Susanna Nicchiarelli torna, con Miss Marx, alla Mostra del Cinema di Venezia dopo il successo ottenuto con Nico, 1988 e regala agli spettatori un altro ritratto al femminile affidandolo alla splendida Romola Garai, una delle più agguerrite contendenti alla Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile di questa settantasettesima edizione.

La protagonista del film è Eleanor Marx (Garai), ultimogenita di Karl Marx che dedica la sua vita alla lotta per i diritti dei lavoratori e delle donne, oltre a vivere una complicata storia d’amore con Edward Aveling (Patrick Kennedy), un commediografo la cui vita è un complesso intreccio di menzogne, inganni, relazioni e ideali.

Dalla morte del padre a quella di Eleanor, il lungometraggio segue alcuni dei passaggi più significativi della vita di una figura tragica e affascinante, dal pensiero ancora attuale e rilevante per quanto riguarda battaglie non ancora del tutto vinte o cambiamenti in corso dopo vari secoli.
La regista applica il suo ormai inconfondibile stile all’insegna dei contrasti, emotivi e temporali, costruendo un film in costume ma con una colonna sonora punk rock (composta da brani dei Downton Boys e dei Gatto Ciliegia Contro il Grande Freddo che comprende anche cover di brani famosi come Dancing in the Dark di Bruce Springsteen), incredibilmente dettagliata nella ricostruzione scenografica e nei costumi, e particolarmente attuale nelle tematiche proposte, delineando inquadrature quasi pittoriche in cui gli spazi appaiono a tratti universali, non rendendo immediatamente riconoscibili le location che fanno da cornice ai vari capitoli della storia.

All’interno dell’abile struttura ideata da Susanna Nicchiarelli si muove con grande bravura Romola Garai con un ruolo che la riporta alla ribalta del cinema internazionale. L’attrice è davvero brava nell’interpretare una donna che porta sulle spalle il peso di un’eredità molto scomoda e che vive un’esistenza inseguendo valori come verità e giustizia, facendo però i conti con un rapporto sentimentale che la incatena a una realtà ben diversa. La protagonista segue le varie tappe della propria emancipazione con la giusta intensità emotiva, momenti di malinconica freddezza ed esplosioni di energia, mettendo in ombra il resto del cast.

Nonostante una parte centrale in cui la sceneggiatura rimarca forse con eccessiva retorica e fin troppo spazio l’impegno di Eleanor nell’occuparsi dei diritti dei lavoratori, Miss Marx trova il modo di coniugare dramma sociale e personale con originalità, lasciando tuttavia un po’ delusi per quanto riguarda la gestione dei flashback che aggiungono davvero poco alla narrazione e alla costruzione delle dinamiche in famiglia, eclissando la presenza delle sorelle e di altre figure importanti nella vita dei Marx a semplici comprimari.

La bravura di Romola Garai e l’esperienza di Susanna Nicchiarelli riescono comunque a offrire un film che va oltre gli schermi dei tradizionali progetti biografici e stimola istintivamente riflessioni sul modo in cui è possibile confrontarsi con padri che diventano icone e modelli e amori che fanno emergere le proprie fragilità, cercando – e forse mai trovando realmente – un modo per essere realmente liberi nella propria esistenza.