Dopo tanta attesa, arriva mercoledì 24 novembre su Disney+ Hawkeye, la serie in sei episodi su Occhio di Falco, l’unico dei Vendicatori originali ad avere una serie tutta sua piuttosto di un film.

Una serie su Occhio di Falco? L’Avenger con meno minutaggio sullo schermo tra i 6 Vendicatori originali? Cosa avrà mai da raccontare in sei lunghi episodi? In base ai materiali promozionali, alle informazioni che già abbiamo sulla serie e a un veloce sguardo a quello che l’UCM ci ha già mostrato, vediamo insieme di rispondere a queste domande scoprendo cosa possiamo aspettarci dall’ultima serie Marvel dell’anno.

Kate: “So che può sembrare strano ma sogno questo momento da sempre. Quando ho indossato quel costume ho pensato: ci siamo. Finalmente diventerò la persona che devo essere

Clint: “Ricordo il giorno in cui l’ho pensato anch’io. Questa vita che vuoi vivere… ha un prezzo”.

 

Clint Barton

Per esplorare finalmente e a dovere il personaggio di Clinton Francis Barton, sei episodi, forse, non sono troppi, anzi… non bastano. Con sei episodi Hawkeye non riuscirà nemmeno a grattare la superficie delle potenzialità di un personaggio, purtroppo, fin dall’inizio non sfruttato abbastanza e riscoperto troppo tardi.

Un personaggio che, nel suo intero percorso nell’Universo Cinematografico Marvel, non raggiunge i 20 minuti di parlato sul grande schermo.

Eppure, per chi lo conosce, Clint ha sempre molto da dire. E se non vogliamo considerare i fumetti e la controparte cartacea, basta guardare i film per rendersi conto che, acrobazie e frecce truccate a parte, alcune delle scene più iconiche che vedono Barton protagonista sono fatte di sarcasmo, pessimo umorismo e discorsi motivazionali, perché dal più umano tra i Vendicatori non ci si può aspettare di meno.

Con questa serie si potrà, finalmente, godere di un minutaggio sufficiente a tratteggiare con più dovizia un personaggio fino ad ora piuttosto opaco tra sarcasmo, traumi, frecce esplosive e improbabili cadute.

Jeremy Renner

Fin dai primi speciali dedicati ai Vendicatori, colleghi e produttori ci tenevano a sottolineare quanto Jeremy Renner fosse da subito sembrato il casting perfetto per il ruolo, dal breve e primo cammeo in Thor fino ad Avengers: Endgame.

Per citare Scarlett Johnasson dal documentario dedicato ad Avengers presente nei contenuti speciali del primo film, Renner sembrava già naturalmente adatto a ricoprire il ruolo di Clint Barton, all’apparenza impegnato a odiare il mondo eppure sempre pronto a spiazzare con una battuta o del pessimo sarcasmo:

Jeremy ha conferito al personaggio un atteggiamento pungente, sarcastico, cupo e strafottente. È la sua personalità che prende il sopravvento. La scelta dell’attore è a dir poco azzeccata. Sono proprio queste qualità di Jeremy a renderlo divertente da guardare.

Seppur brevemente e in sporadiche scene, l’attore californiano ha fin da subito dimostrato non solo di essere adatto al ruolo, ma di poterlo arricchire ulteriormente, mostrando in pochissimi fotogrammi uno scorcio ancora più profondo di umanità e di non detto, diviso tra il salvare il mondo e la famiglia, tra momenti alla Legolas e un passato/presente ricco di traumi e momenti bui, specialmente negli ultimi film.

Renner ha già mostrato in passato una predilezione per ruoli che gli permettessero di dare forma a personaggi sempre più ruvidi e tormentati: da Hurt Locker a Wind River fino al recente Mayor of Kingstown. Ci aspettiamo che faccia lo stesso anche in Hawkeye.

E questo ci porta direttamente al nostro terzo punto.

 

Traumi e introspezione

Scusa Kate. Non sono un buon esempio per nessuno”

Si che lo sei”.

Nonostante il pochissimo tempo dedicato al personaggio, non è difficile immaginare come e perché i traumi e i fantasmi del passato possano rivestire un ruolo decisamente primario in Hawkeye e, per farlo, non è nemmeno necessario attingere al materiale di fumetti e alla sua infanzia traumatica passata a cercare di sfuggire col fratello alle percosse di un padre violento, cresciuto tra criminali e ladri.

Basta guardare a cosa i film della Casa delle Idee ci hanno già raccontato: un uomo dell’integrità di Clint Barton si è ritrovato, nel corso della storia, ad avere le mani macchiate di sangue di civili innocenti sotto il controllo mentale di Loki (Avengers), a sopravvivere alla morte solo grazie al sacrificio di un ragazzino superveloce, troppo veloce per ”un vecchietto” che “non riusciva a tenere il passo” (Age of Ultron); a trasformarsi, plasmato dal lutto e dal dolore, in un vigilante che uccideva senza pietà il male sopravvissuto allo schiocco di Thanos e, come colpo di grazia, prima ancora di riuscire a trovare la sua redenzione, a vedere la sua migliore amica e “anima” gemella sacrificarsi al suo posto, non solo per la salvezza del mondo, ma per portegli ridare indietro la sua vita, “ripagando il suo debito”.

Dopo fin troppi film passati ignorare le conseguenze di quest traumi , finalmente in questa serie – all’apparenza una scanzonata commedia natalizia – già dai primi episodi Clint subirà il peso di tutto ciò, delle sue perdite e del suo dolore, delle colpe di cui si è macchiato e della sua mancata redenzione.

Se solo ci fosse qualcuno pronto a costringerlo a fronteggiare i suoi demoni e a guardare oltre le colpe, uno sguardo più giovane di chi è cresciuto credendo negli eroi….

