Obi-Wan Kenobi: pro e contro degli episodi 3 e 4

obi-wan kenobi vader
Obi-Wan Kenobi
ideata da Deborah Chow
Disney+
Disponibile su Disney+ dal 25 maggio 2022

Obi-Wan Kenobi, la serie evento proposta da Disney Plus, è entrata nel vivo con gli episodi 3 e 4, il nucleo centrale della vicenda suddivisa in sei episodi. In questo secondo blocco l’avventura si è trasformata in una vera e propria road story, un viaggio movimentato e travagliato per riconsegnare la piccola Leia Organa alla sua famiglia dopo il rapimento orchestrato dall’inquisitrice Reva, che sembra nascondere misteriosi legami sia con Obi-Wan che con Darth Vader. E a proposito del signore dei Sith, anche lui ha fatto la sua entrata in scena ufficiale affrontando il protagonista in un duello violento e crudele, preludio sicuramente a un ulteriore faccia a faccia.

Come di consueto, andiamo a esaminare i pro e i contro di questi due secondi capitoli.

Pro: Un Obi-Wan fallace

L’avevamo già visto nelle prime puntate, ma il ritratto di Obi-Wan come un individuo logorato, sfinito e sfiduciato prosegue senza timore di smantellare l’eroico generale delle Guerre dei Cloni che avevamo imparato a conoscere e ad ammirare. Si lascia sfuggire il vero nome di Leia di fronte alle truppe dell’Impero, diffida di tutti e continua a isolarsi dal mondo esterno e dai bisogni altrui. Questo, unitamente all’ottima interpretazione di McGregor continua a farne un personaggio approfondito, complesso e appassionante come pochi nella narrativa di Star Wars hanno avuto la possibilità di essere.

Contro: Obi-Wan fuggiasco

Detto questo, le vicende d’azione qua e là continuano a far trapelare qualche perplessità. Nonostante il suo volto sia stato diffuso con tanto di avvisi di taglia in lungo e in largo, il cavaliere Jedi fa poco o nulla per celare il suo aspetto, se non un mezzo cappuccio tirato sul volto, e tutte le sue interazioni con il nemico finiscono invariabilmente per sfociare in una colluttazione. Siamo ancora lontani dal vecchio Jedi che sarà in grado di aggirarsi indisturbato per la Morte Nera senza mai incappare in un problema. La storia probabilmente ci mostrerà Obi-Wan crescere anche da quel punto di vista, ma nella fase attuale di fuga, prudenza e scaltrezza spesso lasciano a desiderare.

Pro: Tala e il Cammino

Grazie a un’interpretazione sincera di Indira Varma, la figura di Tala, proto-Ribelle infiltrata nell’Impero per offrire ai Jedi fuggiaschi una speranza di fuga, si impone come personaggio empatico e capace, in più occasioni in grado di prendere in mano la situazione e di sventare il disastro. Interessante e ricco di potenziale anche il legame tra le piccole cellule di quella che un giorno sarà la Ribellione e i Jedi sopravvissuti e perseguitati, preludio all’unione tra le due forze che farà di “Che la Forza sia con voi” il motto ufficiale della Ribellione. Ulteriori punti bonus per la menzione di Quinlan Vos, il Jedi perduto che avevamo conosciuto in Clone Wars e in numerose storie a fumetti Legends, che sembra avere nuove storie da raccontare e che forse prima o poi farà capolino di persona.

Tala

Contro: Reva e il Tunnel di Fuga

L’antagonista principale della storia torna a distinguersi per uno sviluppo di trama che fa discutere, vale a dire la “rapidità” con cui precede la piccola Leia all’hangar di fuga in fondo al tunnel, eliminando i piloti Ribelli per attenderla. Considerato un certo margine di vantaggio che aveva la piccola e il fatto che Tala stia percorrendo il cammino in senso opposto, viene istintivo chiedersi come abbia fatto l’inquisitrice ad arrivare per prima a destinazione. Probabilmente il tutto è spiegabile col fatto che la rete di tunnel è vasta e offre varie diramazioni, ma resta comunque un caso in cui le esigenze di trama forzano un po’ la plausibilità, o quanto meno avrebbero richiesto un po’ più di chiarezza nell’esposizione.

