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    <title>BadTaste - MUBI</title>
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    <rights>Copyright © 2026 Bad srls. Tutti i diritti riservati.</rights>

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        <title>L&#039;accident de piano, la recensione: la commedia thriller sull&#039;orrore dell&#039;intrattenimento</title>
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        <updated>2026-01-17T09:01:04+00:00</updated>
        <published>2026-01-17T09:00:10+00:00</published>
        <author>
            <name>Emanuele Rauco</name>
        </author>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC80MDAyODZcL1RoZS1QaWFuby1BY2NpZGVudF9TdGlsbDFfY29weXJpZ2h0X0x1Y2t5LU51bWJlci5qcGVnIiwiZWRpdHMiOnsicmVzaXplIjp7IndpZHRoIjoxMDAwfX19?signature=6651c0a777f141b05c9a2d1bc091bf5116cfb237abf86614fc2f5e73ebbad87b" alt="The-Piano-Accident_Still1_copyright_Lucky-Number"></figure>
            <p><strong><em>ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER</em></strong></p><p>Prendiamo ciò che disse Truffaut riguardo a Hitchcock, ossia che girava le scene d’amore come omicidi e i delitti come scene di seduzione, e sostituiamo l’amore con l’umorismo e la seduzione con le gag: ne verrebbe fuori un possibile ritratto di Quentin Dupieux.</p><p>Il compositore elettronico e regista si è fatto strada negli anni, arrivando persino ad aprire il Festival di Cannes nel 2024, grazie a una formula capace di tenere insieme risate paradossali e disagio, facendo emergere da entrambi uno sguardo non banale sul mondo. Da qualche settimana, il suo nuovo film <em>L’accident de piano</em> è arrivato su Mubi ed è uno dei suoi lavori migliori.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/laccident-de-piano-la-recensione-la-commedia-thriller-sullorrore-dellintrattenimento">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Una satira sul capitalismo social e l’intrattenimento come dovere: Quentin Dupieux firma con L’accident de piano uno dei suoi film più lucidi e feroci</summary>
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        <title>La Turchia bandisce Queer, MUBI cancella il suo festival</title>
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        <updated>2024-11-07T20:15:16+00:00</updated>
        <published>2024-11-07T20:15:10+00:00</published>
        <author>
            <name>Andrea Francesco Berni</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTg3NzVcL3F1ZWVyLXRyYWlsZXIuanBnIiwiZWRpdHMiOnsicmVzaXplIjp7IndpZHRoIjoxMDAwfX19?signature=c199e6992cac901f0744951c96cb4f967735d135dbc23053ca925c489173eabe" alt="queer trailer"></figure>
            <p>MUBI ha deciso di cancellare il MUBI Fest Istanbul 2024 a pochi giorni dal suo debutto, a causa della decisione da parte della Turchia di bandire la proiezione del film che avrebbe aperto l&#039;edizione di quest&#039;anno, e cioè <strong><em>Queer</em></strong> di Luca Guadagnino.</p><p>&quot;A poche ore dall&#039;inizio del MUBI Fest Istanbul 2024, che abbiamo impiegato mesi a preparare e che qualche giorno fa è andato tutto esaurito, abbiamo appreso con nostro rammarico che la proiezione di Queer, che faceva parte del programma e avrebbe dovuto aprire il festival, è stata bandita,&quot; si legge in un comunicato di MUBI Turkey. &quot;Nella decisione si afferma che il film è stato bandito perché contiene scene provocatorie che avrebbero messo in pericolo la pace della società e che il bando è stato deciso per motivi di sicurezza&quot;. Continua: &quot;Pensiamo che questo divieto sia un intervento che limita l&#039;arte e la libertà di espressione. Questo bando non rimuove solo un film, ma l&#039;intero significato e scopo di un festival. Vogliamo prendere la posizione che il nostro pubblico si aspetta da noi, e quindi siamo dispiaciuti nell&#039;informarvi che abbiamo deciso di cancellare l&#039;intero MUBI Fest Istanbul&quot;.</p><p>Il film di Luca Guadagnino è stato presentato in concorso al Festival di Venezia, ed è tratto dal romanzo autobiografico dello scrittore americano William S. Burroughs. <strong><em>Queer</em></strong> racconta la storia d’amore profonda e intensa tra William Lee (Daniel Craig), che è una rappresentazione dello stesso Burroughs, e il giovane Eugene Allerton (Drew Starkey).</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/articoli/la-turchia-bandisce-queer-mubi-cancella-il-suo-festival">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Queer di Luca Guadagnino avrebbe dovuto inaugurare il MUBI Fest Istanbul ma è stato bandito perché &quot;avrebbe messo in pericolo la pace della società&quot;</summary>
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        <title>The Fall: Lee Pace ricorda il cult di Tarsem e lo consiglia ora che è disponibile in 4K</title>
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        <updated>2024-09-29T14:31:02+00:00</updated>
        <published>2024-09-29T14:30:38+00:00</published>
        <author>
            <name>Andrea Francesco Berni</name>
        </author>
        <content type="html">
                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTc4MjlcL3RoZS1mYWxsLWxlZS1wYWNlLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=50098c76e54b7fa2af5c1ef05c80ac175dda25af1d7f5414715d65429f59038d" alt="the fall lee pace"></figure>
