L’unico e insuperabile Ivan, che segna il ritorno alla regia di The Sharrock dopo Me Before You, è uno di quei titoli che sembra destinato a ottenere risultati migliori in streaming su Disney+ saltando il passaggio in sala dove il mix di messaggio educativo e più di una difficoltà nell’equilibrare commedia e dramma avrebbero forse attirato pochi spettatori paganti, nonostante un buon potenziale legato alla storia adatta a tutta la famiglia, un cast stellare e un buon livello tecnico.

Il film conquista facilmente chi ama gli animali ed è alla ricerca di un racconto in grado di emozionare, tuttavia dispiace molto vedere l’uso non particolarmente attento e valorizzante delle star coinvolte per dare voce ai pensieri e ai desideri degli animali al centro della trama, senza dimenticare un talento del calibro di Bryan Cranston limitato in un ruolo privo di spessore nella parte del proprietario dell’attività in cui vivono i protagonisti.

Il lungometraggio, ispirato a una storia vera, ha al centro Ivan (nella versione originale interpretato da Sam Rockwell), un gorilla  che vive in un centro commerciale dove si esibisce insieme agli altri animali di proprietà di Mack (Bryan Cranston): l’anziana elefantessa Stella (Angelina Jolie), la barboncina Snickers (Helen Mirren), la simpatica gallina Henrietta Chaka Khan), un coniglio chiamato Murphy (Ron Funches) che entra in scena guidando un camion dei pompieri giocattolo, un leone marino paranoico di nome Frankie (Mike White) e una pappagallina, Thelma (Phlipa Soo). Nella gabbia di Ivan, inoltre, ha trovato rifugio un cane abbandonato, chiamato Bob (Danny DeVito) dalla piccola Julia (Ariana Greenblatt), figlia di George (Ramon Rodríguez), uno dei dipendenti dell’attività. La bambina interagisce spesso con gli animali, in particolare con Ivan, a cui lascia dei fogli e i suoi colori, invitandolo a disegnare. Nel tentativo di attirare nuovamente l’attenzione dei potenziali clienti del Big Top Mall Mack decide di acquistare Ruby, una piccola elefantina estremamente curiosa e che ama ascoltare le storie di Stella, felice di condividere i suoi ricordi legati al periodo in cui era libera nella natura e insieme ai suoi simili. La salute di Stella peggiore e Ivan si ritrova così a fare una promessa difficile da mantenere.

La sceneggiatura di Mike White (School of Rock, Enlightened) appare come un tentativo di adattare il libro di K.A. Applegate rivolgendosi a un pubblico di tutte le età, tuttavia il risultato finale delude per la sua incapacità di sviluppare in modo soddisfacente gli aspetti comici che, in un contesto malinconico e in più momenti davvero drammatico, non riescono a ottenere l’effetto sperato risultando invece delle aggiunte forzate e che faticano anche solo a strappare un sorriso, prevalentemente grazie alla bravura degli interpreti che fanno quel che possono con battute e situazioni al limite del ridicolo (come i problemi di capelli di Mack) o inutili, tra doppi sensi e un po’ di stereotipi. Ben più riuscito è invece lo spazio dato alla tematica della gestione degli zoo e di attività circensi che coinvolgono gli animali: entrare nella mente di Ivan e dei suoi amici fa emergere la sofferenza, la voglia di libertà e l’incapacità a volte degli uomini di considerarli esseri viventi dotati di emozioni. Il film spazia così da situazioni come quella di Ivan, cresciuto in cattività, alla ricerca di una famiglia di Bob, ma soprattutto enfatizza il legame che si crea tra tutti i personaggi principali, portando in primo piano la solidarietà e la capacità di unire le forze per costruire un futuro migliore per tutti.

Thea Sharrock non riesce inoltre a costruire bene l’idea dell’arte come forma di espressione, comunicazione e modo per dare concretamente forma alla propria dimensione interiore e ai propri sogni inespressi. La regista, pur non brillando nella gestione degli elementi a propria disposizione tra cui un cast stellare con attori del calibro di Helen Mirren alle prese con ruoli da pochi minuti, con L’unico e insuperabile Ivan riesce a far commuovere in più momenti gli spettatori di tutte le età che, davvero difficilmente, potrebbero non sentirsi coinvolti emotivamente dalle storie drammatiche raccontate dal gorilla e da Stella, o dall’innocenza piena di speranza della piccola Ruby.

Ben distante dall’essere un’opera memorabile, il film distribuito su Disney+, potrà comunque ritagliarsi un proprio spazio nel cuore di chi spera in un futuro migliore per gli animali, all’insegna del rispetto di ogni specie e della libertà all’interno dei rispettivi habitat naturali, in modo che storie come quelle di Ivan rimangano solo appartenenti alla dimensione della finzione.