E' come ripercorrere un sentiero già battuto in precedenza, di cui si conosce ogni più piccola asperità.

Ancora una volta, parlare dell'edizione home video di Lo Hobbit, e questa volta in ovvia relazione a La Desolazione di Smaug, significa dover intabulare un'analisi “schizofrenica” capace di tener conto di svariati fattori. L'offerta tecnica del Blu-Ray proposto da Warner Home Video, il comparto extra e, aspetto forse più importante, le necessità delle varie fasce di pubblico.

Come forse già saprete, il secondo tassello della nuova Trilogia tolkeniana diretta da Peter Jackson, è disponibile già dal 27 marzo nei principali market-place digitali: iTunes, Google Play, PlayStation, Xbox, Cubovision e Chili. Dalla scorsa settimana il kolossal fantasy è arrivato anche su supporto fisico. Tre le edizioni attualmente acquistabili: Dvd, Blu-Ray 2D + Copia Digitale, e Blu-Ray 2D + Blu-Ray 3D e Copia Digitale.

 

 

La copia gentilmente fornita dalla Warner Bros. per la recensione è proprio quest'ultima. Il case Amaray è “ben nutrito”: due dischi per il film 3D, uno per la versione 2D. Nella confezione sono presenti anche due cedolini. Uno è una pubblicità di LEGO Lo Hobbit che regala un codice per usare Sauron come personaggio giocabile (il villain è riscattabile su tutte le piattaforme Sony, Microsoft e su Pc, ma non sulle console Nintendo), l'altro permette di scaricare tramite Flixter la copia digitale del lungometraggio.

Passando al versante tecnico del disco, la scena a base di mandibola cadute a terra con pesantezza già avvenuta lo scorso anno con Un Viaggio Inaspettato si è ripetuta con rigore svizzero. Puntualizzo per completezza d'informazione che avevo visto Smaug al cinema in un normalissimo 3D e non nel fantasmagorico 3D HFR quindi qualsiasi paragone con la stereoscopia cinematografica è riferito all'abituale Real3D.

Terminata questa doverosa premessa, posso tranquillamente affermare che, dopo Gravity, la Warner Bros. fa di nuovo centro, come in quella scena di Ribelle – The Brave in cui la freccia scoccata da Merida va a spaccare a metà quella già posizionata sul paglione. Il pannello della tv pare scomparire grazie alla precisione e perfezione del transfer video di Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug. Normalmente, in presenza di un ottimo 3D, viene quasi naturale impiegare l'analogia della finestra. Potremmo farlo anche questa volta specificando che si tratterebbe di una finestra coi vetri spalancati: la sensazione che ho avuto, forse con intensità anche maggiore del Blu-Ray del primo capitolo, è stata quella di osservare dentro un'apertura di 47 pollici posta sulla parete del salotto grazie alla quale potevo curiosare nella Terra di Mezzo, nei suoi affascinanti, quanto pericolosi, paesaggi. Tutto è estremamente palpabile, solido, una dimostrazione di cosa significhi la stereoscopia quando un filmmaker decide di utilizzarla come strumento necessario alla narrazione e alla costruzione di un mondo e non come un semplice orpello voluto da una major per spillare qualche dollaro o euro in più dalle tasche degli spettatori. Pensare di abbandonare la fruizione 3D della saga dello Hobbit è, per il sottoscritto, un atto abbastanza inconcepibile.

Artefatti digitali? No, grazie. Anche se la fotografia del film tende ad essere più scura rispetto a quella di Un Viaggio Inaspettato, come diretta conseguenza delle location più dark che Bilbo, i nani e Gandalf attraversano nel corso della storia, il livello di dettaglio, di ricchezza dei particolari è stupefacente. Smaug, soprattutto, tende ad essere più vivo e credibile che mai. Gli unici problemi che abbiamo riscontrato sono più una conseguenza dell'alta definizione in sé che del transfer: nella scena della fuga coi barili, le riproduzioni digitali degli orchi tendono a essere un po' troppo staccate dal fondale e anche nel finale con la statua d'oro fuso la presenza del computer è troppo marcata.