            <p>È da poco disponibile sulla piattaforma streaming MUBI <strong><em>The Fall</em></strong>, il film di <strong>Tarsem Singh</strong> (<strong><em>The Cell</em></strong>, <strong><em>Mirror Mirror</em></strong>, <strong><em>Immortals</em></strong>) uscito nel 2006 e da poco restaurato in 4K in una versione che include 2 minuti aggiuntivi. La storia segue le vicende di uno stuntman ferito che intreccia un elaborato racconto per una bambina nella Los Angeles degli anni &#039;20. All&#039;epoca della sua uscita, <strong>David Fincher</strong> lo definì così:</p><blockquote><p>Se Andrei Tarkovsky avesse realizzato <em>Il mago di Oz</em>.</p></blockquote><p>A celebrare questo lancio ci ha pensato <strong>Lee Pace</strong> (<strong><em>Lo Hobbit</em></strong>, <a model_type="App\Models\TVShow" model_id="520" rel="false" title="Fondazione" href="https://www.badtaste.it/tv/fondazione">Fondazione</a>), che con un sentito messaggio su Instagram ha ricordato l&#039;esperienza di girare questo progetto all&#039;inizio della sua carriera cinematografica:</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/trailer/the-fall-lee-pace-ricorda-il-cult-di-tarsem-e-lo-consiglia-ora-che-e-disponibile-in-4k">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Il restauro 4K del film che David Fincher definì &quot;Il Mago di Oz se l&#039;avesse girato Andrei Tarkovsky&quot; è ora disponibile in streaming</summary>
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        <title>How To Have Sex, la video recensione</title>
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        <updated>2024-04-06T21:14:32+00:00</updated>
        <published>2024-04-06T21:14:20+00:00</published>
        <author>
            <name>Francesco Alò</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDI0XC8wNFwvaG93LXRvLWhhdmUtc2V4LXZpZGVvLXJlY2Vuc2lvbmUuanBnIiwiZWRpdHMiOnsicmVzaXplIjp7IndpZHRoIjoxMDAwfX19?signature=6d1420b5eee45d9378ee09c54e901e4a69db7f079b1d1fad4c31dc22823f9d8b" alt="how-to-have-sex-video-recensione"></figure>
            <p>Francesco Alò ci parla di <strong><em>How To Have Sex</em></strong>, il film di Molly Manning Walker con Mia McKenna-Bruce, Lara Peake, Shaun Thomas, Samuel Bottomley, Enva Lewis e Laura Ambler in streaming su MUBI.</p><h2 class="wp-block-heading">How To Have Sex: la trama</h2><p>Tre adolescenti britanniche vanno in vacanza a Creta per abbandonarsi a un divertimento senza limiti, tra alcool, locali notturni e nuove amicizie. In quella che dovrebbe essere la più bella estate della loro vita scopriranno che sesso, consenso e consapevolezza di sé seguono percorsi più complessi di quanto immaginavano. Molly Manning Walker esplora senza filtri il mondo dei giovanissimi, raccontandone gli eccessi ma anche la fragilità e le insicurezze, in un ritratto generazionale destinato a far discutere.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/how-to-have-sex-video-recensione">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>La video recensione di How To Have Sex, il film di Molly Manning Walker disponibile in streaming su MUBI</summary>
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        <title>Strange Way of Life, la recensione</title>
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        <updated>2023-09-22T10:32:40+00:00</updated>
        <published>2023-09-22T10:32:24+00:00</published>
        <author>
            <name>Gabriele Niola</name>
        </author>
        <content type="html">
                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIzXC8wOVwvaW1hZ2VzLW9yaWdpbmFsLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=6de73288215949f85ee60375daadb1ffbe950c0564d9f7250dfcb011cff2e00e" alt="images-original"></figure>
            <p><em>La recensione di Strange Way of Life, il cortometraggio diretto da Pedro Almodovar, nelle sale dal 21 settembre e prossimamente su MUBI</em></p><p>Un crimine, uno sceriffo che prima era criminale, un vecchio amico (e sodale) proveniente da quel passato che ritorna, un ricercato che va fatto fuori per una questione personale che poi diventano due questioni personali in conflitto e ovviamente un amore carnale e passionale. In 30 minuti <em>Pedro Almodovar</em> gira un concentrato di quello che è stato il western e lo adatta a se stesso e a quel che gli interessa con incredibile leggerezza. <strong><em>Strange Way of Life</em></strong>, strano a dirsi per <em>Almodovar</em>, funziona molto più quando punta sulla scrittura rispetto a quando punta sulle immagini, è un film di recitazione, di snodi e di non detti e mai un film di frontiera nel senso pieno del western.</p><p>L’operazione (<a href="https://www.badtaste.it/articoli/strange-way-of-life-corto-western-queer-pedro-almodovar-cannes">che fu presentata a Cannes</a>) è realmente sofisticata, perché la cinefilia di <em>Almodovar</em> è sempre plasmata dal suo stile. Da un certo punto in poi i suoi film sono sempre la rielaborazione non tanto di altri generi (come avviene in <em>Tarantino</em>) ma proprio di altri film, come delle cover jazz di grandi standard che finiscono per essere altro ma sempre sul tema originale. Qui tutto quello che siamo abituati a vedere nel west viene &quot;almodovarizzato&quot; per raccontare qualcosa che un vero film western classico non avrebbe mai potuto raccontare. Ci sono i suoi lenti carrelli orizzontali sugli zoccoli del cavallo che marcia, ci sono le sue inquadrature a due tra i cowboy, c&#039;è una canzone suadente cantata dal vivo e il suo uso dei flashback. Tutto però sembra slavato e tirato via (terribili gli attori nel flashback, noiosissima la fotografia, generiche le scenografie).</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/strange-way-life-2023">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Il primo western di Pedro Almodovar è un gioiello di scrittura. Purtroppo però Strange Way of Life ha dei problemi proprio di produzione</summary>
