivamente chiunque.

assassinio orient express murder
Assassinio sull’Orient Express

Il ritorno di Agatha Christie

A partire da Assassinio sull’Orient Express e la sua idea di un film pieno di star e sfondi ritoccati in computer grafica, il cinema americano ha riscoperto il giallo britannico. Ma non come faceva negli anni ’60 e ’70, cioè con un approccio serio, fedele e attaccato al mistero, replicando i punti di forza dei romanzi di provenienza. I nuovi gialli di Hollywood invece sono l’opposto, sembrano quasi deridere le loro ispirazioni, già Branagh con il suo trucco carico e la sua ironia sembra quasi una forma di parodia di Agatha Christie, sembra fare l’equivalente di quel che faceva Steven Soderbergh con i film di rapina quando girava Ocean’s Eleven, puro godimento di star che sanno di essere star dentro un film pieno di loro pari.

Knives Out ha elevato tutto questo nel reame raro e prezioso dei film originali. L’ispirazione è sempre Dieci piccoli indiani, cioè un gruppo di persone in un posto e uno o più omicidi che si susseguono, qualcuno di loro è un colpevole e un detective lo scoprirà. Rian Johnson ha però preso quella leggerezza di Assassinio sull’Orient Express e l’ha portata da tutta un’altra parte, ha cominciato a divertirsi sul serio. Glass Onion è ancora più spinto e deciso in quella direzione, mostra una maniera completamente diversa di guardare e quindi godersi una storia di omicidi, con il caos e casualità paradossale dei fratelli Coen, con il loro culto degli scemi, ma anche gli intrecci sofisticati, i flashback e gli omicidi molto creativi. Questi sembrano dettagli originali, e invece no, sono quanto di più tradizionale esista, appartengono ad un genere preciso, l’American Giallo, e questo nonostante (paradosso dei paradossi) alla fine della fiera Knives Out e Glass Onion non siano davvero degli American Giallo.

Come si riconosce un American Giallo

Il primo dettaglio è che il genere (sia italiano che americano) è caratterizzato da uno stile esagerato e sopra le righe, almeno per i canoni degli anni ‘70 e ‘80. A partire da questo nell’American Giallo non mancano mai alcuni elementi del giallo italiano, pompati, oltre ad altri che sono esclusivi del sottogenere. Innanzitutto c’è una storia assurda dell’assassino che ne motiva le azioni, poi rubano all’Italia l’arma principale per uccidere (il rasoio), c’è molto spesso qualcosa di psicoanalitico (in particolare è frequente la doppia personalità), ci sono riferimenti alla chiesa, gli omicidi sono molto creativi e ovviamente non mancano i tratti più evidenti come guanti neri dell’assassino, la soggettiva e una persona che indaga che non è un detective. Di solito poi sono girati sulla costa est del paese.

Comunione con delitto
Comunione con delitto

Glass Onion chiaramente non ha alcuni dei tratti più fuori moda dell’American Giallo come i guanti neri, ma ne incorpora sia la centralità di una backstory elaborata, che la creatività negli omicidi e il tono evidentemente sopra le righe. Tuttavia la mancanza di un forte elemento psicanalitico e di una centralità della violenza sono cruciali. Passando tramite il giallo italiano che lo aveva a sua volta pescato da Psyco, l’idea di una mente malata che commette gli omicidi è forse la caratteristica più distintiva. Se molti elementi sono tipici dei loro anni (i colori sparati, le soggettive e l’identificazione del male con la chiesa), la psicoanalisi come tamburo battente e strumento di tensione è unico. Inoltre Glass Onion non punta sulla tensione come elemento primario ma anzi la stempera sempre con l’umorismo.

