Mariano Cohn e Gaston Duprat, la coppia dietro a Il Cittadino Illustre (e ancora prima al bellissimo El Artista), sono tornati anche se separati, ora uno dirige e l’altro produce, con un film al tempo stesso più facile e più difficile del precedente. Più facile perché l’argomento è più abusato (il rapporto tra un gallerista e un artista raccontato con molta sfiducia verso l’arte moderna) ma anche più difficile perché le ironie sull’arte e il suo mercato sono all’ordine del giorno, spesso populiste, di certo anti-elitariste. Invece loro due, che già col precedente film avevano dimostrato di avere un fantastico approccio al racconto della produzione artistica, trovano sempre il tono giusto e il distacco perfetto.

La dialettica tra chi dell’arte fa commercio e chi invece la crea e cerca un’integrità è un castello demolito con calma. Il pittore Renzo Nervi è in declino, ha avuto un grande periodo ma ora vale poco, per questo l’amico gallerista gli procura un incarico importante che lui ha fatica a portare a termine per motivi etici. Ma qui siamo solo a metà film. Quel che accadrà è una serie di colpi di scena in un gioco al ribasso sul mondo del commercio artistico, ma al rialzo sul piano dell’amicizia.

Non è certo un film all’altezza del precedente, non ha quella sofisticazione di racconto e quella sottigliezza nel mostrare il dissidio di una persona in cerca di legittimazione personale. Qua la legittimazione dell’artista è uno spunto perso ben presto a favore dell’intreccio e dei colpi di scena, che tuttavia non sono così devastanti come vorrebbero. Rimane l’umorismo, che al di là di quanto funzioni (e funziona!), è così raffinato che in sé riesce ad affermare più del film stesso.

È questa la potenza dei film di Duprat (e Cohn), la capacità di usare la risata per raccontare la condizione umana. A prescindere dalla riuscita della storia, a prescindere da chi è coinvolto e cosa si racconta, ciò di cui si ride, come si ride e con quale cinismo è ciò tramite cui raccontano la piccola e grottesca tragedia dell’essere umani nonostante tutto.

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