Al poligono di tiro Will Graham si allena: postura Weaver – a causa di una pugnalata – ed eccolo sparare un colpo, poi un altro, poi un altro ancora, contro una sagoma lontana. Qualcuno dei proiettili centrerà il bersaglio, qualcuno finirà lontano ma, aldilà di tutto, al momento di confrontare il risultato da vicino, sarà evidente come ognuno dei colpi inferti avrà lasciato il proprio segno. Ed eccola qui la filosofia di fondo seguita finora da Hannibal: invece di tenere il bersaglio a dieci centimetri e sparare una serie di colpi diretti al centro (come al suo posto farebbero e hanno fatto molte altre serie) lo show della NBC sceglie di “non vincere facile”, getta uno sguardo d’insieme da lontano e preferisce assestare una serie di colpi ben diretti a costruire uno schema più grande.

Casomai non si fosse capito, la seconda puntata di Hannibal non offre quasi nulla di nuovo rispetto al pilot ma si pone nella stessa scia e ritmo. Ancora una volta la grande architettura...