Gravity rientra in quella categorie di pellicole che su BadTaste sono delle vere e proprie sorvegliate speciali.

Della pellicola di Alfonso Cuaròn abbiamo seguito ogni fase di pre-produzione e produzione, consci del fatto che, data la caratura del regista e l'ambiziosità del progetto, sarebbe stato un film destinato a far discutere.

La posta in gioco era elevata, per tutti i player coinvolti. Per il filmmaker messicano e la sua Esperanto Filmoj è chiaro, ma anche per le altre compagnie coinvolte finanziariamente: la Warner Bros. e la fidata partner Heyday Films. Studio che, con la major citata, ha portato al cinema una saga, quella di Harry Potter che forse potrebbe esservi capitato di aver sentito nominare.

Trasformare in un trionfo critico e commerciale questo science fiction thriller claustrofobico, capace di tenere sul chi vive lo spettatore per tutti i suoi 90 minuti di durata non era una missione alla portata di tutti. Con ogni distinguo del caso, solo Steven Spielberg con il suo Duel era riuscito a veicolare un così elevato numero di emozioni condensate in un'ora e mezzo di girato racchiuse in uno spazio fisico ben definito elevato a allegoria esistenziale.

Il deserto per il David Mann di Duel, lo spazio per la Ryan Stone e il Matt Kowalski di Cuaròn.

Inevitabile dunque, in attesa di scoprire le performance dell'opera alla prossima Notte degli Oscar, tributare alla release home video del film uno spazio adeguato, articolato sia nella video recensione che abbiamo già avuto modo di pubblicare nel week end (e che per comodità riposizioniamo anche in calce alla pagina che state leggendo), che in questo apposito commento dedicato esclusivamente alla versione stereoscopica del lungometraggio.

 

 

Gravity giunge nelle nostre mani in una confezione amaray contenuta all'interno di una sovracopertina cartonata e, dentro il case, possiamo trovare tanto il Blu-Ray 2D quanto quello 3D, con aggiunta di cedolino per la copia digitale.

Non avendo avuto modo di visionare il film in sala – mea culpa – non posso effettuare un raffronto diretto, come avvenuto in altri casi, fra la resa sul grande schermo e quella sul pannello televisivo. Terminata questa doverosa specificazione, parto subito affermando che acquistando la combo pack 3D dell'opera di Cuaròn vi ritroverete a possedere non solo una delle pellicole più apprezzate della stagione e degli ultimi anni, ma anche una vera e propria tech-demo per il vostro impianto di home cinema. Anche i più scettici circa l'impiego di questo strumento cinematografico non potranno negare che la gestione dello spazio, della messa in scena operata da Cuaròn – non dobbiamo dimenticare che si tratta di ambienti fittizi creati digitalmente grazie alla sapienza degli artisti della Framestore – vanno ad aggiungere una dimensione emotiva e spettacolare supplementare. Cuaròn ha sempre amato le sperimentazioni visive atte a tratteggiare sul grande schermo un contesto drammatico ben preciso – basterebbe citare lo spericolato piano sequenza dei Figli degli Uomini ambientato all'interno di una Fiat Multipla (trovate qua la scena citata e qua il making of). Il retroscena analogico di quel permeante passaggio di Children of Men viene ampliato all'ennesima potenza grazie alle fantasmagorie digitali di Gravity. Il transfer del Blu-Ray del film è semplicemente privo di difetti, artefatti digitali o défaillance di sorta e si candida già a testa di serie dell'offerta home video di questo 2014 appena partito.