WandaVision, Emma Caulfield sui misteri della sua Dottie Jones che “continuerà a essere cattiva”

 

WandaVision è cominciato già da un po’ e, dopo essere stati invitati alla conferenza stampa virtuale col cast della serie che ha preceduto la messa in streaming dei primi due episodi lo scorso 15 gennaio, siamo stati coinvolti dalla Disney in altri due incontri stampa che si sono tenuti nei giorni scorsi.

La prima, quella di cui vi stiamo per parlare in questa sede, è stata una tavola rotonda virtuale con Emma Caulfield Ford, l’attrice che abbiamo visto più e più volte in Buffy l’ammazzavampiri nei panni di Anya Jenkins che, in WandaVision veste i panni della misteriosa Dottie Jones. Un personaggio, il suo, che si trova già da qualche settimana al centro di una fittissima rete di teorie e illazioni.

La seconda, che vi proporremo appena possibile, è una videointervista esclusiva con Jac Schaeffer, la showrunner dello show TV con Elizabeth Olsen e Paul Bettany.

E, dunque, eccoci qua: a discutere di Westview, dei suoi misteri e dell’identità di Dottie Jones con la diretta interessata, Emma Caufield.

Cosa ci puoi dire circa lo sviluppo del tuo personaggio? L’abbiamo visto parecchio nel secondo episodio e brevemente nel terzo, cosa ci riserva il futuro?

[Ride, ndr] Non penso proprio di poterti dare una risposta ben definita. Sai, è così che funziona con la Marvel. Nel terzo episodio ho avuto questa breve apparizione, super misteriosa. Chissà perché? Ma continuerò ad apparire, questo sì. Sarò sempre una donna. E avrò dei vestiti splendidi. Grossomodo sono i soli indizi che posso dare. Ci sarò ancora e continuerò a essere alquanto cattiva.

Da Buffy a WandaVision: parlami della tua esperienza in due serie di successo come queste.

Ogni volta che lavori a qualcosa non sai mai come verrà accolto dalla gente, se le persone potranno effettivamente gradire il tutto, se lo guarderanno. Speri sempre che le persone possano apprezzare quello che fai, ma qua, con WandaVision e i Marvel Studios, sai già in partenza che la gente lo vedrà, che ci sono aspettative gigantesche e, di conseguenza, si prova parecchia pressione. Sai che devi fare le cose per bene, specie in un periodo come questo dove, a parte Kevin Feige, nessuno riesce a fare progetti troppo a lungo termine. Non pensavo che sarei mai finita a lavorare con questa squadra, ma devo dire che è stato fantastico entrare a far parte della famiglia.

Parlando di vicinati o mondi di fiction, ce ne sta uno dove ti piacerebbe vivere?

Di certo non vorrei mai e poi mai vivere a Sunnydale [la cittadina di Buffy, ndr.]! Devo dire che Westeros sarebbe molto fico [ride, ndr.]. Certo, essere una donna da quelle parti non sarebbe semplicissimo, però se potessi essere qualcuno stile Brienne di Tarth sarebbe bello. Anche perché nessuno cercherebbe di attaccare briga con me, perché sarei alta quasi due metri. Per quanto riguarda il mondo di WandaVision, i nostri set, è stato fatto un lavoro fenomenale ed è stato splendido lavorare proprio in quei teatri di posa dove venivano girate le sit-com leggendarie a cui ci siamo ispirati. Ti ritrovavi lì e pensavi “Oh mio Dio, qua è dove hanno girato Vita da Strega, qua è dove hanno fatto lo show di Dick van Dyke o la famiglia Brady!”

Qual è il tuo rapporto con le teorie sul tuo personaggio che i fan hanno scritto online?

Le adoro, sono molto interessanti. Ho letto che il mio personaggio è, in realtà, ogni genere di persona. Devo dire che amo tutto ciò. Me ne sto lì, a leggerle mentre mangio i pop-corn e – ti precedo – non posso dire quale sia giusta e quale sia sbagliata. Andate pure avanti con le teorie!

Come ti è stato presentato il personaggio?

