La recensione di La vita bugiarda degli adulti, disponibile dal 4 gennaio su Netflix

Il vero protagonista di La vita bugiarda degli adulti, la serie tratta dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, potrebbe anche essere un bracciale, un oggetto nominato prima, cercato poi, regalato, prestato, dimenticato, ritrovato e passato di mano più volte lungo la serie, carico di significati e potente. È come l’Unico Anello di Il Signore Degli Anelli per quanto non possieda proprietà magiche (tuttavia ad un certo punto qualcuno gli attribuisce il potere di rovinare i rapporti). La trama della serie potrebbe anche essere letta come la sua storia, la storia di come quel bracciale abbia attraversato le vite di diverse donne lungo i decenni e di come abbia scatenato mutamenti, soprattutto in Giovanna, l’ultima di queste donne e protagonista “ufficiale” della storia. Già questo basterebbe a rendere La vita bugiarda degli adulti la miglior serie italiana dell’anno. Ma c’è di più.

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