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        <title>Medusa Deluxe, la recensione</title>
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        <updated>2023-08-13T07:32:57+00:00</updated>
        <published>2023-08-13T07:32:43+00:00</published>
        <author>
            <name>Bianca Ferrari</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIzXC8wOFwvbWVkdXNhLWRlbHV4ZS5qcGciLCJlZGl0cyI6eyJyZXNpemUiOnsid2lkdGgiOjEwMDB9fX0=?signature=8698ff773bf9fb8e2c02eeb2c16c66c4285d8d6424611d911c14755c910fbb36" alt="medusa-deluxe"></figure>
            <p><em>La recensione di Medusa Deluxe, disponibile su MUBI dal 4 agosto</em></p><p>C&#039;è stato un omicidio al concorso regionale per parrucchieri. Poco prima dell’inizio della gara, nel backstage, è stato infatti ritrovato il cadavere di Mosca, uno dei parrucchieri in concorso. Chi l’ha ucciso? E qual era il suo movente? E infine: quanta ironia macabra ci può essere nel fatto che al disgraziato parrucchiere abbiano anche fatto lo <em>scalpo</em>?</p><p>Messa giù così potrebbe quasi far ridere, talmente è peculiare, la premessa di <strong><em>Medusa Deluxe</em></strong> di <strong>Thomas Hardiman</strong>. Realizzato totalmente in piano sequenza (con stacchi invisibili, ma ci sono) il film dipinge invece un piccolo mondo ben poco divertente e invece spietato e crudele: quello dei parrucchieri londinesi di alto livello, che qui - con la “scusa” dell’omicidio - ci vengono raccontati nella loro ambizione cieca, nel loro individualismo e nelle varie relazioni che intrattengono all’interno di tale contesto.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/medusa-deluxe">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>Una corsa contro il tempo e un’immersione in un mondo poco raccontato sullo schermo e che è l’esempio di un cinema del tempo reale e insieme della più complessa orchestrazione finzionale.</summary>
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        <title>Strange Way of Life di Pedro Almodóvar al cinema dal 21 settembre</title>
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        <updated>2023-08-01T16:13:26+00:00</updated>
        <published>2023-08-01T16:13:05+00:00</published>
        <author>
            <name>Andrea Francesco Berni</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIzXC8wNFwvc3RyYW5nZS13YXktb2YtbGlmZS0xLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=680d98ffaa4515b5c003717ce99be66838e909a4fe714ae0fb0d68e9179ebd00" alt="strange-way-of-life-1"></figure>
            <p>Sarà Teodora Film a distribuire al cinema, dal 21 settembre, il cortometraggio <strong><em>Strange Way of Life</em></strong>, diretto da Pedro Almodóvar.</p><ul><li><p><strong>GUARDA</strong> - <a href="https://www.badtaste.it/trailer/strange-way-life-teaser-trailer">Il trailer</a></p></li></ul><p><strong>Ethan</strong> <strong>Hawke</strong> e <strong>Pedro</strong> <strong>Pascal</strong> sono protagonisti del film presentato al Festival di Cannes, dove è stato acclamato dalla critica. Dopo il lancio nelle sale, sarà disponibile in streaming su MUBI prossimamente.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/articoli/strange-way-of-life-almodovar-cinema">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
            ]]>
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        <summary>Strange Way of Life, il corto di Pedro Almodóvar con Ethan Hawke e Pedro Pascal, uscirà al cinema in Italia il 21 settembre</summary>
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        <title>Please Baby Please, la recensione</title>
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        <updated>2023-03-30T11:02:11+00:00</updated>
        <published>2023-03-30T11:01:54+00:00</published>
        <author>
            <name>Bianca Ferrari</name>
        </author>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIzXC8wM1wvcGxlYXNlLWJhYnktcGxlYXNlLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=9e773a1a866de78cd9926f96b75ebfe25e21c9369f28514faa9cf33324571951" alt="please-baby-please"></figure>