Il viaggio del giallo dall’Italia all’America

C’è infatti il cinema di tensione puro alla base del giallo italiano, che nasce quando L’uccello dalle piume di cristallo da un lato approfitta dell’allentamento delle maglie della censura e dall’altro prende ispirazione da Psyco, che fu molto usato nella promozione come paragone. Non solo c’era la stessa enfasi sul fattore shock, ma anche (ovviamente) sulle origini psicologiche del crimine, senza contare il fatto che a indagare sia qualcuno che non è un detective ma in una qualche maniera è legato all’omicidio anche solo per averlo visto accadere. Come noto, poi, nel giallo italiano il protagonista è quasi sempre straniero.

L'uccello dalle piume di cristallo
L’uccello dalle piume di cristallo

Tutto questo porta L’uccello dalle piume di cristallo ad un successo così potente che tra il 1970 e il 1975, quando Argento stesso fa il salto in avanti con Profondo Rosso, sconfinando nell’horror puro, vengono girati solo in Italia 100 film che possono essere considerati gialli. Una produzione così potente non ci mette molto a girare il mondo anche perché in molti paesi la censura era più rigida, soprattutto in America, dove il cinema di paura e di tensione non mostrava quel che Argento faceva vedere. Per molti era liberatorio vedere i film italiani, così efferati. Soprattutto in America, come ricorda anche Tarantino in una puntata del suo podcast dedicata all’American Giallo, era lo stile così espressionista ed enfatico a impressionare. A noi suonano più o meno normali quei film ma il misto tra la fotografia stilizzata, le musiche estremamente evocative (e molto presenti!) e soprattutto quell’uso del doppiaggio, davano al pubblico straniero l’impressione di un film girato come un sogno. O meglio come un incubo. Uno che si svolge come in un’altra dimensione, non la nostra. 

I gialli americani

Subito nel 1976 Alfred Sole gira Comunione con delitto, che è tra i primi film americani a pescare molto da quel bacino, con una storia di fortissime radici cattoliche e tutti gli stereotipi. Ma poi con maggiore decisione film come Compleanno di sangue nel 1981, Gli occhi dl Laura Mars nel 1978 e il classico doppio di De Palma, Omicidio a luci rosse e Vestito per uccidere, sanciscono l’americanizzazione del genere. E a voler un po’ essere generosi anche Cruising di Friedkin (1981) e poi addirittura Basic Instinct di Verhoeven negli anni ‘90 recuperava molte di quelle idee, costruendoci intorno i loro thriller erotici.

Gli occhi di Laura Mars american giallo
Gli occhi di Laura Mars

Poi l’evoluzione dello stile e del cinema americano ha portato quasi subito l’American giallo altrove, un po’ come era successo in Italia. Da noi ha creato l’horror italiano, in America quell’idea di violenza sì è radicalizzata intorno a serial killer delineati in modi sempre più precisi che prendevano il proscenio e un dettaglio sovrannaturale sempre più forte per dar vita allo slasher già nel 1978 con Carpenter e Halloween (che aveva in tutta la prima sequenza dettagli da giallo come il coltello e la soggettiva, oltre ad una colonna sonora molto forte e caratterizzante e un elemento psicologico alla base di tutto). Si pensi solo a quanto poi Venerdì 13 nel 1980 avrebbe pescato da Ecologia del delitto di Bava (che è del 1971, in piena epoca di gialli italiani).

Oggi la nuova ondata di gialli in stile Christie (quelli di Branagh ma anche il recente Omicidio nel West End e ovviamente Knives Out) sono una versione molto più giocosa e divertita del genere britannico, che con la sua versione cinematografica italiana e poi con la filiazione americana hanno poco in comune davvero. È però molto curioso notare come qualcosa rimanga sempre attaccato, come cioè il cinema americano non sia più riuscito a fare a meno di omicidi molto creativi (si pensi alla saga di Saw o Final Destination che ci hanno costruito una fortuna), come non può fare a meno di un moltiplicarsi di twist narrativi. Ma lo stesso no, Glass Onion non è un American Giallo.

Trovate tutte le informazioni su Glass Onion: Knives Out nella nostra scheda.

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