Leonardo: la recensione degli episodi 5 e 6 della serie

Gli episodi 5 e 6 della serie evento Leonardo sono, a nostro avviso, anche i più riusciti dell’ultima fatica di Franz Spotnitz, soprattutto perché tendono a concentrarsi maggiormente sull’arte e sulla realizzazione di alcune delle opere più conosciute del Maestro, che sulle vicende legate all’indagine per l’omicidio di Caterina da Cremona (Matilda De Angelis) condotte da Stefano Giraldi (Freddie Highmore), sempre più convinto dell’innocenza dell’artista, nonostante tutte le prove sembrino puntare contro di lui.

Il Leonardo Da Vinci (Aidan Turner) degli episodi 5 e 6 si trova anche storicamente in una posizione molto più complicata di quella in cui era a Firenze, all’inizio della sua carriera, o persino nelle puntate precedenti a Milano, soprattutto perché il potere di Ludovico il Moro sul suo Ducato sta ormai scemando, con i francesi che bussano letteralmente alla sua porta, pronti ad invaderlo.
La morte della moglie di Sforza, Beatrice D’Este, sembra così l’inizio del declino per il mecenate che, oltre ad affrontare il terribile lutto personale deve infatti anche vedersela con i propri nemici. Ed è proprio in questo clima che il Moro chiede all’artista di realizzare una delle sue opere più conosciute, l’Ultima Cena, la cui genesi diventa così il riuscitissimo fulcro del primo episodio.

punto di fuga-Ultima Cena-Leonardo

La storia di questa monumentale opera è particolarmente affascinante ed è anche rispettata in molte delle sue caratteristiche nella serie, non solo con scene affascinanti come quella in cui il Maestro si ispira alla realtà per ritrarre i volti degli apostoli o spiega il punto di fuga, ma anche per come sceglie un momento inusuale dell’Ultima Cena da trasmettere ai posteri, quello cioè in cui Gesù di Nazareth comunicò agli Apostoli che uno di loro lo avrebbe tradito.
Lo studio della prospettiva del Cenacolo, che sembra una naturale prosecuzione della sala che lo ospita, ed il modo in cui Leonardo tenne conto della luce naturale, che entrando dalle finestre interagisce e si fonde con esso, sono momenti di grande televisione di cui è impossibile non godere, così come lo è il fatto che la serie parli di come grandi opere come queste fossero sì frutto della mente di un unico genio, ma richiedessero per la loro realizzazione un lavoro di squadra imprescindibile, senza il quale non sarebbero mai venute alla luce.
La frustrazione di Leonardo per gli errori commessi nella realizzazione dell’Ultima Cena, così come la decisione di non realizzare un affresco affidatosi alle tecnica usata al tempo, sono documenti prestati alla storia di come persino un genio come lui fosse fallibile. L’insistenza di Tommaso nel cercare di convincere il Maestro a usare la tecnica dell’affresco, che non gli era però congeniale, perché richiedeva dei ritmi di lavoro serrati con cui Leonardo non si trovava a proprio agio, accolta come una fastidiosa intromissione dal Maestro, si è rivelato in realtà un consiglio storicamente più che valido. Se l’Ultima Cena non fosse stata infatti riconosciuta come l’opera di incredibile pregio che è e non fosse stata costantemente restaurata e curata, non sarebbe mai arrivata ai tempi nostri, privandoci di un gioiello senza pari.

La seconda opera su cui si concentrano gli episodi 5 e 6 di Leonardo, anche se con minore precisione e cura de l’Ultima Cena è invece la Gioconda, il ritratto di Lisa Gherardini con cui il maestro, nella serie, riesce a trovare un punto di contatto quando la donna gli rivela di aver perduto una figlia e nonostante questo riesce a riservare alla vita quello che sarebbe divenuto il sorriso più famoso della storia, al solo pensiero di averla avuta ed averla potuta amare, anche se per breve tempo.

Omesso il periodo trascorso da Leonardo a Venezia e Mantova, la seconda puntata si concentra invece sul quello passato dal Maestro ad Imola, presso la corte di di Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro VI. Il suo rapporto con Borgia è molto diverso da quello con i grandi signori che avevano supportato fino a quel momento la sua arte, perché il Valentino era un uomo di guerra e come tale volle sfruttare il poliedrico talento di Leonardo per deviare fiumi, rinforzare le mura della città e costruire macchine di guerra nonostante le resistenza del genio di Anchiano. Particolarmente interessante di questo periodo è il suo incontro con Niccolò Machiavelli, ambasciatore della Repubblica Fiorentina alla corte di Borgia, che proprio a lui si ispirò per scrivere la sua opera più nota, Il Principe.

Come abbiamo già osservato per le precedenti recensioni, ciò che lascia maggiormente a desiderare anche di questi episodi 5 e 6 di Leonardo resta invece il racconto del suo rapporto con Caterina da Cremona, dalla quale resta separato a lungo, ma alla cui, secondo la serie, deve il suo ritorno a casa, grazie all’intercessione di lei presso il padre di Leonardo. Al personaggio interpretato dalla De Angelis viene lasciato meno spazio del solito e la linea temporale che contraddistingue la sua storia risulta un po’ confusa. All’inizio della prima delle 2 puntate andate in onda ieri sera, infatti, Caterina – tornata a Firenze – è incinta ed alla fine del 5° episodio il bimbo, già adolescente e di nome Francesco, viene mostrato per un breve attimo quando Leonardo e Caterina si sono finalmente riuniti e quando la madre gli dice, abbracciandolo, che non possono vivere insieme.

Gli ultimi due episodi di Leonardo va in onda su Rai1 martedì 13 aprile.