Il regista Peter Hoar, intervistato dal sito Deadline, ha condiviso qualche nuovo dettaglio del lavoro compiuto durante la realizzazione dell’episodio di The Last Of Us con protagonisti Murray Bartlett e Nick Offerman, interpreti di Frank e Bill.

Il filmmaker ha svelato che quando è stato coinvolto nel progetto di adattare il videogioco per il piccolo schermo non sapeva quale puntata avrebbe diretto:

E ho pensato, essendo un fan dei videogiochi, ‘Oh, spero di poter girare uno con le grandi scenografie, grandi esplosioni, un’invasione di infetti, cose di quel tipo’. Ma, onestamente, non lo cambierei per nulla al mondo. Questo è stato il miglior risultato.

Hoar ha infatti sottolineato che, pur essendo una serie sci-fi, la puntata non ha l’atmosfera che ci si potrebbe aspettare:

Ci sono molte parti che non ti rendi conto che sono sci-fi e penso che sia la migliore fantascienza.

Il regista conosceva bene il primo videogioco, ma non il secondo capitolo della storia:

Ho detto al mio direttore della fotografia Eben Bolter di dirmi tutto del gioco prima di giocarci, ed è una cosa stupida perché ora so cosa accade. Ma sono un enorme fan del gioco originale. Era difficile e piuttosto duro. Anche con le impostazioni semplici, ci sono molte volte in cui vieni ucciso. Ma è stato un gioco così ben ideato e scritto che tutti sapevamo che sarebbe diventato una serie o un film a un certo punto. Quindi sono stato elettrizzato nel poterne fare parte. E, come dico sempre, a un certo punto avrei fatto qualsiasi cosa. Ma sono felice di aver avuto il mio episodio.

Craig Mazin non ha dato delle indicazioni precise con lo scopo di farlo sembrare diverso, ma ha apprezzato in particolare l’uso della telecamera a mano, approccio stilistico che aveva amato durante la realizzazione della serie Chernobyl. Peter ha sottolineato:

Penso che sia qualcosa che lo abbia conquistato per la sua capacità di essere reale, per la sua vérité. Ma quella è stata realmente l’unica cosa che ci ha chiesto di fare.

Il fatto che Joel (Pedro Pascal) ed Ellie (Bella Ramsey) fossero liberi dalla distruzione e dagli orrori della zona di quarantena e di Boston ha inoltre permesso di trasmettere un’immagine “più colorata e fresca”.
Le riprese si sono svolte a Calgary, dove sono state costruite le scenografie e la casa di Bill, a cui è stato aggiunto un tetto grazie all’uso di effetti speciali.

Hoar e lo sceneggiatore, sul set, hanno poi lasciato agli attori la libertà di recitare, senza dare eccessive indicazioni:

Questi due uomini erano semplicemente divini, pieni di amore, comprensione, e avevano una chiara passione per questo script e per la storia. Molte persone hanno detto che è una grandiosa storia d’amore durante la mezza età, oltre a essere una storia d’amore tra uomini.

Il regista ha ribadito:

Certamente non ho iniziato a lavorare pensando di raccontare una storia che avrebbe fatto piangere il mondo in modo incontrollabile, ma l’ho fatto. C’è stato un appunto che ho dato a Murray. Ho detto, forse questa è la scena in cui non piangiamo. Era impossibile perché Bill era così pieno di passione e nel momento in cui proclama il suo amore per Frank, quello era il suo scopo. E Murray ha detto: ‘Non posso farlo. Guardalo, non ci riesco: è semplicemente così meraviglioso e umano. Non riesco a trattenermi’. Quindi, quell’appunto è stato ridondante! Sono lì per far provare qualcosa alle persone. E so che ci sono stati momenti in cui abbiamo preso delle scelte, come un brano musicale in particolare, che so fa provare emozioni ogni volta, On The Nature of Daylight di Max Richter. Quello è in un montaggio verso la fine. Ma sì, la risposta semplice è che può diventare troppo strappa lacrime. C’è una linearità in questa storia d’amore gay. Non è sgargiante. È genuina ed è autentica. Parliamo tutti di Nick e Murray, ma ci sono delle interpretazioni grandiose di Pedro e Bella, in particolare nella scena in cui Ellie legge una lettera di Bill. Quella è una scena semplicemente meravigliosa. Il modo in cui legge quella lettera è esilarante, ma ti spezza il cuore. E il modo in cui Pedro reagisce è semplicemente meraviglioso.

Il regista ha confermato che non si è mai pensato di mostrare i corpi senza vita di Frank e Bill, oltre al fatto che ne avevano parlato fin dall’inizio escludendo questa eventualità. Hoar ha dichiarato:

Penso che ciò che il produttore esecutivo Neil Druckmann avrebbe probabilmente detto che il mondo di The Last of Us è uno davvero brutale. E in un mondo brutale le persone si faranno male e le persone vivranno dei traumi orrendi ai loro corpi e alle loro menti. Penso che Craig abbia pensato che non ne avessimo bisogno. Non era necessario.

Che ne pensate delle dichiarazioni di Peter Hoar sull’episodio di The Last Of Us su Frank e Bill?

Potete rimanere aggiornati sulla serie grazie ai contenuti pubblicati nella nostra scheda.

Fonte: Deadline