Agents of SHIELD 7×07: la recensione

Questa settimana, nel parlare dell’ultimo episodio di Agents of SHIELD, si può anche procedere al solo elenco dei riferimenti agli anni ’80 contenuti nella puntata. Non è molto, ma alla fine basterà, visto che l’episodio è molto divertente. Si tratta di una puntata atipica all’interno di una stagione atipica, quella che vede i protagonisti della serie proiettati nel passato, tra riferimenti, citazioni, e più divertimento che logica. Questa settimana i protagonisti della puntata sono Deke e Mack, e se questo può creare qualche dubbio sulla tenuta dell’episodio, bastano i primi minuti a rimuovere qualunque dubbio possibile.

L’episodio si intitola “The Totally Excellent Adventures Of Mack And The D“, che già di suo è un riferimento al film Bill & Ted’s Excellent Adventure. La puntata segue i due personaggi intrappolati da soli nel 1982, e i venti mesi che coprono la loro storia prima della riunione con il resto della squadra. La trama c’è, insieme allo spunto drammatico, ma è chiaro che qui la volontà rimane quella di divertirsi e fare battute e musica. Mack in particolare è molto abbattuto, come lo era alla fine della scorsa puntata, a causa della morte violenta dei suoi genitori. Deke prova a restituirgli il sorriso e uno scopo, e alla fine ci riesce anche grazie ad uno scontro splatter con i nemici.

Ma, appunto, l’episodio è una lunga scusa per mostrare tanti riferimenti agli anni ’80. C’è lo splatter da B movie, l’Exterminate dei Dalek del Doctor Who, la musica pop che Deke plagia con la sua band. E comunque sono solo alcuni degli elementi che rendono questa puntata una di quelle più sopra le righe di sempre. La parte drammatica è troppo caricata e non così efficace come vorrebbe, ma nella seconda parte di episodio tutto accelera e non sentiamo la mancanza del resto del gruppo. Tra l’altro Mack e Deke non sono soli, visto che saranno accompagnati da un Coulson all’ennesima reincarnazione, stavolta come apparizione su un televisore.

Tutto è così camp che potrebbe sembrare un pilot per un bizzarro show televisivo degli anni ’80. La coppia di agenti che usa una band come copertura (una “cover band” in uno dei giochi di parole della puntata) aiutata da un’intelligenza artificiale sarcastica. Ma tutto dura, come dovrebbe, solo lo spazio di un episodio, prima che May e gli altri arrivino con lo Zephyr a recuperare il gruppo. Con questa puntata Agents of SHIELD entra davvero nella seconda parte di stagione, e mancano solo cinque episodi alla fine della serie.

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