Quack Pack!, il secondo episodio della terza stagione di DuckTales, prende il titolo dall’omonima serie animata in cui figuravano i tre nipotini di Paperino in versione adolescente. Nato come ideale sequel dell’originale DuckTales, ha avuto un’accoglienza tiepida ed è stato cancellato dopo una sola stagione.

Dietro questo riferimento che strizza l’occhio ai vecchi fan si cela in realtà un episodio ricco di citazioni rivolte agli appassionati del Disney Afternoon degli anni ’90.

 

Da dove viene questa musica? Perché le luci si stanno abbassando? Cosa sta succedendo?

 

L’intera famiglia di Paperino si ritrova intrappolata all’interno di una sit-com, in cui la loro vita si svolge su un set televisivo e i dialoghi sono costantemente interrotti dalle risate del pubblico. Per l’occasione Zio Paperone, Paperino, Jet McQuack e Tata hanno lo stesso costume della serie originale. Il gioco metanarrativo prosegue con una foto che Paperino osserva sul suo cellulare e nella quale lui e i suoi nipotini sono nella stessa posa del finale della sigla di Quack Pack.

 

Ehilà, vicino!

 

Pippo appare con lo stesso maglione arancione che ha nel film In viaggio con Pippo e con il papillon a pois indossato nella serie Ecco Pippo!; quest’ultima originariamente avrebbe dovuto essere ambientata nello stesso universo narrativo di Quack Pack, così da consentire eventuali interazioni tra i personaggi, ma la produzione cambiò strategia.

In questo episodio, però, vediamo Max in una serie di fotografie dove appaiono anche P.J. e Roxanne, per cui possiamo considerare canoniche le precedenti apparizioni del personaggio, lasciando aperta la possibilità di un apparizione futura all’interno di DuckTales. Ulteriori riferimenti al film sono il fatto che Pippo lavori in uno studio fotografico e il costume di Powerline indossato da Max in una foto.

 

Il tuo desiderio è per me un ordine.

 

Il flashback dei protagonisti li riporta nella sala del tesoro di Collie Baba, ricreando la sequenza iniziale del film Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta. La sit-com si rivela infatti essere un desiderio espresso da Paperino, che vorrebbe vivere in un contesto meno avventuroso, avendo semplicemente i problemi di una famiglia normale.

Il Genio afferma di essere rimasto rinchiuso nella lampada sin dal 1990, l’anno in cui è terminata la serie originale DuckTales ed è uscito al cinema il lungometraggio animato.

In questa versione è doppiato da Jaleel White, noto per aver interpretato Steve Urkel nella sit-com Otto sotto un tetto, uno dei personaggi più popolari della TV americana; in suo onore, anche il Genio non ha più un piumaggio bianco, come la versione precedente, ma marrone. In una scena lo vediamo trasformarsi con T-shirt e cappellino, gli stessi vestiti che indossava in Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta, quando si fingeva un semplice bambino.

 

Che cosa sono? Orribili mostri con la faccia fatta di carne! Correte!

 

In un’improvvisa svolta horror, i protagonisti si ritrovano aggrediti dal pubblico della sit-com, gli unici esseri umani mai apparsi in DuckTales. Nella serie animata Quack Pack, invece, Paperino, Paperina e i tre nipotini erano gli unici paperi in un mondo popolato da umani, un elemento che ha sempre attirato diverse critiche.

Tra i mostruosi umani che si vedono qui, uno ha lo stesso aspetto dell’unico altro personaggio ricorrente di Quack Pack: Kent Powers, l’egocentrico presentatore dell’emittente televisiva in cui lavorava Paperino.

 

BEHIND DUCKTALES – STAGIONE 1:

BEHIND DUCKTALES – STAGIONE 2: