Nato dalla mente di Gary Gygax, Dungeons & Dragons è tra i giochi di ruolo più famosi al mondo, giunto attualmente alla sua quinta edizione. Come altri suoi simili, D&D ha fatto sognare tante generazioni di bambini, ragazzi e adulti, liberando la loro fantasia in mondi fantastici fatti di cavalieri e magie, con creature e luoghi di ogni tipo. A dar manforte all’immaginazione di svariati narratori, anzi, Dungeon Master, gli autori del gioco di ruolo hanno realizzato diverse ambientazioni e avventure ad hoc che nel tempo sono andate espandendosi oltre ogni limite.

Uno dei punti nevralgici dell’universo condiviso è la città di Baldur’s Gate, ambientazione alla base di Dungeons & Dragons vol. 1: Leggende di Baldurs’ Gate, volume edito da Panini Comics che raccoglie i primi cinque episodi della miniserie Legends of Baldur’s Gate, scritti da Jim Zub (Uncanny Avengers) per i disegni di Max Dunbar e pubblicati oltreoceano da IDW Publishing su licenza Wizard.

L’avventura – perché di questo si tratta – raccontata all’interno del cartonato proposto dall’editore modenese è un prodotto decisamente fanservice, ma ciò non significa che non sia ben realizzato. Chi è pratico dell’universo di D&D conoscerà bene le incursioni del gioco negli altri media: libri, videogiochi, film e quest’iterazione a fumetti, che gioca su un terreno sicuro fatto di molti riferimenti e strizzatine d’occhio ai fruitori di vecchia data.

Chiunque abbia sfogliato almeno una volta un Manuale del Giocatore non potrà non riconoscere l’iconica figura di Minsc, personaggio che troneggia in copertina (tra gli altri protagonisti della storia) e sul retro (in solitaria) del volume. Per questo motivo, appare chiaro fin da subito che il target di questo cartonato sia, almeno in parte, destinato a quello zoccolo duro di giocatori o ex giocatori che conserva ottimi ricordi del GDR cartaceo.

Dungeons & Dragons vol. 1: Leggende di Baldurs’ Gate, però, non è solo questo: la storia proposta ai lettori è immaginifica e sognante, calata in medias res all’interno di un mondo fantastico fatto di pericoli e opportunità, come ogni buona avventura. Zub e Dunbar utilizzano le disgrazie della protagonista, l’elfa Delina, per mettere subito in campo dei carichi da novanta. L’azione è serrata fin dalle prime battute, con delle splash page che rappresentano una vera gioia per gli occhi di ogni appassionato fantasy.

Pur parlando con diversi termini tecnici e facendo riferimento a elementi che esulano dalla singola storia, il team creativo offre anche al neofita ogni possibile appiglio per comprendere pienamente la materia narrativa che ha tra le mani. Tutti gli easter egg sono elementi sì interessanti ma non fondamentali alla comprensione di quanto accade tra le pagine del fumetto, con la possibilità di approfondire i riferimenti in un secondo momento.

Durante la lettura si ha la percezione che la storia provi a rivolgersi anche ai lettori più giovani in maniera diretta (magari affiancati da un fratello maggiore o da un altro parente), visto lo stile sempre molto favolistico e mai eccessivamente cupo. Al termine della lettura, il volume Panini Comics propone una serie di affascinanti illustrazioni e studi che ricordano molto simili contenuti presenti sui manuali di gioco, altro elemento che certifica la buona cura editoriale di un prodotto pensato per un pubblico trasversale.

La lettura di Dungeons & Dragons vol. 1: Leggende di Baldurs’ Gate lascia una sensazione sicuramente positiva: lo sdoganamento della cultura legata al gioco, in passato più vicina alla nicchia che al mercato mainstream, ha portato una ramificazione incredibile delle opere derivate da prodotti simili. L’iniziativa editoriale di IDW è sicuramente tra le più oneste nel presentare un prodotto marcatamente votato alle citazioni, senza alcun tentativo di nasconderlo. Questo fattore, unito alla buona qualità della storia e delle tavole, rende questa iterazione del gioco creato ormai quarantaquattro anni fa certamente degna del marchio che sfoggia in copertina.