Che sia una sorpresa vedere un film tratto da un fumetto dell’universo DC condotto con tono spensierato lo precisa già il materiale fornito alla stampa che recita: “Il film, seppur sempre ambientato nell’universo DC, sorprende con un proprio tratto distintivo nell’ironia”, insomma a detta degli stessi produttori quella di Shazam! è una origin story leggera e ironica in un universo cinematografico in cui fino ad ora queste non avevano trovato posto. Com’era possibile intuire già dai trailer è il tentativo di ribaltare l’idea che nel mondo di Batman, Superman, Wonder Woman e Aquaman tutto sia serio (e già Aquaman aveva dato un buon colpo in questa direzione) e iniettare anche del divertimento grossolano.

Shazam! si concentra molto sulla formazione del protagonista, il rito di passaggio da bambino a uomoPer arrivare a quest’obiettivo David Sandberg dismette i panni da regista horror (non senza un po’ di nostalgia, in una scena si intravede su uno scaffale una bambola Annabelle) e si cala completamente nel teen movie, anzi nel kids movie. Shazam! abbassa notevolmente l’età media potenziale del pubblico e per un film con protagonisti dei ragazzi imbastisce una trama molto semplice, priva di tutta la precisione e la complessità più adulta che gli altri film cercano, meno maniacale nella coerenza dei poteri, le intenzioni dei personaggi, le tempistiche o la logistica delle scene. Così, senza stare a inventarsi troppo, il villain sarà il doppio speculare del protagonista, il classico bambino frustrato che proprio perché gli è mancata l’approvazione sociale e famigliare utilizza male i grandi poteri (o meglio li usa senza troppa responsabilità ma non è il caso di dirlo in questo universo di fumetti).

Ottemperando a tutti i grandi classici del genere origin story, Shazam! si concentra molto sulla formazione del protagonista, il rito di passaggio da bambino a uomo (tramite ovviamente l’assunzione di responsabilità e la scoperta di una famiglia). In questo senso la buona notizia è che questi luoghi comuni non li gestisce per niente male, con la consapevolezza della loro notorietà e ammortizzandone l’urto tramite la commedia (è molto funzionale la recitazione di Zachary Levi ma non così tanto da essere il vero motore del film). La cattiva notizia è che troppo spesso la commedia esagera, prende la mano agli autori e un po’ schiaccia l’andamento del film. Quante volte possiamo vedere il protagonista bullarsi dei poteri prima di stufarci?

Tutto questo non leva che Shazam! rimanga una perfetta porta d’ingresso al mondo dei cinefumetti per chi non ne è esperto. Fosse arrivato nei cinema 20 anni fa sarebbe stato semplicemente perfetto, invece oggi, in un momento in cui anche i reboot riflettono su come rimettere in scena una origin story senza ripetersi, è “solamente” un buon film.