Will Hunting – Genio ribelle va in onda su Paramount Network questa sera alle 21:10

225 milioni di dollari di incassi a fronte di un budget di 10. Nove nomination all’Oscar, e due statuette portate a casa, tra cui una che è l’unica della carriera di uno degli attori più straordinari del secolo scorso. Una storia di coraggio, incoscienza e macchine di lusso che ha preso due attori emergenti e di belle speranze e li ha catapultati verso l’alto in una parabola ascendente talmente ripida che non sono ancora arrivati al suo apice. Will Hunting – Genio ribelle è uno di quei film che segnano una generazione anche al di là dei loro (pur notevoli) meriti; un’opera che esce al cinema e quasi senza accorgersene diventa un evento, ed entra a buon diritto nella storia della settima arte – e anche, in un certo qual modo, della matematica.

La storia di Will Hunting, bidello dell’università con una mente matematica fuori dal comune il cui talento viene incanalato e messo a frutto grazie all’intervento di uno psicologo, è ormai arcinota; com’è noto il fatto che il film esiste perché Affleck e Damon ci investirono letteralmente tutto quanto avevano: se non fosse andato com’è andato oggi probabilmente i due non sarebbero tra gli attori più richiesti, pagati e premiati di Hollywood (non avremmo nemmeno Gigli, a dirla tutta, che non è necessariamente un male). Ma la storia del concepimento e della nascita di Will Hunting – Genio ribelle è lunga, tortuosa e piena di sorprese di ogni tipo – abbastanza da scriverci un libro, o una lunghissima oral history come questa del Boston Magazine datata 2013. Abbiamo raccolto dieci di queste curiosità; magari le sapevate già, in caso contrario a fine lettura avrete dieci nuovi aneddoti per intrattenere la gente a cena.

 

Cumpa

 

1) Will Hunting – Genio ribelle non esisterebbe senza Sylvester Stallone. Lo ha detto lo stesso Matt Damon nel 2016. Quando ancora dovevano piazzare la sceneggiatura presso una produzione, Damon e Affleck insistevano sempre che il film sarebbe dovuto essere interpretato e diretto da loro due. Le reazioni variavano dai secchi “no” ai silenzi attoniti: l’idea di affidare la regia e i ruoli principali di un film ai suoi sceneggiatori era considerata assurda. A chi diceva “non si può fare”, però, Damon rispondeva sempre “certo che sì, è già stato fatto: Stallone e Rocky”. Alla fine i due riuscirono solo a metà nel loro intento, visto che la regia finì in mano a Gus Van Sant…

2) … ma sarebbe anche potuta finire in mano a Kevin Smith. Ve l’avevamo già raccontato qui: Smith fu colui che portò lo script fino a Harvey Weinstein e lo convinse a produrre il film, e per ringraziarlo Affleck e Damon gli chiesero più volte se gli andasse di dirigerlo, visto che Miramax non ne voleva sapere di affidarlo a loro. Smith rispose semplicemente “vi serve un regista bravo e io non lo sono abbastanza”.

3) Affleck e Damon vendettero la sceneggiatura per circa 600.000$, dopodiché decisero di trasferirsi in una casa da 1.000$ mensili di affitto e di comprarsi entrambi una Jeep per darsi un tono. I due erano convinti che dalla firma all’inizio delle riprese sarebbero passate poche settimane; in realtà il progetto richiese quattro anni per vedere la luce, durante i quali Affleck e Damon finirono sul lastrico.

 

Williams Robin

 

4) All’inizio Will Hunting – Genio ribelle sarebbe dovuto essere un thriller. Will Hunting sarebbe sempre dovuto essere un genio della matematica, ma avrebbe dovuto avere alle calcagna gli agenti dell’NSA, intenzionati a reclutarlo anche contro la sua volontà per sfruttare le sue capacità a scopi spionistici. Fu Rob Reiner, che tra le altre cose è anche fondatore di Castle Rock Entertainment, a convincere Affleck e Damon che il loro film era in realtà due film in uno, e uno di questi due avrebbe dovuto essere tagliato. I due optarono per eliminare il lato thriller e puntare tutto sul rapporto tra Will e lo psicologo Sean Maguire.

5) C’è un collegamento tra il film, Minnie Driver e i Metallica. Nella prima stesura della sceneggiatura, Matt Damon scrisse il personaggio di Skylar ispirandosi alla sua allora fidanzata, Skylar Satenstein, il cui nome compare anche nei credit finali del film. Cosa c’entrano i Metallica? Quando Damon e Satenstein si mollarono, lei cominciò a frequentare Lars Ulrich, il batterista della band: si sposeranno nel 1997 (e divorzieranno sette anni dopo).

6) Una delle prime scelte per la regia fu Mel Gibson, che era fresco di Braveheart. Gibson ci lavorò per qualche mese, finché Chris Moore, co-produttore del film, gli disse semplicemente “ci stai mettendo troppo, se non hai intenzione di portare avanti il progetto ti chiedo di farti da parte”. Gibson rispose “hai ragione, capisco cosa dici e mi farò da parte” e si fece da parte. Questo per dire che ogni tanto anche a Hollywood le cose vanno come dovrebbero andare in un ambiente professionale.

 

Will Hunting Matt Damon

 

7) La spinta decisiva alla produzione arrivò da Francis Ford Coppola. Indirettamente, almeno: la sua scelta di scritturare Matt Damon per il ruolo di protagonista in The Rainmaker, che era tratto da un romanzo di John Grisham (“The biggest thing in Hollywood at the time” secondo l’agente di Damon Patrick Whitesell), convinse definitivamente Weinstein della statura dell’attore, e del fatto che un film con la sua faccia sarebbe diventata una macchina per stampare soldi.

8) Problemi irrisolti. Le parti di Will Hunting – Genio ribelle che hanno a che fare con la matematica sono state scritte (e messe in scena, si vedano le lavagne piene di equazioni) con la consulenza di un matematico, Daniel Kleitman, insegnante al MIT e al tempo cognato di Ben Affleck. Quando gli venne chiesto di suggerire un problema matematico da presentare a Will Hunting nel film, Kleitman giocò sporco e propose il problema delle classi P e NP, che a tutt’oggi è ancora irrisolto.

9) La panchina dove Matt Damon e Robin Williams si siedono in una delle scene più famose del film è stata trasformata per un breve periodo in un memoriale dell’attore morto nel 2014. Non sappiamo come mai il monumento non sia stato reso permanente.

10) L’unica scena che rimane della sceneggiatura originale scritta da Affleck e Damon, quella venduta per 600.000$, è quella del primo incontro tra Hunting e Maguire – che è stata tenuta pari pari e senza alcuna modifica. Tutto il resto del film è stato in qualche modo cambiato, riscritto, tagliato, allargato, risistemato, e non solo dai due sceneggiatori accreditati. Nonostante questo, Affleck e Damon si riferiscono ancora al film come “il nostro bambino” – e come dar loro torto?

 

Damon Affleck