 

 

Kate Bishop

“Il tuo problema è che non hai un brand”
“No, il mio problema sei TU!”

Kate Bishop, interpretata da Hailee Steinfeld, è pronta al suo debutto nell’Universo Marvel, e nella serie la ritroveremo pronta a fare squadra con il suo amico/mentore/partner.

Bishop è già di partenza un personaggio amatissimo dai fan, con molto da raccontare, che, anche nella serie, fin dall’inizio è impossibile non prendere in simpatia: la scelta di Hailee come nuovo e giovane volto, pieno di speranza ed entusiasmo, con gli occhi pieni di meraviglia per il mondo degli eroi, è perfetta da contrapporre a quello di Renner, segnato dai traumi, con una prospettiva dell’eroismo più sporca, piena di compromessi e scelte sbagliate.

La chimica tra i due, mentore e allieva, è già palpabile dai primi materiali promozionali ed è potenzialmente destinata a lasciare il segno come uno dei rapporti più profondi, divertenti e riusciti dell’intero UCM, specialmente dopo i tentativi di Falcon e Winter Soldier e Loki.

Facile indovinare come questo passaggio di testimone, o di freccia, sia non solo la naturale conseguenza di questa serie, ma anche il pezzo che mancava a dare più completezza alla Fase 4: una nuova generazione di eroi, piena di speranza, che guarda al futuro ispirandosi alle glorie passato.

Fantasmi (e ricordi) dal passato

Alcune delle sorprese che molti fan Marvel non si aspetteranno dalla serie Hawkeye sono sicuramente i vari indizi e riferimenti sparsi qua e là al passato e al presente dell’UCM. L’introduzione del primo episodio e del personaggio di Kate Bishop è forse, per ora, la sequenza più nostalgica e in pieno spirito Marvel che si sia vista nelle serie Disney+ e, da quello che abbiamo potuto constatare da spot e trailer, le sorprese non sono finite.

A partire dalle frecce truccate fatte di tecnologia Stark (finalmente vedremo qualcosa in più dell’accenno di cooperazione e intreccio di personalità tra i Vendicatori, appena accennato nel finale di Avengers che, purtroppo, non ha avuto seguito in Age of Ultron) alle sequenze iconiche di Ronin, fino a Yelena Belova, legame non solo con Black Widow, ma con un possibile futuro per la Fase 4.

Tra desiderio di vendetta, lutto e incomprensioni, sarà sicuramente interessante osservare questi sviluppi.

 

E i cattivi?

Uno dei punti forti sia della run a fumetti da cui Hawkeye prende ispirazione, quella di Matt Fraction e David Aja, che della serie, è senza dubbio rappresentato dagli antagonisti con i quali sia Clint che Kate, per motivi diversi, dovranno avere a che fare.

Se da una parte lo Spadaccino è un enigma, Yelena una missione dal passato, Echo una misteriosa sorpresa … i componenti della Tracksuit Mafia (BRO!) sono destinati a essere un vero spasso, tanto volutamente stereotipati quanto divertenti e, solo perché banali criminali, non per questo meno meritevoli di dare del filo da torcere ai due Occhio di Falco tra le strade di New York.

Echo

Dopo il recente annuncio di una serie dedicata a questo personaggio, Echo ha ancora di più catturato il nostro interesse: viste le premesse è facile indovinare perché sarà uno dei punti di forza della serie e quanto sia importante anche dal punto di vista della rappresentazione sul piccolo e grande schermo.

Interpretata dalla nativa americana Alaqua Cox, Echo sembra arrivare proprio al momento giusto e, dopo il successo di Makkari in Eternals, pronta ad arricchire il panorama UCM con un personaggio che fa della sua sordità la sua forza, con affascinanti vibes alla Daredevil.

Figlia adottiva di Kingpin, precedentemente Ronin e legata a Daredevil, Maya Lopez potrebbe riservare molte più sorprese di quante ci immaginiamo…

Fraction e Aja, ispirazioni e riferimenti.

Basta aver letto almeno una volta la pluripremiata serie a fumetti dedicata a Occhio di Falco scritta da Matt Fraction e magistralmente riportata su carta dal segno di David Aja, per notare quanto la serie Disney+ tragga ispirazione, se non per la storia, per l’estetica urban, le atmosfere e i toni che fino ad ora mancavano all’UCM, visti forse soltanto in serie come Daredevil (Netflix).

L’atmosfera natalizia è sia di festa che impregnata di quel tocco alla Shane Black che trasuda anche dalle tavole di Aja, un Natale sporco, pieno di imprevisti in cui le luci colorate si mischiano alla neve fangosa e il suono di campanellini fa da sfondo al rumore di un naso che si rompe in seguito ad un pestaggio.

La creazione di atmosfere sui toni del viola – iconico colore assegnato al personaggio di Occhio di Falco che finalmente predomina – l’altalenanza tra un battibecco e un adrenalinico inseguimento in macchina con in sottofondo jingle natalizi, mischiata a ronde notturne tra fatiscenti grattacieli e palazzi di New York sotto la neve, sono solo alcuni dei rimandi visivi – e non solo – alla nota serie, e non vediamo l’ora di scoprirne altri.

Da Hawkeye possiamo aspettarci esattamente quello che promette: meglio mettere da parte discorsi ambiziosi e il prendersi troppo sul serio e far invece spazio a una scanzonata commedia di Natale fatta di risse nei vicoli, adrenalinici inseguimenti, acrobazie e combattimenti corpo a corpo, tra una cioccolata calda sotto l’albero di Natale e discorsi sull’eredità e sul significato che essere un eroe, un’ispirazione per le nuove generazioni, porta con sé.

Quanto attendete Hawkeye? Ditelo nei commenti!