«Sai che ogni volta che vedo un tramonto mi girano i coglioni? Perché penso che è passato un altro giorno». Mediterraneo di Gabriele Salvatores compie trent’anni, e questa citazione del sergente maggiore Nicola Lorusso lo riassume meglio di quanto riusciremo a fare noi in questo pezzo. Era il 31 gennaio 1991 quando quello che allora era il terzo e conclusivo capitolo di un’ideale “trilogia della fuga” (che diventerà tetralogia appena un anno dopo con Puerto Escondido) arrivò in sala, sull’onda del successo dei precedenti Marrakech Express e Turné. Il film era stato scritto e girato in brevissimo tempo, come ha raccontato Salvatores cinque anni fa, e il regista era il primo a temere che la magia fosse finita, che non si potesse azzeccare tre film di fila, al punto che scappò in India per non sapere nulla dei numeri del botteghino. E invece Mediterraneo venne accolto talmente bene che l’anno dopo lo stesso Salvatores si trovò a ricevere il premio Oscar per il Miglior film straniero dalle...