Pro: Vader e le Fiamme

Assistiamo al primo, e probabilmente non all’unico, scontro tra Kenobi e Vader. Ex-maestro e apprendista si scontrano al culmine del tentativo di fuga del cavaliere Jedi, e sembra non esserci storia: vuoi per le condizioni provate di Obi-Wan, vuoi per il picco di furia in cui si trova Vader in questo momento, il duello è breve e brutale e volge subito a favore del Sith. Particolarmente suggestiva e agghiacciante è la punizione del fuoco che Vader infligge a Kenobi, vero e proprio ‘contrappasso dantesco’ di quanto accaduto su Mustafar in Episodio III e dimostrazione potente e folle dello stato mentale in cui Vader versa attualmente.

Contro: Vader e le Fiamme

Il tutto, per contro, ha una risoluzione leggermente sbrigativa e poco chiara: tornata sui suoi passi per aiutare il Jedi in difficoltà, Tara interrompe la tortura di Obi-Wan innalzando di nuovo la barriera di fiamme che poco prima aveva ustionato il Jedi. Il tutto sembra essere sufficiente da fermare Vader e da consentire al droide caricatore di portare via un Obi-Wan privo di sensi prima che qualcuno possa fare qualcosa. Qui qualcosa non funziona a livello visivo, perché la barriera di fiamme non sembra troppo proibitiva da superare o aggirare (e Vader l’aveva spenta con un gesto della mano poco prima). Si cercano varie interpretazioni: Vader ha lasciato andare il Jedi di proposito? La situazione era più critica di quanto inquadrature e regia ci lasciassero intendere? Difficile trovare una risposta, fatto sta che anche questo è un punto che avrebbe beneficiato di una maggiore chiarezza narrativa.

Vader e le fiamme

Pro: Incubi paralleli

A riprova che in questa ‘character story’ i momenti migliori non sono, almeno per ora, quelli di azione ma quelli di approfondimento e introspezione, bello e sorprendente il montaggio in cui sia il Jedi che il Sith sono entrambi immersi nel bacta, sono agitati nel percepirsi a vicenda e si ritrovano ancora una volta intrappolati in un triste parallelismo voluto dal destino o dalla Forza. Star Wars è sempre al suo meglio quando gioca con simmetrie, specularità e dualismi, e questa scena non fa eccezione.

Contro: Fuga dal Quartier Generale degli Inquisitori

Il quarto episodio ruota tutto intorno al salvataggio di Leia dalla sede dell’Inquisitorius, e in verità è una puntata d’azione transitoria e ‘self-contained’ che offre una piccola avventura d’azione ben narrata e divertente. Col passare del tempo salta però all’occhio che l’accumulo di archetipi e di stilemi di questo genere di scene diventa quasi eccessivo, offrendoci in una rapida sequenza tutto quello che è facile immaginare in una situazione del genere: assaltatori di pattuglia, droidi spia, codici e porte da aprire, ufficiali antipatici che chiedono autorizzazioni, travestimenti, dispositivi traccianti e perfino il salvataggio in extremis dal cielo all’ultimo momento. Star Wars gioca da sempre con gli archetipi dell’azione e dell’avventura, ma funziona meglio quando li dosa con più cura e quando li alterna a momenti originali e imprevisti. La fuga dalla base dell’Inquisitorius è, a conti fatti, un tripudio di deja vu, ma poco altro.

Siamo comunque pronti al blocco finale di episodi: la storia entra nel terzo atto e per il finale è lecito aspettarci fuoco e fiamme… forse anche in senso più letterale che metaforico! Appuntamento a mercoledì sugli schermi di Disney+ e su queste pagine per seguire commenti, speciali e approfondimenti a tema. Che la Forza sia con voi!

Trovate tutte le informazioni sulla serie nella nostra scheda.

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