Shōgun, la nuova serie in arrivo targata FX Networks, è il secondo grande adattamento televisivo del classico romanzo di James Clavell. Pubblicato per la prima volta nel 1975, il libro fu accolto positivamente dalla critica e divenne un best seller nonostante la sua lunghezza. Il successo del libro portò al primo adattamento televisivo, una miniserie di nove ore trasmessa dalla NBC nel settembre del 1980. Ora, più di quarant’anni dopo, FX Networks sta dando vita a una versione completamente nuova del romanzo.

ComicBook.com ha intervistato Michaela Clavell, figlia dell’autore del romanzo nonché produttore esecutivo della serie. Tra le varie domande, le è stato chiesto cosa pensasse suo padre della serie originale e cosa potrebbe avrebbe potuto pensare della nuova serie. Dato che James Clavell era produttore esecutivo della prima serie originale e nutriva un grande affetto. Ma nonostante questo, secondo la Clavell sono stati numerosi vantaggi nell’aver realizzato un nuovo adattamento di Shōgun. Ecco che cosa ha dichiarato:

Era molto orgoglioso del progetto realizzato alla fine degli anni Settanta, ed è proprio questa la differenza, il tempo. Abbiamo molta più tecnologia dalla nostra parte. Abbiamo un telespettatore molto più raffinato. Quindi non è necessario partire da zero perché, per dirla in maniera più chiara, alla fine degli anni Settanta molte persone non sapevano cosa fosse il sushi. Se siete familiari con il libro, noterete che anche la serie TV segue lo stesso spirito. Siamo riusciti a mantenerla attuale e fedele a ciò che lui avrebbe apprezzato, poiché rispecchia fedelmente l’intera trama del romanzo. Non abbiamo solo esplorato il romanticismo e la prospettiva dello ‘straniero in terra straniera’, come hanno sottolineato i co-creatori Justin Marks e Rachel Kondo, che è già stato trattato in precedenza, ma volevamo offrire qualcosa di nuovo. È bastato consultare il libro, leggerlo, ed ecco che tutto era lì, una prospettiva completamente diversa rispetto a quella mostrata e potenzialmente mostrabile in quel periodo storico diverso. Quindi credo che sarebbe rimasto sbalordito dalla bellezza e dalla complessità di questo Shōgun, che rimane fedele al libro.”

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