Se vi siete mai chiesti cosa succeda ai corpi dei posseduti dal demonio dopo la fine dei film di esorcismo, L’Esorcismo di Hannah Grace ha una risposta.

Là dove finisce un film di esorcismi inizia questo, con la chiusura della procedura e l’arrivo del corpo all’obitorio assieme ad una novellina alla sua prima nottata (ma dietro di sé, scopriremo, ha una non piccola esperienza d’azione). Molti hanno le visioni e sentono cose che non ci sono nelle loro prime notti all’obitorio, si fanno insomma suggestionare, la avvertono, ma lei non ha di questi problemi (e in effetti è vero, lei non si farà suggestionare, accadrà tutto sul serio).

L’Esorcismo di Hannah Grace unisce quindi il demoniaco classico (corpi deformati dalla possessione, voci profonde e alterate, vomito, urla e minacce) con l’assedio (c’è qualcuno che si palesa prima in segreto, che passa davanti alla videocamera in sync con un effetto sonoro mentre la protagonista non guarda, che fa fuori tutti uno ad uno) di fatto rivedendo la presenza demoniaca nel genere. Che sia il diavolo cattolico lo certifica l’inizio con i preti esorcisti in lotta, ma il resto del film non ha niente della solennità che solitamente si accompagna a quella rappresentazione. A furia di cinema d’esorcismo il diavolo è sempre più una minaccia come un’altra.

Il diavolo di L’Esorcismo di Hannah Grace è dunque un demone generico, uno da combattere come fosse il killer di uno slasher. Non ha insomma niente di speciale ed è anzi molto di ordinario e mondano, uccide in sequenza e gioca al gatto col topo con le sue vittime. Addirittura ad un certo punto un sopravvissuto spiegherà alla protagonista i metodi per sbarazzarsene come fossimo in Alien.

Forse anche per questo L’Esorcismo di Hannah Grace, al netto di una certa onestà nell’uso della suspense e una confezione non troppo dozzinale, crolla dalla punto di vista della credibilità.

Le basi che il film pone e le regole che impone sono quelle di un demone capace quasi di tutto, che uccide con poteri paranormali e massacrando da lontano, ma tutto questo potere è saltato e dimenticato in maniera conveniente quando tocca alla protagonista. Di fatto il confronto e la lotta, che non sono importanti in un film di esorcismo ma diventano determinanti qui, in questo che invece è uno slasher, sono condotte barando. La minaccia non è più così potente quando tocca alla protagonista la quale non ha quindi bisogno di sofisticati stratagemmi per vincere.

Pur ammettendo di essere di bocca buona, così è proprio difficile divertirsi.

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