Che i piccoli protagonisti di Stranger Things sarebbero cresciuti sotto gli occhi dello spettatore è una consapevolezza arrivata col rinnovo della serie per una seconda e, in seguito, terza stagione; quel che il pubblico non poteva immaginare o sperare era che, parallelamente alla maturazione dei bimbi al centro degli eventi soprannaturali di Hawkins, avrebbe assistito alla maturazione del materiale narrativo elaborato dalla serie dei fratelli Duffer.

Ebbene, la terza stagione di Stranger Things è approdata su Netflix portando con sé un inedito tripudio di nuance sia visive – gli otto nuovi episodi si svolgono nella colorata estate del 1985 – che sentimentali: ritroviamo gli innamorati Mike (Finn Wolfhard) ed Eleven (Milly Bobbie Brown) alle prese con le prime, intense effusioni sotto lo sguardo torvo del padre adottivo della ragazzina, lo sceriffo Jim Hopper (David Harbour), a sua volta coinvolto in un gioco di frecciatine con Joyce Byers (Winona Ryder) che malcelano...