Sai, avevo già lavorato con Jac Schaeffer in precedenza. Lei è il massimo, una gran persona, brava e intelligente, siamo amiche da 10 anni ormai. Mi ha raccontato i suoi progressi con Black Widow poi dopo è stata coinvolta in questo show, mi sono congratulata con lei, le ho mandato delle emoji e poi è stata lei stessa a chiedermi “Vuoi prendere parte alla cosa?”. Io ho risposto [ride, ndr.] “No, grazie. Lavorare con te e con la Marvel? No, guarda, ho da fare! Certo che ci sto!”. Al che lei mi spiega che voleva ingaggiarmi ma che, chiaramente, c’era la necessità dell’approvazione da parte di Kevin Feige. “Ti darò questa scena e voglio che tu sia grandiosa quando la farai per Kevin Feige. Non posso scendere nei dettagli, posso solo dirti che ci sarà un’ambientazione d’epoca”. Riuscì solo a strappare dalla sua bocca il fatto che per “ambientazione d’epoca” non s’intendeva il 1700, ma comunque il ventesimo secolo. Comprai questo vestito rosa per l’audizione, Jac mi disse che andava bene e cominciai a lavorare su questa voce un po’ arrogante, altezzosa. Quando mi comunicarono che dovevo andare ad Atlanta mi dissero di non rivelare nulla di nulla a nessuno. Vabbè a nessuno a parte il mio manager, il mio avvocato e mio marito. Era l’ottobre del 2019. Andò bene. Ed eccoci qua.

No, ok, ma siamo ancora al come sei stata coinvolta per la cosa. Ma su Dottie Jones che cosa ci puoi dire?

[Ride, ndr.] Niente. Non posso dirvi niente. Posso, al massimo, parlare di quello che avete visto e ribadire che è come un’ape regina. Cattiva.

Parlaci delle riprese per l’episodio in bianco e nero di WandaVision.

È stato fichissimo più che altro perché avevo comunque un trucco e dei vestiti sgargianti ed ero davvero curiosa di scoprire come sarebbe venuta fuori. Ed è venuta fuori una cosa straordinaria perché c’è un livello di bravura in tutti i dipartimenti, dalla regia ai costumi, al make-up e agli effetti, davvero elevatissima. C’è un’attenzione al dettaglio enorme, per me è stato davvero un onore farne parte, mi scattavo selfie con chiunque pensando “Non vedo l’ora di poter far vedere queste foto fra un anno e mezzo!”.

Domanda a bruciapelo: il mondo sta per essere distrutto. Ma lo puoi salvare sacrificando un supereroe della Marvel. Quale scegli?

Visione! No, scherzo eh. Non saprei davvero quale scegliere. Non saprei quale scegliere perché li adoro tutti. Sacrificherei me stessa!

Com’è stato prendere contatto con la tua parte?

È stato divertente perché mi sono ritrovata a leggere qualcosa di cui non mi era stato fornito troppo contesto, per ovvi motivi che ben conoscete. Sapevo giusto qualcosa in più giusto perché io e Jac siamo amiche, ma non troppo. Poi le cose sono andate via via delineandosi e ho iniziato a lavorare di più sul personaggio, a costruire la sua parlata insieme al coach per la parlata, facevo i compiti e studiavo materiali come sit-com e i differenti approcci che potevo dare a Dottie per far sì che si adattasse al periodo e al programma TV di riferimento, mantenendo sempre e comunque l’identità del personaggio. Dal punto di vista dell’esperienza di attore è stato davvero molto interessante. Ammetto di non essermi ispirata a un personaggio specifico di una qualche situation comedy perché il grosso del lavoro che ho fatto è stato sul trovare la voce giusta per lei. E non è stato per nulla semplice perché mi veniva naturale darle un accento british perché Dottie è abituata a enunciare con estrema precisione quello che dice, ma non era la cadenza adatta a lei. Alla fine sono soddisfatta, penso di aver interpretato piuttosto bene una persona davvero cattiva. Chissà, dovrei andare in analisi per questa cosa: non sono una persona cattiva ma mi viene bene interpretarle! Chissà, magari deriva da qualche trauma adolescenziale, qualche desiderio inespresso di vendetta.

 

WandaVision

 

Vi ricordiamo che WandaVision, la nuova serie TV dei Marvel Studios, ha debuttato venerdì 15 gennaio in streaming su Disney+. Trovate tutto quello che c’è da sapere, dalla recensione ai nostri speciali e approfondimenti sulle varie curiosità dello show, nella nostra scheda. Ogni sabato mattina, alle 12, commenteremo la puntata del venerdì in una live con spoiler sul nostro canale Twitch BadtasteItalia.