Morgan Lost team

Andrea Meloni, Giovanni Talami, Ennio Bufi e Claudio Chiaverotti

La seconda conferenza di sabato a Rapalloonia è stata dedicata a Morgan Lost. Debutterà domani in edicola la nuova scommessa editoriale di Sergio Bonelli Editore firmata, come già sapete, da un veterano della casa editrice milanese: Claudio Chiaverotti.

Insieme a lui erano presenti sul palco due artisti del team creativo della collana: Giovanni Talami, che disegnerà il secondo numero in uscita a novembre intitolato Non lasciarmi, ed Ennio Bufi, al debutto su una testata Bonelli. Nel gruppo di ospiti non va dimenticato Andrea Meloni di Studio Arancia, il responsabile della particolare veste grafica che caratterizza in maniera inedita l’ultima creatura di Chiaverotti: il colore.

Non si tratta però di policromia come nel caso di Orfani. La major italiana lancia una nuova sfida al nostro mercato con una serie in tricromia, dominata dal rosso e da una vasta gamma di sfumature di chiari e scuri.

Il protagonista è daltonico e abbiamo pensato di mostrare al lettore la realtà così come è percepita dal suo punto di vista.

Ha spiegato il simpatico scrittore torinese, che ha continuato:

Non lasciarmi

Morgan Lost 2, copertina di Fabrizio De Tommaso

Spero di essere riuscito a infondere in questo fumetto l’atmosfera che avevo in mente, essenzialmente cupa. È d’altronde un thriller ma senza l’indagine classica; è soprattuto un viaggio nella mente di individui particolarmente malvagi e raccapriccianti, fuori dalla norma. Ci sarà anche la giusta dose di psicanalisi con un tributo a Sigmund Freud. I primi due albi saranno complementari, anzi ha precisato l’autore piemontese, saranno come il primo e il secondo tempo di un film.

C’era troppa carne al fuoco e non potevamo comprime tutto in 96 pagine. Si doveva introdurre il personaggio e il suo mondo con la misura opportuna, un’ucronia ambientata in una città americana degli anni ’50 ma tecnologicamente più avanzata. In fondo poi è una metafora, perché a me piace parlare e raccontare la società contemporanea. Nel secondo volume apparirà il comprimario principale, una criminologa particolare. Non posso dirvi altro per ora.

Le intenzioni sono quelle di realizzare un prodotto molto cinematografico, per conquistare il consenso di persone non solite ai comics ma alle serie TV e ai lungometraggi sempre più di alta qualità, soprattutto grafica. La mia principale fonte di ispirazione è proprio il cinema. Il simbolo della pace che Morgan porta sulla cintura e che ha già suscitato parecchie obbiezioni per uno che gira sempre con una grossa pistola, è un omaggio al capolavoro di Stanley Kubrick, Full Metal Jacket, al dualismo che da sempre scinde l’animo umano.

Morgan è un po’ una mia trasposizione, riflette alcune delle mie paure paure e certi miei difetti, anche se io non sono daltonico [ride]. La mia passione per i film si è trasmessa nel suo modo di concentrarsi. Dylan Dog costruisce un galeone, Brendon intaglia scacchi, lui va a vedersi vecchie pellicole assurde che citerò nelle storie e che, sono sicuro, quasi nessuno di voi riconoscerà [ride].

Ha quindi introdotto gli artisti in sala elogiandoli per il lavoro egregio fatto sulle tavole. Ma con quali criteri si sceglie l’elemento rosso? Risponde Meloni:

Claudio Chiaverotti

Claudio Chiaverotti a Rapalloonia 2015

Si parte dalla pagina in bianco e nero come in una normale procedura di colorazione. Poi si lavora sulle stramature di grigio e di rosso. Per la scelta di cosa dovrà essere rosso ci sono ovviamente delle regole base, come gli elementi rilevanti o più importanti della vignetta, nonché quelli che devono aiutare a sostenere una precisa atmosfera o che semplicemente danno eleganza alla pagina finale.

Chiaverotti ha poi concluso:

Il progetto di Morgan Lost è piuttosto recente ed è nato subito con l’idea del colore rosso. Ho tratto ispirazione da Sin City ma nell’opera originale vi sono solo schizzi, graffiature di rosso. Io volevo qualcosa di diverso e più estremo. Il soggetto è cresciuto e si è arricchito man mano grazie al contributo straordinario di Andrea e dei fantastici disegnatori della serie.

Lo scriverò sempre io? Ho già pronti 25 episodi… e dopo? Vedremo la risposta del pubblico e gli indiscutibili dati di vendita. Bisogna superare le 25… meglio, le 30.000 di copie per sopravvivere.