Secondo una leggenda, il tunnel di Urashima permette a chiunque lo attraversi di vedere realizzato un proprio desiderio. Una splendida opportunità che ha però un costo: i secondi trascorsi all’interno del tunnel corrispondono a ore, giorni e anni nel mondo reale. Cosa si è disposti a sacrificare per vedere realizzati i propri sogni? A questa domanda vuole rispondere The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes, l’anime diretto da Tomohisa Taguchi (Persona 3: The Movie, Akudama Drive) e tratto dal romanzo scritto da Mei Hachimoku e illustrato da Kukka, che uscirà in esclusiva al cinema il 10, 11 e 12 giugno grazie ad Anime Factory. Si tratta di un quesito per nulla scontato e che non ha una reale soluzione. Ognuno di noi sarebbe disposto a investire una dose di tempo diversa per tentare di avvicinarsi ai propri desideri. Per qualcuno potrebbero essere poche settimane, mentre per altri diversi anni.

La vera domanda da porsi, però, è: siamo sicuri che valga la pena sacrificare il proprio tempo per raggiungere la meta? Non ci è stato insegnato che l’importante non è l’arrivo, bensì il viaggio?

Come dicevamo, The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes sarà al cinema esclusivamente il 10, 11 e 12 giugno. Tre giorni nei quali potrete vivere l’avventura del giovane Kaoru, diposto a fare qualsiasi cosa per rimediare a un evento drammatico che lo tormenta da diversi anni. Al suo fianco Anzu, una studentessa appena arrivata in città e con un sogno da realizzare. Nonostante i rapporti umani siano senza dubbio l’elemento più importante della pellicola di Taguchi, parte del fascino del racconto viene proprio dall’idea alla base del tunnel di Urashima. Un’idea che mescola folklore e scienza in modi inaspettati e che, in occasione dell’uscita del film in sala, abbiamo deciso di approfondire.

The Tunnel to Summer

LA LEGGENDA DI URASHIMA TARO

Il nome del tunnel presente in The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes deriva dalla leggenda di Urashima Taro, protagonista di una fiaba del folklore nipponico. In questo racconto, Urashima Taro è un pescatore che, durante una giornata come tante altre, vede una tartaruga maltrattata da un gruppo di bambini e le salva la vita. In debito per quell’azione tanto gentile, la tartaruga decide di condurre il ragazzo al Ryūgū-jō, il Palazzo del Drago celato sul fondo del mare. Qui fa la conoscenza della principessa Otohime, che decide di ricompensarlo con l’ospitalità nella sua dimora.

Dopo aver riso e scherzato con la principessa per tre giorni, il pescatore decide quindi di tornare a casa. Triste per la partenza del suo ospite, la principessa regala a Urashima una misteriosa scatola, dicendogli di non aprirla per nessun motivo e promettendogli che quell’oggetto lo avrebbe protetto dalle forze del male. Una volta tornato al suo paese natale, il pescatore scopre che nel mondo reale sono trascorsi 300 anni. Disperato per la notizia, il ragazzo si precipita sulla spiaggia e, in preda al panico, apre la scatola regalatagli da Otohime. Urashima viene quindi avvolto da una nuvola bianca, che lo tramuta in un vecchio. All’interno del portagioie, infatti, era celata la sua età reale.

La leggenda di Urashima Taro è molto nota in Giappone ed è stata trasposta in racconti, cartoni animati, manga e canzoni per bambini. Basti pensare che esiste persino un santuario sulla costa occidentale della penisola di Tango (nella prefettura di Kyoto) chiamato “Urashima Jinja”. Si dice che, al suo interno, sia contenuto lo spirito di un uomo che risponde al nome di Urashimako e la misteriosa scatola che portò con sé dal suo viaggio in un luogo magico. The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes è quindi un enorme tributo a questo racconto, che a distanza di anni ancora emoziona adulti e bambini sparsi per tutto il mondo.

The Tunnel to Summer

L’EFFETTO URASHIMA

La leggenda di Urashima Taro è stata anche soggetto di diverse interpretazioni. Interpretazioni che superano il confine del folklore… per entrare nel territorio della fantascienza. Alcuni studiosi hanno infatti supposto che il giovane pescatore sia stato in realtà vittima di un rapimento alieno, che lo avrebbe sottratto dal suo pianeta natale per concedergli la possibilità di esplorare lo spazio per qualche ora. Se l’affermazione non può che far sorridere, lo stesso non si può dire delle nozioni scientifiche alla base di questa ipotesi. Se un corpo umano dovesse viaggiare a una velocità vicina a quella della luce, il tempo attorno a lui rallenterebbe, esattamente come il suo processo di invecchiamento.

Cosa accadrebbe, quindi, se una persona venisse rapita dagli alieni, viaggiasse per due ore nello spazio alla velocità della luce e tornasse poi sulla Terra? Semplice: il “fortunato” individuo sarebbe invecchiato solo di due ore, ma il tempo sulla Terra sarebbe andato avanti di diversi anni. Un risultato molto vicino a quello ottenuto dal pescatore della leggenda.

A riprova di questo parallelismo, l’effetto di dilatazione del tempo viene chiamato anche “Effetto Urashima”. L’ennesimo tributo alla leggenda del pescatore giapponese che, con il suo racconto, ha influenzato scienziati, studiosi e filosofi di tutto il mondo. Possiamo affermare, quindi, che all’interno del tunnel percorso da Kaoru e Anzu in The Tunnel to Summer, The Exit of Goodbyes agisce proprio quell’Effetto Urashima. Come questo sia possibile, però, ve lo lasciamo scoprire al cinema dal 10 al 12 giugno!

The Tunnel to Summer

E voi che cosa ne pensate? Eravate a conoscenza della leggenda di Urashima Taro? Fatecelo sapere con un commento qui sotto o, se preferite, attraverso i nostri canali social (TikTok incluso).

Articolo in collaborazione con Plaion Pictures

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