Can You Keep a Secret?, il romanzo scritto da Sophie Kinsella, viene adattato per il grande schermo portando nelle sale la storia di Emma Corrigan, ruolo affidato ad Alexandra Daddario, una giovane la cui vita prende una svolta inaspettata dopo un viaggio di lavoro (qui potete leggere le dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa).

La ragazza lavora infatti per Panda, un’azienda di successo nel campo delle bevande energetiche, e spera di fare carriera nel settore marketing. Dopo una disastrosa riunione con uno dei clienti della società, Emma si ritrova a bordo di un aereo che incontra lungo il suo tragitto delle forti turbolenze e, ubriaca, pensa di essere sul punto di morire, rivelando così tutti i suoi segreti all’affascinante uomo seduto accanto a lei. Terminata l’emergenza, la ragazza non si preoccupa particolarmente di quanto accaduto, essendo sicura che non vedrà mai più quello sconosciuto che, in realtà, si presenta nel suo ufficio pochi giorni dopo, scoprendo così che si tratta di Jack Harper (Tyler Hoechlin), l’amministratore delegato e fondatore dell’azienda per cui lavora. Emma deve fare i conti con una presenza “scomoda” che conosce tutto di lei, oltre a provare per il giovane un’innegabile attrazione che la spinge a mettere in dubbio la storia d’amore che sta vivendo con un collega. Ad aiutare, e in certi casi, a ostacolare i suoi tentativi di fare ordine nella propria vita ci sono poi le coinquiline Lissy (Sunita Mani), che lavora come avvocato e ha un “imbarazzante” segreto, e la fin troppo estroversa Gemma (Kimiko Glenn).

Dopo I Love Shopping, un altro romanzo di Sophie Kinsella perde un po’ della sua freschezza e brillantezza nel passaggio dalle pagine allo schermo. La storia di Emma e Jack, ovviamente all’insegna del romanticismo e dei buoni sentimenti, non sfrutta realmente l’occasione di riflettere sull’importanza dell’onestà in una coppia e sugli ostacoli che affrontano le donne sul posto di lavoro, preferendo rimanere sulla superficie delle tematiche affrontate limitandosi a cercare di regalare qualche risata e un finale scontato e piuttosto stucchevole. Alexandra Daddario dimostra di possedere un buon feeling con la comicità, ma può fare veramente poco per sostenere un film dalle basi esili che non segue l’evoluzione del rapporto di Emma e Jack con cura, limitandosi a proporre un paio di scene in cui i due personaggi dialogano in modo più realistico e credibile, scivolando per il resto in situazioni già viste troppo volte all’interno delle commedie romantiche. La poca attenzione data ai dialoghi limita così la capacità di empatizzare per la coppia al centro della trama e l’espediente del “segreto” che ostacola il raggiungimento dell’happy ending è utilizzato senza particolare attenzione e solo come fonte di ulteriori momenti di incomprensione che appaiono, dopo la prima metà del film, ripetitivi e quasi inutili. Ad appesantire ulteriormente la narrazione è la presenza di personaggi secondari solo abbozzati e quasi irrilevanti come il collega di Emma o le sue coinquiline, presenze purtroppo stereotipate che aggiungono davvero poco alla storia.

Can You Keep a Secret? risulta comunque piacevole per chi ama le commedie romantiche senza impegno, prevedibili e che propongono una visione della quotidianità ancorata alla realtà ma filtrata da una prospettiva all’insegna della speranza, della capacità di andare oltre le apparenze e della quasi totale mancanza di cinismo e opportunismo. Emma, con i suoi difetti e i piumoni di My Little Pony non riesce a distinguersi dai tanti personaggi in stile Bridget Jones già approdati nelle sale, subendo un po’ il destino di Becky Bloomwood che nei romanzi di Sophie Kinsella trova un modo per suscitare simpatia e tenerezza con le sue tragicomiche disavventure mentre nella versione cinematografica appare più svampita del dovuto. La sceneggiatura di Peter Hutchings sfiora infatti solo il talento della protagonista nel suo campo professionale, elemento messo in modo quasi ingiustificato in secondo piano considerando le potenzialità rappresentate dal mostrare le dinamiche poco equilibrate sul posto di lavoro e rese ancora più complicate dalle relazioni sentimentali.

La regista Elise Duran gestisce bene i momenti più romantici dei film, tuttavia il montaggio firmato da Nathaniel Krause e Jason Nicholson non trova il ritmo giusto e smorza in più passaggi il divertimento.

Tyler Hoechlin e Alexandra Daddario riescono comunque a divertire in più momenti, come il primo incontro in ufficio o un appuntamento disastroso, tuttavia l’adattamento del romanzo non va oltre l’intrattenimento senza alcun impegno, suscitando qualche sorriso, poche emozioni e andando ad alimentare il filone dei film dedicati ad amori idealizzati e irreali.

Consigliati dalla redazione