C’è una grandissima tara in The Tale, una che evidentemente doveva essere un punto a favore nella testa di chi ha approvato il progetto di questo film: a scrivere e dirigere è la stessa protagonista. Jennifer Fox, produttrice e regista di documentari, in questo film HBO distribuito in Italia da Sky racconta non solo cosa le sia accaduta da bambina, ma anche il lungo e faticoso processo tramite il quale tutto ciò le è tornato in mente e ha indagato.

Per questo la prima parte di The Tale è la più interessante. Avanti e indietro tra un presente fatto di rievocazioni, racconti e foto e un passato messo in scena con altri attori, il film presenta diverse ricostruzioni, alcune ingannevoli, altre che si rivelano false e poi quella vera, per mostrare come il tempo avesse modificato i ricordi della protagonista e come a fatica questa stia comprendendo ed elaborando per la prima volta quegli eventi. Ed è anche ottima l’idea che nel raccontare una storia di abusi HBO, ottemperando a ciò che l’ha resa famosa, non abbia posto problemi ai toni duri e aspri.

Il problema semmai è il quoziente di naturale autoindulgenza che Jennifer Fox mostra verso se stessa nel raccontare la propria storia. Apologetica e determinata a raccontare con lo scopo di fare i conti con il passato, la regista e sceneggiatrice è senza dubbio una vittima ma indugia tantissimo in questo, per quanto sia molto chiaro e rispettabile. Grida il suo statuto e nel farlo sminuisce l’onestà del racconto senza avere un po’ di furibondo furore che possa compensare. I due mostri che le si oppongono non sono nemmeno troppo tali, sembrano mostrare un po’ di complessità ma il film l’affoga per essere certo che l’attenzione sia sullo stato di vittima.

Il risultato è un film che ha il mood e l’andamento poco raffinati dei film tv di una volta (quando non erano di certo prodotti prestigiosi). Semmai quel che stupisce e che dimostra come i tempi siano invece cambiati è l’impegno portato da Laura Dern nel ruolo protagonista. Lei che non è più una protagonista per il cinema ma lo può essere nelle storie televisive (più varie, complicate e adulte), evidentemente ci crede e anima tantissimo ogni scena che la prevede. Purtroppo però non basta.

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