In un decennio la casa editrice Shockdom ha attraversato una serie di cambiamenti che hanno allargato i suoi orizzonti: nata come portale di fumetti online, ha poi cominciato a proporre raccolte dei suoi webcomic di maggior successo, arrivando a produrre nuove opere direttamente in versione cartacea e pubblicando un trimestrale da edicola. Il suo catalogo è composto quasi unicamente da volumi umoristici o fantasy, per cui questo Paranoiæ è un prodotto che traccia un nuovo sentiero per l’editore, visto che finora non aveva mai affrontato un prodotto di questo tipo. Stiamo parlando di una graphic novel dalle tinte più cupe, un volume ambizioso e diverso da tutte le altre pubblicazioni Shockdom.

Già sfogliandolo rapidamente salta subito all’occhio lo stile grafico di Giulio Rincione alias Batawp, le cui tavole ricordano il tratto atipico di artisti come Dave McKean o Bill Sienkiewicz. Ambientazioni inquietanti e personaggi grotteschi sono rappresentati mescolando diverse tecniche di disegno, con lo scopo di trasmettere sensazioni forti al lettore attraverso un approccio espressionista piuttosto che ricreare situazioni realistiche.

I personaggi principali sono due: Alan, alle prese con una psicanalisi onirica assieme a un cane antropomorfo, e Testa di Patata, intrappolato in una quotidianità ripetitiva che lo opprime. Entrambi si sentono a disagio, immersi nel dolore della solitudine e nella sensazione di essere diversi dal mondo circostante; la loro paura gli impedisce di vivere, arrivando quasi a non sentire più nulla per timore di affrontare di nuovo la perdita.

Paranoiæ è un’opera psicologica che permette al lettore di immergersi in un viaggio mentale aperto a più interpretazioni, cercando una chiave di lettura dentro se stessi in base alle proprie esperienze personali e anche allo stato d’animo del momento. È un racconto intimo in cui l’autore ha infuso una buona fetta del suo cuore, trasmettendo diversi elementi che potrebbero richiedere di tornare sull’opera per comprenderne a pieno ogni significato.

Un fumetto coraggioso, uno specchio per l’anima che spinge a riflettere sugli aspetti più bui della propria anima, prendendo in considerazione le nostre paure e affrontando l’angoscia di smarrire ciò che ci rende felici.