C’è stato un periodo della nostra vita, che per facilità di scrittura chiameremo gioventù, in cui le nostre giornate erano scandite dalla spensieratezza, la felicità, il divertimento. Questa fase così dolce che sovente ripercorriamo con la memoria o nella quale ci rifugiamo per trovare riparo dalle brutture del quotidiano, è qualcosa di inafferrabile e indefinibile, qualcosa che sarebbe più bello se arrivasse più tardi nella vita. L’illusione di questi giorni lascia posto ai dolori della crescita, a le delusioni che segneranno il nostro cammino, alla disillusione per le promesse mancate, “o natura, perché non rendi poi quel che prometti allor?” (Giacomo Leopardi, A Silvia). Ma, nonostante tutto, la strada che conduce a quella felicità non è andata distrutta e ripercorrerla non è impossibile.

Quattro amici – Fabio, Elia, Danilo e Simone – decidono di vivere un’avventura dalle tinte orrorifiche salendo su una collina al confine del paese pugliese nel q...