La Valiant Comics è una casa editrice di fumetti statunitense nata sul finire degli anni ’80 per volontà di Jim Shooter, in precedenza Editor-In-Chief della Marvel dal 1980 e fino al 1987. Oltre ad aver sceneggiato direttamente le prime Guerre Segrete, Shooter stato il fautore della rinascita di personaggi come Daredevil, Thor, gli X-Men, Wolverine e il Punitore, nonché un convinto sostenitore di una continuity rigida che ha caratterizzato quel decennio e costretto la concorrente DC Comics a rivedere il proprio Multiverso con la saga Crisi sulle Terre Infinite. Un modus operandi che è stato poi trasferito alla allora debuttante Valiant che, dopo un periodo iniziale incentrato sulla pubblicazione dei supereroi di Golden Key, ha deciso di puntare su un proprio universo narrativo con personaggi e storie inedite.

Nel 2004 la Valiant ha subito una battuta di arresto a causa della bancarotta dell’Acclaim Entertainment che ha costretto i nostri eroi a un periodo di stasi fino all’estate del 2012, ribattezzata The Summer of Valiant, in cui sono stati riportati in auge questi personaggi. Sebbene possa considerarsi un vero e proprio reboot, il ritorno sugli scaffali delle fumetterie di X-O Manowar, Harbinger, BloodshotArcher e Amstrong è stato caratterizzato dallo stesso spirito primigenio della casa editrice: un corpus coeso, compatto, soggetto a una ferrea osservanza della continuity, in cui le varie testate possono essere fruite singolarmente dai lettori ma sono legate da un progetto a più ampio respiro che le inserisce in un unico affresco narrativo. In Italia le avventure di casa Valiant sono state pubblicate in una prima fase da Panini Comics e in seguito da Star Comics. Lo sforzo profuso dalla casa editrice perugina è encomiabile e, vista la qualità media molto alta dei volumi, non possiamo che applaudire a questa riuscita operazione.

Dentro l’armatura X-O Manowar si nascondo Aric di Dacia, condottiero visigoto vissuto nel V secolo dopo Cristo e catturato dalla razza aliena nota come La Vigna. Durante la prigionia si è impossessato di una delle loro armature, le X-O Manowar appunto, grazie alla quale è riuscito a evadere e tornare sulla Terra. Una volta giunto sul suo pianeta natale, però, si è reso conto di essere stato catapultato nel XXI secolo dove, superato l’iniziale smarrimento, ha scelto la Romania come nazione del suo popolo. Uno degli uomini più potenti del mondo, Toyo Harada, a capo della Fondazione Harbinger, vive come una minaccia inaccettabile la presenza di Aric e decide di eliminarla con la creazione della squadra Unity, composta da Gilad Anni-Padda, alias Eternal Warrior uno dei tre immortali della Terra; Livewire, ovvero Amanda McKee, addestrata dalla Fondazione Harbinger a controllare le macchine con il pensiero; Ninjak, ninja mercenario in possesso di un arsenale iper-tecnologico, spesso al servizio dei servizi segreti britannici. Durante gli eventi narrati nel precedente volume Uccidere un Re, i tre attaccheranno Aric ma ben presto scopriranno la vera natura e i piani di Harada, decidendo così di unirsi a X-O Manowar per respingere i folli intenti criminali del capo di Harbinger. In questa nuova avventura, invece, la squadra, composta ora da quattro elementi, dovrà affrontare una nuova minaccia globale, Webnet, e sconfiggere il suo creatore, Silk, intenzionato a realizzare il suo utopico sogno.

Quello che colpisce di questo nuovo corso Valiant è, oltre alla già citata coesione narrativa, la grande aderenza delle storie a tematiche e problematiche contemporanee. In particolare, i supereroi si muovono e agiscono in un contesto reale che tiene presente dei molteplici aspetti che concorrono a definire la vita di tutti i giorni. Il bravo Matt Kindt utilizza il web, la pubblicità, la propaganda come vettori di diffusione del virus che tende ad annullare la personalità di ogni essere umano e trasformarlo in uno zombie. Un piano ordito in ogni minimo aspetto che pesca nella tradizione letteraria complottistica il suo humus e utilizza i media come demone da esorcizzare per quell’appiattimento culturale che affligge le nuove generazioni. La tematica dell’annullamento del proprio io, la massificazione del pensiero e la perdita di identità diventano minacce che passano attraverso l’infiltrazione capillare nei principali snodi di comunicazione, pronti a diffondere Webnet tra la gente. Questa scelta, tanto attuale quanto delicata, si unisce a una forte componente di azione, scontri e distruzione, con la squadra Unity impegnata su più fronti in una storia che unisce le emozioni adrenaliniche del genere supereroistico con le tinte oscure del thriller politico, senza trascurare una forte caratterizzazione dei personaggi che conferisce spessore e profondità ai dialoghi.

Una maniera di raccontare storie a fumetti che sta caratterizzando gli ultimi anni che trova una forte e valida sponda nelle matite di Cafu. Il tratto realistico dell’artista spagnolo si adatta perfettamente ai toni e i ritmi della narrazione, preferendo l’abbattimento della griglia regolare a netto vantaggio di una costruzione della tavola priva di ogni schema e riferimento. Spesso le vignette perdono i margini lasciando all’autore la possibilità di riempire tutta la pagina con immagini che travalicano la tavola. La grande capacità tecnica di Cafu gli consente di caratterizzare al meglio i personaggi conferendo ad ognuno di loro una forte componente espressiva che enfatizza i diversi momenti dello sviluppo della storia.

Conclude il volume una storia tratta da X-O Manowar, nello specifico il numero 5 della serie originale, dove viene narrato il primo incontro/scontro tra Aric, da poco ritornato sul pianeta Terra dopo la prigionia, e Ninjak. La storia è opera di Robert Venditti (testi) e Lee Garbett (matite) e offre uno spunto in più per approfondire e conoscere meglio le dinamiche interne della squadra Unity. Il fumetto supereroistico ha saputo evolversi e inglobare tematiche che lo rendono sempre più attuale e realistico. Questo Unity vol. 2: Intrappolati da Webnet è una lettura piacevole e profonda, che conferma in toto l’assoluto valore dell’Universo Valiant.