Ciro D’Emilio debutta alla regia di un lungometraggio con Un giorno all’improvviso, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, che può contare sulla talentuosa Anna Foglietta per proporre una storia di speranza e crescita personale.

Il diciassettenne Antonio (Giampiero De Concilio) sogna di giocare in una squadra di calcio importante e lasciare la città di provincia in cui è cresciuto. A complicare la sua situazione c’è però la madre Miriam (Anna Foglietta) che non ha ancora superato l’abbandono da parte del marito e ha molti problemi personali. Il ragazzo è così cresciuto in fretta, provando quotidianamente a difendere la donna e a non rischiare che gli assistenti sociali intervengano nella loro vita. L’entrata in scena del talent scout del Parma, Michele Astarita (Massimo De Matteo), apre la porta alla speranza di una vita migliore e a un nuovo inizio, nonostante questo significhi dire addio ad amicizie e al possibile amore di Sara (Alessia Quarantino).

Il lungometraggio trova un approccio personale a situazioni e storie già proposte sul piccolo e grande schermo innumerevoli volte, usando nel modo più efficace la bravura della Foglietta nel dare vita a una donna che alterna fragilità e dolcezza nel suo tentare di mantenere un ruolo materno e di guida, pur dovendo fare i conti con i propri demoni personali. Il giovane De Concilio, nonostante l’evidente inesperienza, sostiene bene il peso di un ruolo sospeso tra l’adolescenza e l’età adulta, tra scoppi di rabbia e frustrazione a momenti più maturi e riflessivi. L’attore trova il giusto feeling anche con De Matteo, figura maschile che assume quasi i contorni di una presenza paterna di cui Antonio sembra invano andare alla ricerca.

La sceneggiatura di Cosimo Calamini e Ciro D’Emilio fatica però un po’ nella seconda metà del lungometraggio nell’unire i vari tasselli che compongono la vita del protagonista, costruendo in modo piuttosto approssimativo i rapporti con i coetanei, preferendo concentrarsi sui problemi che rendono la sua quotidianità diversa da quella degli altri teenager.
Il film soffre così più del previsto nel far evolvere la storia, perdendosi un po’ nel passaggio tra le giornate trascorse insieme al talent scout e il ritorno nella cittadina campana in cui vive Antonio, dimenticando poi l’importanza di personaggi secondari come i compagni di squadra e Sara, presenza che appare quasi imposta per non escludere dalla narrazione la sfera sentimentale del ragazzo.

Un giorno all’improvviso, grazie anche all’ambientazione interessante e ricca di sfumature, rappresenta un buon esordio dietro la macchina da presa e, seppur non privo di punti deboli e passaggi poco convincenti nello script, riesce a mantenere alta la tensione emotiva fino a un finale forse prevedibile, ma ugualmente efficace.

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