Recensione a cura di ColinMckenzie

Titolo Kick-Ass
RegiaMatthew Vaughn
Cast
Aaron Johnson, Chloe Moretz, Nicolas Cage, Lyndsy Fonseca, Christopher Mintz-Plasse, Mark Strong

uscita?
La scheda del film

A mio avviso, c'è una tematica fondamentale in un fumetto come Kick-Ass. Si tratta della questione adolescenziale o meglio quella dei tanti sfigati appassionati di fumetti che sognano grandi storie d'amore, ma poi sono praticamente incapaci di parlare con una ragazza e risolvere i loro problemi senza puntare sulla fantasia più sfrenata. In questo aspetto, la narrazione di Mark Millar è molto sincera, con uno spleen adolescenziale raccontato in maniera delicata a tratti (la figura del padre del protagonista è fortunatamente lontana da certi stereotipi), con una certa crudezza intelligente in altri. A un certo punto, ci mancava soltanto una canzone degli Smiths in sottofondo.

Ecco, se regista e sceneggiatori decidono di stravolgere questo aspetto nel film (che per il resto a livello di trama è molto fedele), è ovvio che questa scelta pesa moltissimo sul mio giudizio. In effetti, la pellicola perde quasi completamente quel senso di malinconia presente nel fumetto e in questo aspetto diventa quasi un normalissimo titolo che descrive la nascita di un supereroe. E' un peccato grosso come una casa, perché così il senso dell'operazione diventa decisamente un altro.

Kick-Ass L'altro grande cambiamento è nella storia dei due supereroi 'veri' (nel senso che sono veramente capaci, a differenza dei due ragazzini sfigati). Nel comic book, si puntava sull'ultraviolenza alla Garth Ennis, in particolare quella di Preacher, ma senza riuscire a creare dei personaggi così profondi (un difetto spiegabile solo in parte per il fatto che lo spazio a disposizione è ovviamente minore). Qui invece si prende una decisione saggia nel raccontare gli eventi in maniera più classica, ma facendo alcune scelte, anche la conclusione delle loro vicende perde un po' di mordente.

E dire comunque che i primi venti-trenta minuti funzionano benissimo. L'introduzione ai vari protagonisti è ottima: rapida ed efficace, spiega in maniera perfetta quello che era necessario sapere (anche e soprattutto per chi non ha letto il fumetto). E il combattimento che rende Kick-Ass una celebrità è decisamente ben riuscito, tanto che non si fatica a credere che il nostro eroe passi dall'anonimato alla celebrità in un amen.

Però poi si ha l'impressione che i realizzatori non sappiano esattamente cosa raccontare e su quale aspetto puntare maggiormente. Per esempio, non c'è dubbio che i personaggi (così come le loro interpretazioni) di Nicolas Cage e di Chloe Moretz funzionino molto bene, ma allora perché non concentrarsi maggiormente su di loro e meno su Kick-Ass? Peraltro, è difficile capire il lavoro di Matthew Vaughn, che passa da momenti di grande raffinatezza (a un certo punto sembra il Michael Mann dei bei tempi) a scene banalissime (bisognerebbe vietare l'utilizzo delle musiche western morriconiane, ormai le abbiamo sentite mille volte) e sequenze d'azione più rozze, ma meno convincenti. E a questo proposito, sarà che ormai sono saturo di violenza cinematografica/televisiva fin da bambino, ma ci vogliono veramente dei settantenni per sconvolgersi per così poco (a parte forse l'arrivo in grande stile di Hit-Girl) e creare polemiche (vedi negli USA e UK) che a mio avviso sono veramente pretestuose.

In generale, sembra anche mancare la 'modernità' delle situazioni presenti nel fumetto, in cui le citazioni (youtube, Die Hard, Clint Eastwood, Tmz, Dakota Fanning, Il giustiziere della notte 4, oltre ovviamente a decine di comics classici) la fanno da padrone. Qui c'è un'unica idea (però encomiabile e originale rispetto al comic book) che sfrutta bene la televisione e Internet, ma per il resto si ha l'impressione che il fumetto sia ben più convincente della pellicola. E non solo per questo aspetto…