Sin da quando Lana e Lilly Wachowski hanno fatto coming out annunciando il loro percorso di transizione, si è molto discusso sulla possibilità (incoraggiata dalle stesse registe) che la saga di Matrix abbia un sottotesto più o meno voluto incentrato sulla tematica trans e queer.

Ora, in un nuovo video diffuso da Netflix Film Club, Lilly Wachowski (che negli ultimi mesi è tornata ad avere un ruolo molto più pubblico dopo sei anni lontano dalle scene) discute della possibile allegoria trans rappresentata dal film, e condivide la visione originale che lei e Lana avevano del personaggio di Switch. Interpretata da Belinda McClory, Switch originariamente doveva essere un uomo in Matrix e una donna nel mondo reale.

“Sono felice che questo aspetto sia emerso, col tempo,” spiega la regista. “All’epoca il mondo non era pronto per qualcosa di esplicito a questo proposito, non lo erano gli studios. […] Il cinema è una forma d’arte pubblica, e gli artisti devono imparare ad affidare al mondo le loro opere. Mi piace molto il fatto che i film possano generare discussioni in maniera non lineare, essere riletti successivamente in maniera nuova e inedita.”

“Il tema principale di Matrix,” continua la Wachowski, “È il desiderio di trasformazione. Ma ovviamente viene raccontato dal punto di vista di due autrici che non avevano ancora fatto coming out. Il personaggio di Switch, per esempio, doveva essere quello di un uomo nel mondo reale e di una donna in Matrix. Era esattamente la nostra posizione nella realtà, all’epoca!”

“Non so quanto la mia transessualità fosse sullo sfondo, nel mio pensiero, mentre stavamo scrivendo Matrix,” prosegue. “Ma questa storia è nata esattamente da questo fuoco, da questo desiderio di cui sto parlando. Le persone trans come me e Lana si trovavano in un luogo in cui le parole non esistevano, quindi vivevamo costantemente in un mondo fatto di immaginazione. Per questo ho sempre amato la fantascienza, il fantasy… per questo giocavo sempre a D&D. Si trattava di creare mondi. È questo che ci ha liberate, come registe, perché all’epoca potevamo immaginare cose che non avreste visto, magari, sullo schermo. Anche solo l’idea di fondere tutti i generi cinematografici possibili: mescolare il cinema d’azione orientale, il western, l’anime. […] Penso che il nostro essere trans e queer ci abbia spinte a includere più cose possibile.”

Lilly Wachowski discute di The Matrix anche in Disclosure, un documentario sulla storia della rappresentazione trans al cinema e in televisione disponibile in tutto il mondo su Netflix.