LA FAMIGLIA ADDAMS, DI CONRAD VIERNON E GREG TIERNAN, LA RECENSIONE

La famiglia Addams ritorna sul grande schermo con un nuovo film animato, diretto da Conrad Viernon (Sausage Party, Mostri contro alieni, Shrek 2) e Greg Tiernan, che si rivolge alle nuove generazioni con efficacia, mantenendo il legame con il passato in quanto ad atmosfera e umorismo, ma proponendo un racconto poco spaventoso e adatto ai più giovani.

I protagonisti, dopo un prologo in cui il matrimonio di Gomez e Morticia viene interrotto da una folla inferocita che vorrebbe eliminare la “minaccia” rappresentata da questa strana famiglia, vivono felici in un ex ospedale psichiatrico diventato la loro adorata casa isolata dal resto del mondo da una fitta nebbia e avvolta dall’oscurità. Mentre Pugsley si prepara al rito di passaggio della Mazurka della Spada e Mercoledì ha una crisi di identità adolescenziale, la conduttrice di un reality show televisivo, Margaux Needler decide di provare a modificare la loro residenza per non rovinare l’immagine della città ai piedi della collina in cui è edificata, Assimilazione. La situazione, come prevedibile, darà vita a conseguenze inaspettate ed esilaranti.

Dopo i primi minuti in cui si gettano le basi per la tematica principale della storia degli Addams, quell’incapacità di accettare la diversità e il desiderio di “estirparla” dalla società, gli iconici personaggi si muovono senza esitazione in un contesto contemporaneo all’insegna dei social media e degli smartphone che per loro è così estraneo e quasi incomprensibile. La prima visita in città è così una rappresentazione ben calibrata di due universi in totale opposizione, cromaticamente e anche musicalmente. L’insoddisfazione di Mercoledì, tipica teenager nella sua totale atipicità, è l’elemento più riuscito di questo nuovo film animato: la giovane si avvicina al mondo iper colorato e all’insegna dell’esteriorità delle sue nuove compagne di liceo con una freddezza e un sarcasmo memorabili, affrontando le bulle della scuola con scostante cinismo e creando un momento imperdibile durante la lezione di scienza che ha più di un ovvio riferimento ai classici horror del passato. Il suo muoversi in due mondi così diversi fa emergere le contraddizioni della società contemporanea e anche ciò che rende unica la vita degli Addams, per cui un fermaglio a forma di unicorno e abiti colorati rappresentano quasi uno shock culturale.
I due registi, aiutati dalla sceneggiatura, propongono senza troppo retorica un messaggio all’insegna dell’importanza della diversità e dell’originalità, guidando gli spettatori con brio e simpatia verso un finale prevedibile, ma comunque ben costruito.
Riuscito anche il lavoro di doppiaggio che nella versione italiana può contare sulle voci di Pino Insegno, Virginia Raffaele, Eleonora Gaggero, Raoul Bova, Luciano Spinelli e Loredana Berté, star della musica che in versione Nonna Adams convince con la sua vocalità unica e inconfodibile.

La famiglia Addams non propone forse nulla di veramente nuovo, ricordando stilisticamente il fumetto originale e progetti recenti come Hotel Transylvania e Cattivissimo Me, ma riesce a raggiungere il proprio obiettivo di intrattenere e divertire senza particolare fatica un pubblico di tutte le età, dai più piccoli che ameranno i disegni accattivanti e i momenti divertenti, agli adulti che noteranno le varie citazioni tra cui il recente It, apprezzeranno l’uso di Everybody Hurts e coglieranno i tanti legami con le precedenti versioni della storia.

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