Sempre nella rocambolesca scena fluviale è presente, come in sala del resto, quello stacco netto nella qualità video avvertibile in tre inquadrature POV (Point of View) dall'interno di un barile. La definizione pare inferiore, come se fosse stata impiegata una macchina da presa consumer GoPro. In realtà anche in questo caso Peter Jackson and co. hanno adoperato delle RED Epic posizionate all'interno di una scatola impermeabile. Il look “GoPro” dipende dal fatto che il regista ha deciso di non ritoccare in post-produzione quanto ottenuto.

Passando al comparto audio, i più esigenti non potranno sorvolare sul fatto che, ancora una volta, la differenza qualitativa fra la traccia inglese in DTS-HD Master Audio 7.1 e quella in Dolby Digital 5.1 è abissale è avvertibile chiaramente anche da orecchie poco avvezze a paragoni. Se avete dimestichezza con la lingua di Albione non possiamo fare altro che suggerire la visione del film in originale e gustare così un audio capace di soddisfare ogni parametro di giudizio: dinamismo, profondità, direzionalità del surround, chiarezza dei dialoghi e potenza della colonna sonora. Nello sfruttamento dei bassi, l'elemento che trae maggior beneficio è sicuramente la voce cavernosa e roboante dello Smaug di Benedict Cumberbatch.

I contenuti speciali ammontano a circa un'ora e mezzo di durata, ma per i “puristi” non si tratta di nulla di particolarmente sconvolgente o inedito. L'appuntamento è dunque rimandato alla Versione Estesa in arrivo dopo l'estate.

Ecco la lista dei contributi:

  • Peter Jackson ti invita sul set: In compagnia di Lo Hobbit e Tutto in un giorno di lavoro

  • Video Musicale I See Fire

  • Evento dal vivo: nella sala di montaggio

  • Video della produzione (4 video)

  • Trailer vari: Trailer 1, Trailer 2, Trailer della versione estesa di Un Viaggio Inaspettato, trailer del videogame LEGO Lo Hobbit, trailer del videogame The Hobbit: Kingdoms of Middle-Earth

UPDATE: un nostro lettore fa notare attraverso Facebook alcune problematiche con i sottotitoli che già affliggevano anche il primo disco: "ma vi sembra normale che in questo Blu Ray si vedano i sottotitoli in inglese dietro a quelli italiani? Che quelli in inglese siano fissi e non deselezionabili in nessun modo? Questo succedeva anche per il prequel. Poi appena iniziato il film, leggere "puledro impazzito" anziché "puledro impennato" fa venir voglia di usare il disco come frisbee".

 

Conclusioni

Come lo scorso anno non c'è assolutamente nulla da eccepire circa il comparto tecnico di Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug. L'unica nota dolente può essere la palpabile differenza fra la traccia audio inglese e quella italiana, ma per il resto si tratta di un prodotto ineccepibile e del miglior 3D domestico visto in questo primo quarto del 2014. Curiosamente poi, il primo posto di questo ideale podio è condiviso con un altro titolo Warner, ovvero sia Gravity.

Se siete interessati alla “sola”versione cinematografica del kolossal fantasy di Peter Jackson si tratta di un acquisto obbligato.

Se siete in attesa della versione estesa significa che siete dei fan “hardcore” del franchise che sanno già quello che vogliono dalla Warner Home Video.

Ma probabilmente la vostra voglia di tornare nella Terra di Mezzo sarà talmente alta che, vuoi per completezza della collezione, vuoi per la difficoltà del dover gestire l'attesa, anche questa edizione troverà un angolino in mezzo ai vostri Blu-Ray.

Così, a mo' di aperitivo per l'extended…