            <p><em>La recensione di Please Baby Please, su MUBI dal 31 marzo</em></p><p>Tra <em>West Side Story</em> e <em>I guerrieri della notte</em>, <strong>Please Baby Please</strong> parte subito con una dichiarazione di intenti: fare un film teatrale, pieno di verve “broadwayiana”, estremamente coreografato in ogni movimento, pieno di musica, colori esagerati e costumi macchiettistici… ma senza canzoni.</p><p>Diretto da <strong>Amanda Kramer</strong>, <em>Please Baby Please</em> potrebbe essere in tutto e per tutto un film degli anni Sessanta: e questo è anche, in questo caso, il suo problema. Il film infatti è una favola delirante e in technicolor sullo scontro tra la piccola borghesia intellettuale delle grandi <em>cities</em> americane e un gruppo di Lady Gents, veri e propri guerrieri della notte che sfogano il loro senso di abbandono da parte della società usando violenza e vivendo senza valori. Affascinata e turbata da questa forza distruttiva e sessualmente carica, la coppia (<strong>Andrea Riseborough</strong> e <strong>Harry Melling</strong>) comincerà ad avvicinarvisi sempre di più per scoprire i limiti della loro identità di genere, sessuale, civile. Tutti questi conflitti, tuttavia, in <em>Please Baby Please</em> sembrano lontani anni luce dalla contemporaneità: l’allusione all’oggi - svuotata di potere riflessivo - non è che un baraccone ammiccante, visivo ed esagerato, che tutto <em>mostra</em> ma <em>nulla comunica</em>.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/please-baby-please-2023">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>Da questa confusione è impossibile distinguere la forma dal contenuto. I dialoghi sulla condizione maschile e l’idea di sesso come liberazione dell’individuo sono certamente chiari, ma - oltre a sembrare vecchi di almeno 50 anni - non si capisce su cosa vogliano davvero riflettere.</summary>
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        <title>Unrest, la recensione</title>
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        <updated>2023-02-21T21:10:22+00:00</updated>
        <published>2023-02-21T21:10:05+00:00</published>
        <author>
            <name>Bianca Ferrari</name>
        </author>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIzXC8wMlwvdW5yZXN0LmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=1ae600e88f4bb2ce2ebe6a65b63358acf4aead6b4b4b1c5abfd790ed97cfef41" alt="unrest"></figure>
            <p><em>La recensione di Unrest, dal 22 febbraio su MUBI</em></p><p><strong>Unrest</strong> di <strong>Cyril Schäublin</strong> è, più che una storia di cambiamento personale (come vorrebbe far credere), un film sull’idea di modernità tecnologica e politica di un&#039;originalità spiazzante. Ambientato in un cantone svizzero nel 1872, si muove tra una fabbrica di orologi che sta cercando di aumentare la produttività e il piccolo microcosmo sociale e politico che la circonda. È tempo di elezioni comunali e il movimento anarchico operaio della fabbrica si sta organizzando per accrescere il numero dei propri sostenitori (sei anni prima, come viene ricordato, ci furono i tre mesi della Comune parigina a cui il movimento si ispira): <em>Unrest</em> ne segue il percorso, le dinamiche interne, le implicazioni politiche sulla vita quotidiana. Insomma già solo l&#039;interesse narrativo del film è così particolare da creare curiosità.</p><p>È però evidente che l’interesse di Cyril Schäublin stesso sia in primis tematico: i due protagonisti (o meglio, gli unici che potremmo definire come tali) lo sono infatti solo in virtù del fatto che si parla di uno di loro nella prima sequenza (Pyotr, un cartografo russo che si reca in Svizzera per lavoro) o del fatto che la macchina da presa osserva più insistentemente degli altri Josephine, un’operaia della fabbrica che nella filiera si occupa di costruire il meccanismo di oscillazione dell’orologio (e che infatti dà il titolo al film). Ma la storia è pretestuosa, sembra quasi che allo stesso autore non interessi. Quello che invece gli interessa, e si vede dalla cura maniacale con cui il contesto viene narrato e messo in scena, è rispondere a una serie di curiosità storiche: cosa voleva dire lavorare in una fabbrica di orologi svizzera a fine Ottocento? Quali erano le dinamiche del movimento anarchico dell’epoca? E come queste due cose si legavano, nella vita quotidiana?</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/unrest-la-recensione">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>La perizia storica e il realismo sono quindi il massimo del piacere che si possono trarre da Unrest, un film in cui il movimento anarchico svizzero, la condizione delle lavoratrici e le dinamiche socio-polithce vengono raccontate finemente e a più livelli come raramente si vede</summary>
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        <title>Robe of Gems, la recensione</title>
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        <updated>2023-02-21T08:06:51+00:00</updated>
        <published>2023-02-20T17:45:34+00:00</published>
        <author>
            <name>Luca Sottimano</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIzXC8wMlwvcm9iZS1vZi1nZW1zLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=e882408e67f135c71899c6ee5e80b777b0865e56869c07dcddecca3b1362b8cd" alt="robe-of-gems"></figure>
