Nel raccontare Brutti e Cattivi (videorecensione), in arrivo nelle sale il 19 ottobre, abbiamo avuto modo di spiegare come sia un film che fa un lavoro molto diverso rispetto alla media del cinema italiano su costumi, trucco, ambienti, scenografia e sulla coerenza generale che esiste tra i vari elementi. Non stupisce allora scoprire il gran lavoro che Cosimo Gomez, il regista, ha fatto sui concept e lo storyboard, cioè sulla prefigurazione di tutto il film.

Lo stesso regista ci ha scritto alcune righe che introducono e spiegano i concept che trovate in questa pagina:

Prima ancora dello storyboard, ho realizzato una serie di bozzetti allo scopo di rappresentare, nel modo più dettagliato possibile, i personaggi principali e alcune scene chiave del film.
Questo lavoro si è rivelato utilissimo in quella prima terribile fase legata ai finanziamenti dove la sceneggiatura, accompagnata dai disegni, dalle foto delle location e da parecchie reference fotografiche mi ha permesso di mostrare ai produttori il tipo di lavoro che avrei fatto e lo stile che il film avrebbe potuto avere.

Brutti e Cattivi è la storia di una rapina e di tutti quelli che sono coinvolti, umanità al margine di tutto, storpi, fattoni, mafiosi, immigrati, preti che non credono in niente, freaks brutti fuori tanto quanto dentro. Ognuno vuole fregare gli altri e il film è costruito ad incastri per mostrare la storia da diversi punti di vista, scoprendo ogni volta i piani di ognuno.

Dunque non solo la trama è interessante, ma la possibilità di costruire un mondo a livello di queste promesse era probabilmente fondamentale nel presentare il progetto ai produttori.

Ma non solo:

Successivamente queste tavole sono servite per mostrare agli attori l’outfit dei loro personaggi e, in certi casi, per provare a convincerli che avevo le idee molto chiare. Cosa, ahimè, tutt’altro che vera.

Già Terry Gilliam spiegava molto bene come nel lavoro del regista la cosa più importante sia essere capaci di parlare con tutti i reparti. Essere capaci di spiegare con grande chiarezza la propria visione e cosa ognuno dovrebbe fare, solo così si riesce ad animare un film coerente e compatto in ogni comparto.

Credo che i disegni, essendo immagini bidimensionali e quindi molto vicine a ciò che si vede quando si guarda un film, unite alla sceneggiatura, siano il veicolo migliore per comunicare le idee di un progetto. Molto meglio, direi, di mille spiegazioni.

Potete vedere i concept qui sotto: