In questa annata complessivamente inferiore alla prima, Agent Carter riscatta in leggerezza ciò che perde in profondità. Prova ne è il fatto che, in mezzo a tradimenti, sparatorie, rapimenti e drammatiche conseguenze, l’unico momento memorabile del doppio episodio sia un adorabile siparietto musicale inserito come incipit della nona puntata. L’episodio in questione si intitola A Little Song and Dance, e il balletto iniziale lascerà presto spazio a danze più turbolente e pericolose, con Peggy e Jarvis che riallacciano i contatti con gli alleati rimasti, anche con quelli con cui è difficile stabilire un rapporto di fiducia, ancora una volta sulla strada per fermare i piani megalomani e distruttivi di Whitney Frost. Nell’intrecciarsi degli eventi tra questa puntata e quella precedente, intitolata The Edge of Mistery, la serie Marvel non riesce a costruire un climax degno di quello dello scorso anno. Eppure, arrivati a questo punto, è difficile parlar male di perso...