            <p><em>La nostra recensione di Robe of Gems, disponibile su MUBI dal 20 febbraio</em></p><p>Non stupirà di leggere il nome di <a href="https://www.imdb.com/name/nm1196161/?ref_=nv_sr_srsg_2" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Carlos Reygadas</em></a> tra i co-produttori di <em><strong>Robe of Gems</strong></em>. Il film segna infatti la prima esperienza dietro la macchia da presa per <em><a href="https://www.imdb.com/name/nm2254746/?ref_=tt_ov_dr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Natalia López</a></em>, che dell&#039;autore di <em><a href="https://www.imdb.com/title/tt1754367/?ref_=nv_sr_srsg_0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Post Tenebras Lux</a></em> è assidua montatrice. E proprio dell&#039;impronta di quest&#039;ultimo, come era forse inevitabile, è pervaso il suo esordio, tramite motivi narrativi e stilistici. L&#039;ambientazione nel Messico rurale, l&#039;incontro /scontro tra poveri e membri delle classi benestanti, con i secondi che arrivano ad occupare i luoghi abitati dai primi. L&#039;enfasi sull&#039;atmosfera piuttosto che sulla narrazione, le lunghe inquadrature estatiche sulla natura. Allo stesso tempo, viene meno la dimensione metafisica, a favore di un&#039;attenzione maggiore su quella sociale.</p><p>Mentre sta divorziando, Isabel lascia la città con i suoi due figli per raggiungere la casa di campagna abbandonata della sua famiglia. Ben presto scopre che la sorella della governante, María, è scomparsa. Quando le offre il suo aiuto, tra le due si crea un tacito patto per ritrovare la donna. Nel frattempo, Roberta, la comandante di polizia incaricata delle indagini, cerca di sottrarre il giovane figlio al cartello della droga.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/robe-of-gems-2022">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>Sotto il segno di Carlos Reygadas, Robe of Gems è un ritratto senza sconti di un mondo crudele, con al centro tre figure femminili</summary>
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        <title>Phantom Project, la recensione</title>
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        <updated>2023-02-02T16:54:32+00:00</updated>
        <published>2023-02-02T16:54:18+00:00</published>
        <author>
            <name>Bianca Ferrari</name>
        </author>
        <content type="html">
                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIzXC8wMlwvcGhhbnRvbS1wcm9qZWN0LmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=f962a25f5f87c2f3a524931372e86d7202b666cac5027aa7c799560431a3a19e" alt="phantom-project"></figure>
            <p><em>La recensione di Phantom Project, su MUBI dal 2 febbraio</em></p><p>Pablo (<strong>Juan Cano</strong>) sogna di recitare in un film. È un romantico, un sognatore ingenuo, ma deve fare i conti con la realtà di un portafoglio vuoto e un desiderio sessuale represso. Dopo che il coinquilino l’ha lasciato senza pagare gli affitti arretrati (lasciandogli il cane, le piante, un cardigan e un fantasma in casa) Pablo per mantenersi si presta a recitare per strani terapie di gruppo e studenti di medicina. Mentre cerca di dimenticare il suo ex - un famoso YouTuber - gli incontri con altri personaggi bizzarri e altrettanto <em>social</em> gli daranno la forza per voltare pagina.</p><p>Scritto e diretto da <strong>Roberto Doveris</strong>, <strong>Phantom Project</strong> più che come film a sé stante sembra funzionare in tutto e per tutto come il pilot di una serie young adult, una che racconta tra toni ironici e un pizzico di surrealtà (tutta la suggestione sul fantasma) la vicende di un gruppo di ragazzi della comunità LGBTQ+ di Santiago del Cile. In un’ora e mezza infatti più che soddisfarci con una storia, <em>Phantom Project</em> non fa altro che raccontarci vari aspetti del protagonista, presentarci i suoi amici, i loro problemi, il contesto in cui vivono. Peccato che si tratti di un film, perché tutta la curiosità e l’interesse che il film riesce a creare va inevitabilmente a dissolversi nel momento in cui finisce, dando l’idea di voler chiudere a tutti i costi per mera necessità.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/phantom-project-2023">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>Phantom Project più che come film a sé stante sembra funzionare in tutto e per tutto come il pilot di una intrigante serie young adult sulle vicende di ragazzi della comunità LGBTQ+ di Santiago del Cile. </summary>
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        <title>A Human Position, la recensione</title>
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        <updated>2023-01-30T16:26:03+00:00</updated>
        <published>2023-01-30T16:25:48+00:00</published>
        <author>
            <name>Bianca Ferrari</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIzXC8wMVwvYS1odW1hbi1wb3NpdGlvbi5qcGciLCJlZGl0cyI6eyJyZXNpemUiOnsid2lkdGgiOjEwMDB9fX0=?signature=3465e5ad135b8610e966b13591dd4ccce43e4199b8d951d0c7d4361159dfb6cb" alt="a-human-position"></figure>
            <p><em>La recensione di A Human Position, su MUBI dal 30 gennaio</em></p><p><strong>A Human Position</strong> pende dalle parti del cinema contemplativo, quello votato all’idea di film come esperienza più che come mezzo narrativo per raccontare una storia. Questo si capisce fin da subito guardando le prime inquadrature, un susseguirsi di piani fissi (più o meno larghi, ravvicinati o decentrati rispetto ai soggetti) che il regista e sceneggiatore <strong>Anders Emblem</strong> usa per tutta la durata del film mentre osserva la vita quieta e apparentemente pacifica che circonda Asta (<strong>Amalie Ibsen Jensen</strong>) e la sua routine durante un’estate norvegese.</p><p>Più che di ricerca visiva, ad ogni modo, Anders Emblem si preoccupa di lavorare sul connubio tra immagini e atmosfere: né pura sperimentazione, né puro racconto, <em>A Human Position</em> in fin dei conti è uno strano esperimento narrativo (di finzione, al centro c’è una micro storia) che tuttavia pur stuzzicando da una parte e dall’altra non soddisfa mai pienamente.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/a-human-position-2023">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>Né pura sperimentazione, né puro racconto, A Human Position in fin dei conti è uno strano esperimento narrativo che tuttavia pur stuzzicando da una parte e dall’altra non soddisfa mai pienamente.</summary>
