La produzione del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo al cinema ha avuto un periodo d’oro di circa 10 anni (ad essere generosi) dal campione di incassi Tre uomini e una gamba a, circa, la riproposizione su grande schermo dello spettacolo teatrale Anplagghed al cinema. La natura comica del trio prende le mosse dal mondo del palcoscenico (oggi Giacomo Poretti gestisce una stagione teatrale a Milano) e dagli spettacoli di cabaret. Questa natura a sketch ha sempre portato a grandi lacune nella compattezza filmica, ma una notevole propensione al meme e alla creazione di momenti iconici.

In occasione dell’arrivo su Disney+ di tre loro film abbiamo provato a elencare di seguito nove scene che hanno contribuito al successo cinematografico di Aldo, Giovanni e Giacomo. Alcune tra le più memorabili, memetiche e divertenti.

Italia-Marocco

Aldo Giovanni e Giacomo rifanno la celebre scena di Marrakech express. Una partita di pallone in spiaggia, il premio un oggetto di apparente poco significato. È il momento di Tre uomini e una gamba dove le storie individuali convergono. La scena è entrata nella storia del trio grazie anche all’accompagnamento musicale di Vinicio Capossela. Il colpo di testa di Aldo che si lancia a sorpresa dalla sabbia, il ritorno della grande Inter, la chiusa del siparietto. Tutto è esilarante e indimenticabile. A fine partita si ripercorrono i ricordi trionfali anche se il Marocco, che è forte fisicamente, si è infilato in contropiede.

V-a-ff-nculo

La scena che tutti, prima o poi, abbiamo portato nel cuore. La chiamata che tutti abbiamo imitato. Uno sfogo catartico ed esilarante. Citata e citabilissima ovunque, la scena spiazza per il suo nonsense, ma è travolgente. “Vi a effe effe nculoo” sarà il punto comico più alto di Aldo Baglio nel film Tre uomini e una gamba, e forse anche nei seguenti. Un crescendo perfetto. 

L’inganno della Cadrega

Meno celebre dei due esempi precedenti, ma molto significativa per lo stile del trio. La scena della Cadrega nasce dal territorio in cui si sono formati i comici: Milano e la Pianura Padana. Uno sketch teatrale che fa la parodia di quelle produzioni locali di teatro dialettale di grande successo. C’è tutto il meglio di Aldo, Giovanni e Giacomo: il Conte Dracula di Aldo è indimenticabile, così come è irresistibile la costruzione della gag sul linguaggio e sulle usanze del territorio.

La storia del leone e della gazzella

Un classico, sia a teatro che al cinema. Uno dei siparietti più originali e citati. Uno sberleffo a tutte quelle massime di vita, quelle perle di saggezza che vengono proposte con orgoglio dagli amici, che quando raccontate una seconda volta perdono la loro efficacia.

Le prove del Cyrano

La dimostrazione di come Aldo Giovanni e Giacomo fossero in grado di alternare più registri in un’unica scena. Si passa dal comico al drammatico in perfetta armonia. La scena delle prove del Cyrano di Chiedimi se sono felice ha in sé il tono dolceamaro che caratterizza i loro film più riusciti. Forse perché li riporta e si svolge nel luogo dove si trovano più a loro agio: il teatro.

L’importanza di Marco Ferradini in amore

Ci sono canzoni che tutti devono sapere. Una di questi è Teorema di Marco Ferradini. La scena funziona anche grazie al contesto (il supermercato) e con le interazioni con le comparse. La risata viene proprio dalla signora che osserva alle spalle. Cult assoluto anche lo scambio sulle lire nel carrello e il capitale immobilizzato. “Pem”!

L’arte moderna

All’inizio della crisi creativa del trio venne portato sul grande schermo uno dei loro spettacoli teatrali di maggior successo. Il segmento della galleria d’arte resta un momento in cui la sinergia dei tre è pressoché totale. L’intera gag è giocata sullo spaesamento della persona comune di fronte alle gallerie di arte moderna. Certamente non è voluto, ma la battuta dell’estintore è stata citata anche alla fine del primo trailer di Wonder Woman 1984.

La dottoressa Gastani Frinzi

Un momento brillante all’interno di un film decisamente poco riuscito come Il Cosmo sul comò. Il personaggio della dottoressa Gastani Frinzi, che fa il paio con la scena della dottoressa Magnaghi Ciurli, è una maschera comica perfetta. Angela Finocchiaro ha ottimi tempi comici e il lavoro fatto sull’intonazione e sulle micro espressione non può che creare uno specchio deformante di tante autorevoli personalità che chiunque ha incontrato nella vita. Lo scoppio dopo l’ebollizione è affidato questa volta a Giacomo, non più ad Aldo, oppresso umiliato per tutto il cortometraggio. E per questo ancora più soddisfacente.

Brian-Eno (dopo Tre uomini e una gamba)

Nella periodo della vecchiaia il trio sta riproponendo variazioni dei successi della loro carriera. Un po’in chiave nostalgica, un po’ per riproporre i tormentoni di un tempo a una nuova generazione. A volte con pesanti insuccessi (Fuga da Reuma Park), a volte, come nel caso di Odio l’estate, con piacevoli risultati. In questo caso il riferimento è a Tre uomini e una gamba, quando guardando da un’altura i due amici credevano che Giacomo avesse compiuto “l’insano gesto”. Il soggetto della scena in questa versione moderna è però un cane “Brianino”, chiaro riferimento al musicista Brian Eno. In un momento così delicato nella carriera di Aldo, Giovanni e Giacomo questa scena ci fa intravvedere un po’ dei bei tempi andati.

Cosa ne pensate della nostra selezione? Abbiamo volutamente omesso la decima scena più significativa per lasciare lo spazio a voi. Fateci sapere nei commenti qual è la vostra scena preferita tratta dalla produzione cinematografica di Aldo, Giovanni e Giacomo.