Sono già passati 15 anni dall’uscita al cinema di Le Cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio, uno dei progetti di punta della Walt Disney Pictures, nato sulla scia di un rinnovato interesse per il fantasy (grazie anche al successo del Signore degli Anelli al cinema) e che avrebbe dovuto vedere un rilancio della saga ad opera di Netflix. All’annuncio, fatto nel 2018, di trasporre l’opera di C.S Lewis è seguito però un lungo periodo di silenzio che continua tutt’ora. Cogliamo l’occasione però per fare un viaggio nel passato e seguire il collezionista Dan Lanigan tra gli “Oggetti di Scena” che hanno fatto la storia del cinema. Nel sesto episodio della serie di documentari sulle prop più celebri della storia del cinema i protagonisti sono proprio gli oggetti di scena del primo film delle Cronache di Narnia.

Ecco di seguito le migliori curiosità che abbiamo scoperto sul film Le Cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio diretto da Andrew Adamson.

Due spade, ma una è senza punta

Nella puntata viene intervistato Richard Taylor, fondatore e direttore creativo di Weta Workshop, gli viene mostrata una spada usata sul set del film e sottoposto un mistero da risolvere: la punta di una delle due è infatti sparita. Tony Swatton, spadaio che ha lavorato a film come Pirati dei Caraibi e L’ultimo samurai, aveva prodotto una copia identica della spada. Il modello privo di punta era stato tagliato sul set e veniva alternato a quello con la punta per dare l’impressione che la spada trafiggesse la vittima. Un gioco di inquadrature e di illusioni. Per far riflettere dal “ferro” della spada la luce sul set è stato usato un particolare tipo di alluminio aeronautico molto flessibile e lucido.

Aslan viene dal Tibet

Nella trasposizione live action del Re Leone tutti gli animali, compresi i leoni, sono stati ricreati a computer. All’epoca di Le Cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio le cose erano decisamente diverse. Per fare interagire al meglio il personaggio di finzione con gli attori occorreva avere sul set una riproduzione concreta delle creature.

Beth Hathaway dei KNB Studios, si occupa del controllo qualità dei trucchi e degli oggetti e ha mostrato a Dan Lanigan la riproduzione della testa di Aslan. La prop è stata usata sul finale, quando Lucy e Susan vegliano il suo corpo senza conoscenza. Le ciglia sono state inserite una ad una nella struttura che compone il cranio, di seguito sono state inserite con ago e filo fibre di diversi colori che andassero a creare le sfumature del muso. Il processo con cui è stato realizzato si chiama floccatura elettrostatica e usa la colla e l’elettricità statica per attaccare le fibre. Il pelo di Aslan, al contrario di quanto si possa pensare, non è di leone ma deriva dal bue tibetano.

il leone la strega e larmadio oggetti di scena 3

Gli eroi sono meccanici

Nel film abbondano creature fantastiche e mitologiche. Qualcuna è stata riprodotta in CGI, altre, soprattutto chi ricopriva un ruolo di maggiore importanza rispetto a una comparsa, avevano un apposito costume. I minotauri buoni erano dotati di un costume meccanico. I cattivi invece non avevano automazioni all’interno. Dal momento che molti eroi avevano almeno una battuta nel film la struttura della maschera era dotata di un sistema (anche piuttosto rumoroso) per muovere occhi e bocca. C’era però un problema: i costumi meccanici ricoperti di pelliccia generavano molto calore al loro interno. Gli stunt aspettavano quindi pochi secondi prima del via delle riprese per indossare la “testa” e gettarsi nell’azione. Potevano rimanere nel costume solo per il tempo di un’inquadratura.

Un armadio tra due mondi

L’armadio è stato uno dei primi oggetti creati per il film. Sull’anta sono scolpite immagini chiave per la mitologia del film. Per il regista Andrew Adamson era importante che il passaggio da un mondo all’altro avvenisse in un’unica inquadratura. Per questo motivo ha fatto costruire dall’altra parte del set un paesaggio innevato. Georgie Henley, che interpreta Lucy, era stata fatta entrare dall’altra parte del set bendata. La sua reazione mostrata nel film nell’inquadratura in cui si gira e vede il paesaggio innevato, è quindi spontanea e di autentico stupore.

Una vendetta contro il regista

Nella scena in cui Mr Tumnus viene congelato dalla strega, Georgie Henley era entrata così tanto nei panni di Lucy che rimase sconvolta dal drammatico colpo di scena. Tanto che, per molti minuti dopo la fine delle riprese, non rivolse la parola al regista. Data la sua giovane età era probabile che si fosse suggestionata e che lo vedesse come il colpevole per la sorte del fauno.

leone strega e armadio oggetti di scena slide

Intagli di scena

La Weta Workshop che ha lavorato agli oggetti del film ha prestato molta attenzione ai dettagli. Tutte le armi dei tre protagonisti hanno infatti simboli e figure intagliate all’interno. In particolare la costumista aveva attribuito a Susan il simbolo del narciso giallo. Per questo motivo sulle cinghie del costume indossato dall’attrice Anna Popplewell vi erano intagliati i narcisi. Sono presenti anche sul bordo della faretra e sulla corona. Dettagli così piccoli che non sempre sono stati catturati dalla cinepresa.

Foreshadowing dai costumi

Con l’uso del foreshadowing si intendono tutti gli elementi interni al racconto che anticipano e prefigurano ciò che arriverà più in là nella storia. Il costume “da civile” di Peter è ricco di dettagli. Il maglione che indossa a inizio film è infatti fintamente rattoppato, per restituire l’effetto di usato e di un vestito ereditato dai ragazzi. Ma non è tutto: le decorazioni dell’abito hanno la forma dei fiocchi di neve… un’anticipazione di quello che, pochi minuti di film dopo che lo vediamo indossato sarebbe capitato ai protagonisti: l’arrivo nella ghiacciata Narnia.

Cosa ne pensate degli aneddoti sugli oggetti di Le Cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio? Potete dire la vostra nello spazio dei commenti!

Oggetti di Scena è disponibile su Disney+ dal 1 Maggio 2020