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        <title>Great Freedom, la recensione</title>
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        <updated>2023-01-25T11:26:24+00:00</updated>
        <published>2023-01-25T11:26:10+00:00</published>
        <author>
            <name>Bianca Ferrari</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIzXC8wMVwvZ3JlYXQtZnJlZWRvbS5qcGciLCJlZGl0cyI6eyJyZXNpemUiOnsid2lkdGgiOjEwMDB9fX0=?signature=e89899f3736a3667a0ad29ebda6bb71861e1b541c79c530553b44e5994b3c131" alt="great-freedom"></figure>
            <p><em>La recensione di Great Freedom, disponibile su MUBI dal 26 gennaio</em></p><p><strong><em>Great Freedom</em></strong> di <strong>Sebastian Meise</strong> inizia con un’idea ottima. Adottando un punto di vista ancora a noi ignoto, tramite la soggettiva di una vecchia macchina da presa, spiamo Hans (<strong>Franz Rogowski)</strong> dentro un bagno pubblico che incontra di nascosto diversi uomini. Quegli incontri saranno il centro del film, qualcosa che però sarà rievocato soltanto dalla memoria (nostra e del personaggio, non visivamente) e in un luogo ancora più angusto: un carcere, dove Hans passerà lunghi anni perché accusato di promiscuità sessuale. Da quella che sembrava un’intenzione voyeuristica votata al piacere quelle immagini assumono quindi, con un solo stacco, la pesantezza di una condanna che tuttavia Hans non rinnega mai, rendendo quelle immagini iniziali la sola presenza visivamente significativa del film e forse l’unico momento cinematograficamente interessante di <em>Great Freedom</em>.</p><p>Il film infatti, da lì in poi, si stringe intorno alle celle del carcere, al viso di Rogowski. In un confuso avanti e indietro nel tempo, Sebastian Meise cerca di portarci nell’intimità di Hans, nel clima di oppressione della Germania del dopoguerra, nelle contraddizioni di quel momento storico e di quella situazione particolare (che ha a che fare con il passato di Hans). Eppure le dinamiche sono ripetitive, i personaggi significativi della vita di Hans sono confondibili (e non si capisce se questo sia volontario o no). Insomma l’impressione è che <em>Great Freedom</em> abbia l’intenzione, più che di denunciare o raccontare con perizia storica una situazione, di narrare “per derivazione” dal personaggio di Hans tutto quello che gli sta intorno, come volesse innalzarlo a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Exemplum" target="_blank" rel="noreferrer noopener">exemplum</a> di una situazione generale senza però avere la capacità di scrivere un personaggio significativo.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/great-freedom-2023">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>La nostra recensione di Great Freedom, film ambientato nella Germania del dopoguerra sulla condizione omosessuale</summary>
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        <title>Aftersun, la recensione</title>
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        <updated>2023-01-04T17:21:11+00:00</updated>
        <published>2023-01-04T17:14:42+00:00</published>
        <author>
            <name>Gabriele Niola</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
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            <p><em>La recensione di Aftersun, il film in uscita su MUBI il 6 gennaio</em></p><p>Un evento nel presente, alle volte, può portare a leggere qualcosa di diverso in un ricordo già riportato alla mente più volte negli anni. È possibile “notare” dettagli e giungere a consapevolezze nuove anche decenni dopo un evento se qualcosa nella vita apre ad un punto di vista diverso. Ci vuole un po’ per capirlo ma è quello che è avvenuto a Sophie, per tutto il film preadolescente in vacanza con il padre e solo ogni tanto, in qualche flash, adulta che mette via pezzi di vita dopo la morte del padre. Quello che vediamo è il ricordo che Sophie ha di una vacanza in un resort da quattro soldi in Turchia che fece con suo padre (31enne quindi giovanissimo), e ora che è adulta, e che lui è morto, nel ricordarla nota molte più cose. Questa è l’impresa di <strong>Aftersun</strong>, portarci a leggere quel che vediamo notando anche noi tutto ciò di cui una adulta Sophie può ora rendersi conto, farci leggere quei ricordi con la testa di una figlia che ha perso il padre e che adesso ha l’età per capire le sensazioni che lui provava.</p><p>In questo fluire di scene tenute insieme dal mood, dalle sensazioni di questa estate un po’ molle, un po’ noiosa, a tratti divertenti, in altri casi un po’ misera e amara, passata con il padre, c’è una strana relazione con una persona piena di risentimento verso se stessa, molto giù di morale e incapace di ingaggiare davvero un rapporto coinvolgente con la figlia. <strong>Aftersun</strong> è composto da momenti giustapposti con una piccola narrazione orizzontale, tutta compresa nell’aprirsi di Sophie a persone più grandi ed essere incuriosita dal prossimo passaggio nella sua crescita. Non è un coming of age (per fortuna) ma è un film semmai che si svolge poche settimane prima di un coming of age. Qui il protagonista non è la persona attraverso la quale guardiamo il mondo ma l’oggetto del suo sguardo: il padre.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/aftersun-2023">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>Con una forza calma e una semplicità che nasconde grande conoscenza del cinema, Aftersun riscrive la maniera in cui si fanno film sui ricordi</summary>
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        <title>Vortex, la video recensione</title>
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        <updated>2022-10-09T22:21:05+00:00</updated>
        <published>2022-10-09T22:20:56+00:00</published>
        <author>
            <name>Francesco Alò</name>
        </author>
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            <p>Presentato al Festival di Cannes, <strong><em>Vortex</em></strong> è il nuovo film di Gaspar Noé con protagonisti Dario Argento e Françoise Lebrun, disponibile sulla piattaforma streaming MUBI.</p><p><strong>LEGGI</strong> - <a href="https://www.badtaste.it/recensioni/vortex-la-recensione-cannes-74">La recensione</a></p><h2>VORTEX: LA TRAMA</h2>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/vortex-video-recensione">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>La video recensione di Vortex, il nuovo film di Gaspar Noé con protagonisti Dario Argento e Françoise Lebrun</summary>
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        <title>The Kingdom Exodus: un nuovo trailer della serie di Lars von Trier</title>
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        <updated>2022-09-29T16:16:50+00:00</updated>
        <published>2022-09-29T16:30:00+00:00</published>
        <author>
            <name>Beatrice Pagan</name>
        </author>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC80XC8yMDIyXC8wOVwva2luZ2RvbS1leG9kdXMtdHJhaWxlci5qcGciLCJlZGl0cyI6eyJyZXNpemUiOnsid2lkdGgiOjEwMDB9fX0=?signature=3a29f34190e04df11cb1deb9d47b72db085867793b6d7af75f69fea96c86890f" alt="kingdom-exodus-trailer"></figure>
            <p>MUBI ha condiviso il trailer ufficiale di <strong><em>The Kingdom Exodus</em></strong>, la serie di Lars von Trier che è stata presentata alla Mostra del cinema di Venezia.</p><p>La piattaforma di streaming distribuirà le puntate a partire dal 27 novemnbre. I cinque episodi saranno proposti a cadenza settimanale e si intitolano Halmar, The Congress Dances, Big Brother, Barbarossa ed Exodus.</p><ul><li><p><strong>LEGGI - </strong><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/kingdom-exodus-2022">The Kingdom Exodus, la recensione di tutti gli episodi</a></p></li></ul>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/trailer/the-kingdom-exodus-trailer">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>MUBI ha condiviso il nuovo trailer di The Kingdom Exodus, la serie di Lars von Trier che è stata presentata alla Mostra del cinema di Venezia</summary>
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        <title>The Kingdom Exodus: i titoli di testa della serie di Lars von Trier!</title>
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        <updated>2022-08-23T13:46:03+00:00</updated>
        <published>2022-08-23T13:45:55+00:00</published>
        <author>
            <name>Andrea Francesco Berni</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC80XC8yMDIyXC8wOFwvdGhlLWtpbmdkb20tZXhvZHVzLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=aa14aa293f6964ca9085523c67e7b682f459bf6898e3229928fe36e0ae0a1d49" alt="the-kingdom-exodus"></figure>
            <p>Manca sempre meno alla presentazione di The Kingdom Exodus al Festival di Venezia e, successivamente, al Toronto Film Festival. La terza e ultima stagione della trilogia di Lars von Trier, <a href="https://www.badtaste.it/articoli/lars-von-trier-e-al-lavoro-su-the-kingdom-exodus">annunciata da tempo</a>, arriverà in Italia su MUBI e oggi si mostra attraverso i titoli di testa.</p><p>Composta da cinque episodi da un&#039;ora, l&#039;ultima stagione debutterà in autunno.</p><p>Nel cast Bodil Jørgensen, Ghita Nørby (<em>Silent Heart</em>), Nicolas Bro, Peter Mygind (<em>Last Christmas</em>) e Søren Pilmark (<em>Downsizing</em>).</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/articoli/the-kingdom-exodus-titoli-testa">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Sono online i titoli di testa di The Kingdom Exodus, la terza e ultima stagione della serie di Lars Von Trier presentata a Venezia</summary>
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        <title>The Humans, la recensione</title>
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        <updated>2022-08-13T13:25:23+00:00</updated>
        <published>2022-08-13T13:25:16+00:00</published>
        <author>
