Emily Dickinson è una poetessa statunitense considerata tra i maggiori lirici moderni, ma ora grazie alla serie Apple TV+ con Hailee Steinfeld basata sulla sua vita, il suo nome verrà anche associato al Peabody Award. La serie creata da Alena Smith e prodotta a livello esecutivo da David Gordon Green è stata premiata con il prestigioso premio all’inizio di giugno tra un gruppo di titoli d’élite.

“Sapete, stranamente mi è sembrato tutto molto naturale”, ha confessato Steinfeld durante l’evento virtuale Contenders Television di Deadline rispetto ai vari elementi presenti nella serie. “Non ricordo se mi sembrava che stessimo facendo una serie di un genere particolare mentre la stavamo girando.”

“La cosa incredibile di questa artista è che diceva ciò che pensava su qualsiasi argomento, ed erano argomenti oscuri, spaventosi, confusi, frustranti, divertenti e spiritosi”, ha spiegato la Steinfeld a proposito del processo creativo che ha portato alla realizzazione della serie.

“Questa serie è lei nella sua essenza, nella sua immaginazione e nell’interpretazione del suo lavoro da parte di Alena”, ha detto Steinfeld.

Dickinson mostra gli ostacoli che la scrittrice dovette affrontare mentre alimentava la propria immaginazione, gettando le basi per alcuni dei romanzi più amati da innumerevoli generazioni. Gli spettatori verranno trasportati nel mondo e nella società della scrittrice, esplorando i limiti che dovevano affrontare le donne e la realtà in famiglia nel 1800, il tutto attraverso la prospettiva della Dickinson.

Alena Smith ha poi sottolineato uno degli aspetti più ironici della vita della scrittrice, che è anche alla base della serie stessa (ogni episodio prende infatti ispirazione da una sua poesia): “Ciò che è realmente affascinante di Emily Dickinson è che la sua vita sia stata definita dal fatto ironico che lei abbia scritto almeno 2000 poesie, alcune delle più grandi opere mai scritte in lingua inglese… ma quasi nessuna di esse è stata realmente vista o apprezzata da qualcuno quando era in vita. Era davvero una donna in anticipo sui tempi e quello che scriveva sulle pagine era qualcosa di veramente radicale anche se all’esterno quella ribellione non era sempre visibile.”

“Ci invita a chiederci una cosa: se non poteva essere realmente compresa ai suoi tempi, possiamo capirla meglio ai nostri?” ha sottolineato la Smith.

Vi ricordiamo che Dickinson è stata rinnovata per una seconda stagione

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