I tre registi Alessandro Antonaci, Stefano Mandalà e Daniel Lascar portano sullo schermo una storia un po’ in stile The Ring, ma maggiormente legata alla società contemporanea, con l’horror You Die. Scarichi l’app, poi muori.
Come suggerisce il titolo, al centro degli eventi c’è un’applicazione che, se installata sul proprio smartphone, dà il via a un countdown mortale che separa il proprietario del cellulare dalla morte. Asia (Erica Landolfi), una studentessa con la passione per il cinema horror e un amore inconfessato per il suo migliore amico, si trova sul telefono l’app sconosciuta che sembra impossibile da disinstallare e fa apparire, come nei giochi che sfruttano la realtà aumentata, delle presenze sovrannaturali non visibili a occhio nudo. La giovane scoprirà però ben presto che You Die è in grado di aprire un varco sul mondo dei morti e, mentre i suoi amici faticano a crederle, si ritrova a scivolare in un tunnel di ansia, paranoia e terrore dalle drammatiche conseguenze.

L’originale espediente dell’app, costruita visivamente con un design piuttosto accattivante, viene sfruttata per percorrere delle strade narrative già viste più volte declinate in altro modo, da appunto The Ring al recente Truth or Dare. In questo caso la “propagazione” dell’app fa emergere il lato più oscuro delle vittime della situazione, mettendole di fronte a una scelta quasi obbligata per sopravvivere che le fa diventare a loro volta carnefici. La tematica viene sviluppata prevalentemente tramite il contrasto tra Asia, interpretata con una certa naturalezza da Erica Landolfi, e la compagna del fratello della protagonista, ruolo affidato all’attrice Micol Damilano, che rappresenta con la sua professione e personalità una presunta razionalità quasi in opposizione con l’emotività della studentessa. La recitazione piuttosto approssimativa nei momenti più drammatici o nei potenziali sviluppi sentimentali, viene comunque messa in secondo piano dall’atmosfera tesa, costruita anche grazie a un lato di Torino vicino all’aspetto delle metropoli internazionali, e ai momenti di inquietudine causati dalla presenza dei “morti”.

Il countdown che separa Asia dall’andare incontro al suo destino in più passaggi è caratterizzato da alcune ripetizioni che conducono a un epilogo della storia orientato verso il significato metaforico della scelta presa dalla ragazza dal buon impatto emotivo.

I limiti di You Die legati al budget e all’inesperienza degli autori sono comunque evidenti e ancorano il risultato finale del film a un’opera interessante che fa da vetrina a tre filmmaker dal buon potenziale in vista dei progetti futuri.

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