            <name>Bianca Ferrari</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8xXC8yMDIyXC8wOFwvdGhlLWh1bWFucy5qcGciLCJlZGl0cyI6eyJyZXNpemUiOnsid2lkdGgiOjEwMDB9fX0=?signature=0919a0f4c0717e35fb5e0c5c816d47fb91270ebe7038e80adae39b9644b6b65f" alt="the-humans"></figure>
            <p><em>La recensione di The Humans, su MUBI dal 12 agosto</em></p><p>Dietro il buonismo moralista di una famiglia media americana c’è una tetra consapevolezza di morte e peccato. Potrebbe essere una piéce di <strong>Tennessee Williams</strong>, e invece questo nucleo di ardenti non-detti che rende pesante l’aria durante una cena di Ringraziamento in un polveroso appartamento newyorkese è quello che aleggia gravemente in <em>The Humans</em> di <strong>Stephen Karam</strong>. </p><p>Adattato da una play di Karam stesso, qui anche sceneggiatore, <em>The Humans</em> con una grammatica cinematografica essenziale alterna l’immobilismo dei volti degli attori ad un’esplorazione onniscente, vagando per i muri e le pareti di una casa di Chinatown dove i fantasmi evocati dai protagonisti si scoprono come folgorazioni nei loro riflessi, nelle luci delle torce che illuminano scantinati e soffitte. L’effetto è magnetico, doloroso, tacitamente devastante.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/the-humans-2022">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Seguendo quasi in tempo reale il dispiegarsi a fuoco basso di una semplice rivelazione, The Humans veicola con quel medesimo ardore sopito una condizione umana universale.</summary>
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        <title>The Kingdom: Exodus, l&#039;ultima stagione della serie di Lars Von Trier sarà distribuita da MUBI</title>
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        <updated>2022-07-28T08:30:16+00:00</updated>
        <published>2022-07-27T15:00:00+00:00</published>
        <author>
            <name>Beatrice Pagan</name>
        </author>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC80XC8yMDIyXC8wN1wvdGhlLWtpbmdkb20tZXhvZHVzLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=fe796be5a9ee5bcfd9a8f60fd38be25acc23ba1f6de2d502434206d2c3fbbd0b" alt="the-kingdom-exodus"></figure>
            <p>La <strong><em>stagione 3</em></strong> di <strong><em>The Kingdom</em></strong>, la serie di Lars von Trier che verrà presentata alla Mostra del Cinema di Venezia 2022, sarà distribuita da <strong><em>MUBI</em></strong>.</p><p>La piattaforma di streaming ha infatti acquistato i diritti del progetto e la versione restaurata delle prime due stagioni è già disponibile per gli utenti.</p><p><strong><em>The Kingdom Exodus</em></strong> sarà composta da cinque episodi, in arrivo sugli schermi in autunno, ed è prodotta da TrustNoridsk e Zentropa Entertainments.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/articoli/the-kingdom-exodus-serie-lars-von-trier-mubi">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>The Kingdom: Exodus, la stagione 3 della serie di Lars Von Trier, sarà distribuita in autunno sulla piattaforma di MUBI</summary>
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        <title>Aloners, la recensione</title>
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        <updated>2022-07-10T09:47:24+00:00</updated>
        <published>2022-07-10T09:47:17+00:00</published>
        <author>
            <name>Bianca Ferrari</name>
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            <p><em>La recensione di Aloners, su Mubi dall’11 luglio</em></p><p>Esordio alla regia della regista e sceneggiatrice sudcoreana <strong>Hong Seong-eun</strong>, <em>Aloners </em>mette in luce attraverso la storia di una ragazza schiva e solitaria la condizione contemporanea di autoisolamento - fisico ed emotivo - che spinge sempre più persone a rinunciare quasi del tutto al contatto umano (una tendenza che nella sua versione più estrema si trasforma in <em>hikikomori</em>, ovvero la sparizione totale, ma non è questo il caso). Di questo fenomeno <em>Aloners</em> non indaga i motivi o le condizioni scatenanti, eppure limitandosi a ritrarre a tratti sottolissimi una storia di possibile riscatto e di risveglio emotivo riesce con un buonissimo livello di intensità ad accendere la curiosità verso ciò che racconta.</p><p>Si tratta quasi totalmente della messa in scena a ripetizione di una routine, quella di Jina (<strong>Gong Seung-yeon</strong>), operatrice di un call center che abita in un grosso complesso condominiale di Seul. Jina ogni giorno compie gli stessi gesti, mangia le stesse cose, compie lo stesso itinerario. A turbare questo suo apparente equilibrio intervengono diversi personaggi: il padre, che Jina spia da una telecamera in soggiorno e con il quale prova un forte risentimento dopo la morte della madre; il vicino di casa, una strana presenza che trova sempre a fumare fuori dalla porta; e infine <strong>Sujin</strong> (Jeong Da-eun), la giovane e impacciata nuova collega che Jina è costretta a formare e con cui viene obbligata a condividere i suoi spazi.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/aloners-2022">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>La nostra recensione di Aloners, film scritto e diretto da Hong Seong-eun</summary>
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