La nostra recensione della sesta stagione di Black Mirror, disponibile su Netflix

Black Mirror è morta, viva Black Mirror! È questa l’espressione di giubilo più adeguata di fronte ai cinque nuovi episodi della serie di Charlie Brooker. Le ultime stagioni (la quinta risale al 2019) avevano fatto notare una sensibile diminuzione dei toni sarcastici che avevano caratterizzato i fulgidi, sconvolgenti esordi dello show; eppure, una costante era comunque rimasta: il rapporto tra uomo e tecnologia aveva continuato a costituire, declinato secondo gusti meno raffinati, il nucleo pulsante di Black Mirror.

Fino a ora. Se la terza stagione aveva rappresentato – con l’acquisizione da parte di Netflix – il primo punto di rottura tra la serie e le sue origini, qui il distacco si fa tanto palese da puzzare terribilmente di snaturamento. Si fatica a vedere un filo rosso che colleghi gli episodi, al di là degli innumerevoli ammiccamenti a puntate precedenti. Basta così poco a re...